A tu per tu

“Il binomio inscindibile della bellezza e dell’armonia”. Alla sua scoperta a tu per tu con il dottor Luca Spaziante.

IL CHIRURGO PLASTICO CHE SI ISPIRA ALL’ARTE

Coniugare l’ispirazione artistica con la perfetta esecuzione chirurgica, conduce a risultati sorprendenti.

Alla scoperta dell’indissolubile connubio tra armonia, equilibrio e bellezza, attraverso il dialogo con il dottor Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva e Estetica, che ha fatto di questi tre principi i perni della sua professione.

Naturalezza e innovazione vanno, nella sua attività professionale, di pari passo con una metodologia che ricerca il mantenimento di ciò che rende unico e irripetibile il volto umano, oltre che dell’armonia ed eleganza del corpo, utilizzando quello stesso garbo che l’artista, in particolare lo scultore, usa nello scolpire una sua statua.

A tu per tu con il dottor Spaziante per scoprire che il mistero della bellezza risiede nell’equilibrio delle componenti delle parti corporee e nella loro armonia.

A cura della giornalista Mara Martellotta

L'intervento di mastoplastica additiva. Ne parliamo con il dottor Luca Spaziante

La mastoplastica additiva rappresenta un intervento che consente alle donne di concedersi un seno più bello, capace di conferire loro anche coscienza di una piena femminilità e di poter ritrovare un’armonia con le altre parti del corpo.

Questo tipo di intervento di chirurgia estetica è impiegato per aumentare il volume del seno e per migliorarne la forma, permettendo spesso alla paziente di vivere in un corpo che, una volta concluso l’intervento stesso, le consente di acquistare maggiore serenità e autostima, nel rispetto dell’armonia e delle proporzioni corporee.

Il seno è una parte del corpo femminile di cui l’arte e la cultura si sono a lungo interessati; sono stati molti i pittori che lo hanno esaltato, senza forzarne l’aspetto estetico, ma mantenendone l’armoniosita’  e la sensualità. Agli inizi dell’Ottocento non era considerato scandaloso mostrare il seno e nell’arte occidentale abbondano dee e ninfe nude che scherzano nei boschi.

Il potere del seno deve essere visto all’interno di una concezione integrata della donna in sé e della visione che lo stesso soggetto femminile possiede del proprio corpo in tutte le sue espressioni. L’armonia che il seno deve avere con il corpo femminile nel suo insieme, nella chirurgia estetica e plastica, si richiama certamente agli stili dell’arte classica della cultura greca, cui si sono ispirati in passato molti artisti.

Nella chirurgia plastica ed estetica ritengo fondamentale anche per questa parte del corpo il rispetto del principio dell’armonia, che ha costituito, appunto, il canone dell’arte classica fino al Rinascimento. Questo principio si è  concretizzato in sculture accomunate dagli stessi tratti fisici, indirizzati verso la ricerca di un bello universale. Tra queste amo ricordare le sculture di Prassitele, che fu il primo a proporre la riproduzione del nudo femminile nella sua Afrodite Cnidia del 350 a.C., attualmente conservata nei Musei Vaticani. Il bello estetico e l’armonia delle parti, seno compreso, lo si ritrova perfettamente anche nell’ellenismo greco, in cui il tema della bellezza femminile avrebbe assunto le sembianze della dea greca Afrodite.  L’esempio più significativo rimane, probabilmente, quello della Venere di Milo, realizzato intorno al 130 a.C, da Alessandro di Antiochia e conservata al Louvre. Il seno come simbolo di seduzione avrebbe trovato espressione in seguito durante il Rinascimento, in cui questa parte del  corpo femminile, assolutamente armoniosa, sarebbe diventata espressione di nuova sensualità, come nella Venere di Urbino di Tiziano, in cui seduzione ed erotismo risultano fusi in una bellezza accompagnata dal senso del pudore.

Nei circoli aristocratici come negli ambienti delle classi più agiate, nei secoli scorsi, anche l’esposizione dei seni nei ritratti richiamava la bellezza greca classica e mitologica e la sua forma era considerata una sorta di status symbol, un simbolo di eleganza e, spesso, anche di posizione sociale.

La medicina è una disciplina che nello studio del dottor Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva e Estetica, è strettamente correlata al significato assunto dalla bellezza e dall’armonia nell'arte. Con quale significato ?
“Chi ha fatto della Chirurgia estetica e plastica, come me, la sua missione oltre che il suo lavoro, ha ben delineati in mente i principi strettamente correlati del benessere fisico e mentale dell’individuo e della bellezza quale canone di armonia. Da sempre sono vissuto, infatti, circondato dall’arte. Ricordo spesso mia mamma dipingere e mio papà progettare, e questo mi ha permesso di sviluppare sin da bambino una sensibilità non comune nei confronti del bello nell’arte, in particolar modo nella scultura e nella pittura. Il canone estetico attuale affonda le sue radici nelle origini della civiltà occidentale e del mondo greco antico. Proprio l’arte statuaria greca ha dettato i criteri della bellezza secondo canoni divenuti classici, quali la cosiddetta “sezione aurea”. Sicuramente l’armonia dei tratti rappresenta la nozione fondamentale nell’estetica del viso ma, in realtà, non può essere disgiunta dalla sua funzionalità”.
Quali parametri segue nei suoi interventi sui suoi pazienti?
“Ritengo che la bellezza debba sempre essere espressione di equilibrio e che l’armonia del viso consista nell’equilibrio delle sue proporzioni. Tre elementi concorrono in modo fondamentale al concetto di bellezza del viso: la forma, la superficie e l’espressione. Il viso traccia le caratteristiche che rendono unico e irripetibile un essere umano e, per questo motivo, i metodi che utilizzo nel mio lavoro di chirurgo estetico e plastico sono quelli dell’intervento personalizzato sul viso del paziente, similmente a quelli dello scultore sulla materia della sua scultura, nel pieno rispetto del mantenimento dell’equilibrio delle proporzioni, con la gentilezza e il garbo di un artista, coniugando la naturalezza del risultato all’innovazione del metodo. Già Leonardo da Vinci, uno dei miei artisti preferiti, con il segreto dello sfumato, perfettamente applicato nella realizzazione della Gioconda, poneva l’accento sulla necessità di ottenere delle forme morbide sul viso, che eliminassero le spigolosità. A proposito di questo, Leon Battista Alberti, nel suo trattato intitolato “Della Pittura”, scriveva: “Noi diremo che un volto è bello se le diverse parti sembreranno unite l’una all’altra, se su di esso i dolci raggi di luce evolveranno gradualmente trasformandosi in ombre dolci, e se non vi saranno angoli o spigoli. Ecco questo sarà il volto in cui la bellezza coniuga con la grazia”. Questa è la grazia cui aspiro con il mio operato”.
Quali devono essere, secondo Lei, la filosofia e il concetto di bellezza alla base degli interventi della Chirurgia estetica?
“Se consideriamo le rappresentazioni della bellezza fatte da artisti appartenenti a epoche e culture diverse, da Botticelli a Magritte, da Chagall a Modigliani fino a Botero, possiamo comprendere che nell’arte ci si trova innanzi alla meraviglia di fisionomie diverse, che ruotano tutte intorno al mistero della bellezza. Bello è ciò che attrae, è ciò che spinge lo sguardo a soffermarvisi. Se per Platone bellezza e bontà coincidono, per il filosofo Seneca la bellezza più autentica deve essere essenza di armonia e proporzioni. La filosofia che, da sempre, ho adottato nella chirurgia plastica e estetica, è quella ispirata al rispetto totale del concetto di naturalezza, intervenendo sulle imperfezioni corporee e/o del volto, senza stravolgerne, però, la loro essenza e autenticità. Nei vari interventi di Chirurgia estetica (rinoplastica, otoplastica, blefaroplastica, lifting cervico- facciale, liposcultura, addominoplastica, mastoplastica additiva ..), cosiccome nella Chirurgia ricostruttiva (ricostruzione mammaria, rimodellamento corporeo) e nella Medicina estetica (filler, tossina botulinica…) le tecniche innovative sono strumenti fondamentali che consentono al chirurgo di ottenere ottimi risultati ma che non devono mai alterare equilibrio e armonia. Un chirurgo plastico professionale e competente è in grado di accompagnare il paziente nella scelta dell’intervento più  adatto alle sue forme fisiche, non eseguendo interventi che egli reputi troppo invasivi o sproporzionati, come quelli che possono dare vita a risultati totalmente innaturali, che spesso vediamo”.
Vi sono artisti cui si ispira nel suo lavoro di chirurgo per l’armonia delle proporzioni?
“La scultura è una delle mie grandi passioni. Potrei citarle tantissimi nomi, da Michelangelo a Rodin, da Donatello a Brancusi, da Canova a Mitoraj. Pensi che Michelangelo quando scolpiva i suoi blocchi di marmo lo faceva sempre frontalmente e mai lateralmente, per non perdere quel famoso senso delle proporzioni di cui parlavo prima, così caro ai grandi artisti. Ed è  questa attenzione maniacale alle proporzioni che mi ha avvicinato a Igor Mitoraj, un altro gigante di quest’arte, che affermava di “aver nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice,  di una sorta di paradiso perduto e di aver bisogno di questa bellezza “, proprio quella che gli consentiva di vivere. Ho sempre apprezzato di questo artista di origine polacca la sua capacità di fondere il passato con il presente, senza soluzione di continuità, scegliendo di raffigurare i corpi e i volti con caratteristiche ben proporzionate, tipicamente elleniche. Nell’opera di questo scultore essi diventavano il punto di partenza per una riflessione su temi quali l’amore, il desiderio di sessualità, la femminilità ma, talora, anche la solitudine e la sofferenza. Nel mio lavoro di chirurgo plastico il rispetto delle proporzioni diventa il presupposto fondamentale e imprescindibile per perseguire il risultato desiderato, totalmente naturale ed in perfetta armonia con il resto del corpo”.
Quale rapporto, secondo Lei, è fondamentale che il chirurgo instauri con il paziente?
“In ambito medico, e nella Chirurgia plastica in particolare, risulta fondamentale da parte del chirurgo la valutazione dei bisogni  psicologici e emotivi del paziente, che lo spingono a migliorarsi, ed il fatto che il paziente stesso sia messo in grado di compiere scelte consapevoli, ricevendo il maggior numero di informazioni possibili in merito alla sua salute. Il medico deve inoltre saper essere obiettivo e distaccato, privo di pregiudizi nei confronti dei pazienti, ma capace di considerare ciascuno di essi come casi a sé. Fondamentale è altresì la sua capacità di comunicare al paziente l’iter diagnostico e terapeutico in maniera accessibile e chiara, specificando anche gli eventuali rischi che determinate indagini strumentali potrebbero arrecare. Se il filosofo Nietzsche era convinto che ogni uomo rappresentasse una storia clinica, la capacità di un chirurgo si misura anche dall’empatia che è in grado di instaurare con il proprio paziente, tale da creare una vera e propria alleanza terapeutica, fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale”.
Il suo amore per la scultura affonda le radici sin dalla fanciullezza. Che cosa l'ha colpita di questa arte?

Ho da sempre amato, tra tutte le arti, in particolar modo la scultura, in quanto si tratta di una forma di arte che, come ben affermava il Vasari, “levando il superfluo dalla materia suggerita, la riduce a quella forma del corpo che nell’idea dell’artista è disegnata […]”. Nella pratica della Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica è fondamentale intervenire modellando il corpo e il viso, ma mantenendo integri l’equilibrio e l’armonia delle parti.

Tra i diversi scultori che negli ultimi anni mi hanno appassionato sicuramente figura un’artista che è stata capace di creare opere scultoree, secondo me, cariche di simbologia: Rabarama.

Nome d’arte della famosa scultrice Paola Epifani, Rabarama esprime nei volti delle sue sculture un equilibrio che è segno di pace e interiorità. Lo stesso pseudonimo che l’artista ha scelto si compone di due parti, ‘Raba’, che in sanscrito significa ‘segno ‘, e ‘rama’, che si collega alla divinità. I segni presenti nelle sue sculture sono stati sicuramente di grande ispirazione per il mio lavoro professionale, cosiccome la tecnica utilizzata dalla scultrice di scomporre il volto delle sue creazioni, dei suoi umanoidi, in diverse parti. I simboli che Rabarama tatua su queste sue creature scultoree sono per l’artista strumento atto a comunicare il suo personale messaggio al mondo. Per me i simboli da lei usati risultano una metafora del mio intervento sul volto della paziente, che scompongo sempre nella mia mente prima di intervenire, approcciando ogni area anatomica in modo differente e personalizzato, sempre nel rispetto dell’armonia e dell’equilibrio, che ritengo costituiscano l’essenza della bellezza autentica, sinonimo di grazia, eleganza e naturale femminilità.

La blefaroplastica è un intervento davvero rischioso? Ne parliamo con il dottor Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva e Estetica

La blefaroplastica superiore è un intervento, in termini generali, molto sicuro, che presenta rischi di complicanze piuttosto basse e produce grandi soddisfazioni nel paziente. È fondamentale che venga eseguito da uno specialista in Chirurgia Plastica che possieda una conoscenza approfondita dell’anatomia specifica delle strutture palpebrali. In condizioni normali le palpebre superiori rappresentano un’area che si può definire a basso rischio di complicazione. Con l’intervento di blefaroplastica superiore, attraverso un’incisione posizionata accuratamente a livello del solco palpebrale, si va a rimuovere la porzione di cute in eccesso e le eventuali borse adipose sottostanti tenendo presente che circa 18 millimetri di pelle palpebrale tra le ciglia e il sopracciglio costituiscono la quantità di cute palpebrale indispensabile per permettere una chiusura perfetta della palpebra.

La blefaroplastica inferiore o mid-facial lifting ha come obiettivo non solo la rimozione/ridistribuzione delle borse palpebrali inferiori ma il risollevamento dei tessuti della palpebra inferiore che hanno ceduto ala gravità; risulta dunque un intervento capace di donare all’intero viso un aspetto più fresco, riposato e più giovanile. L’intervento è eseguito in anestesia locale con sedazione e l’incisione viene eseguita a circa 2 mm dalla rima della palpebra inferiore.

Questi interventi si effettuano in anestesia locale con sedazione, in regime ambulatoriale o di day hospital. Le suture vengono confezionate con fili molto sottili e con massima accuratezza e dopo 3-5 gg verranno rimossi i punti. In questo modo lo sguardo otterrà immediatamente freschezza e naturalezza.

Quale è la filosofia alla base dei suoi interventi di blefaroplastica?

Come gli altri interventi di chirurgia estetica, anche quello di blefaroplastica si ispira al mio ideale di bellezza inteso come connubio di armonia e proporzioni del volto, che vengono mantenute in perfetto equilibrio.

La blefaroplastica consente di intervenire proprio sul volto, che rappresenta l’elemento fondamentale nella caratterizzazione dell’individuo e, in particolare, su quella sezione  rappresentata dalla regione perioculare, ridonando luce e freschezza allo sguardo. L’eleganza del volto femminile, che idealmente ricerco nella sua corrispondenza con il volto indicato dalle proporzioni della sezione aurea, passa anche attraverso la luminosità dello sguardo.

Lo sguardo femminile da sempre è stato avvolto da un’aura di mistero capace di ispirare scrittori, artisti e filosofi di ogni epoca. Condensata nello sguardo di una persona è presente tutta la sua interiorità e, non a caso, il volto di una persona si delinea proprio attraverso la contrazione e il rilassamento dei suoi muscoli facciali; in particolare, la sua espressione è data dallo sguardo che, più di ogni altro, esprime l’animo umano, rivelando sia il passato sia il presente dell’individuo. Gli occhi, d’altronde, hanno da sempre costellato la storia dell’arte (in particolare la pittura), e agli sguardi sono stati attribuiti i significati più  disparati, a partire dagli antichi Egizi, procedendo, attraverso la civiltà greca, fino a quella dell’antica Roma.

Attraverso l’intervento di blefaroplastica superiore vengono cancellati i segni dovuti all’età e ridonata freschezza allo sguardo. Questo intervento si effettua quando la cute, a livello della palpebra superiore, risulta in eccesso e va a coprire in particolare la rima palpebrale in corrispondenza del margine laterale, rattristandone ed invecchiandone lo sguardo.

Se gli occhi rappresentano lo specchio dell’anima, lo sono proprio in virtù del nostro sguardo e l’intervento di blefaroplastica potrà ridonare lucentezza ad un sguardo che si sta pian piano spegnendo. D’altronde già il noto filosofo tedesco Goethe affermava “Un tuo sguardo, una tua parola mi dice più di tutta la saggezza del mondo“, e il drammaturgo francese Antonin Artaud diceva “Quando ti guardo sembra che il mondo stia tremando”.

Gli eccessi nella chirurgia plastica. Ne parliamo con il dottor Luca Spaziante.

La chirurgia plastica deve restituire un aspetto naturale al viso e al corpo, freschezza al volto e una fisionomia giovanile al corpo, aiutando il paziente a sentirsi bene e in armonia con se stesso e, di conseguenza, con gli altri.

Nella mia pratica quotidiana ricerco sempre un risultato, sia nel volto sia nel corpo del paziente, capace di mantenere le proporzioni e di restituire quell’armonia che l’arte, in alcune sue espressioni, è in grado di testimoniare.

La sezione aurea è, per esempio, universalmente riconosciuta quale un rapporto esteticamente armonico ed è usata come base da molti artisti per la composizione di dipinti e di elementi architettonici. Leonardo da Vinci incorporò la sezione aurea almeno in tre suoi capolavori, “La Gioconda”, “L’ultima cena” e “L’Uomo di Vitruvio”.

È dimostrato che la percezione umana mostra una naturale preferenza e predisposizione nei confronti delle proporzioni, in accordo con la sezione aurea, e che gli artisti tenderebbero, infatti, quasi inconsciamente, a disporre gli elementi di una composizione in base a tali rapporti. Nella chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, per il rispetto delle proporzioni e l’armonia, mi ispiro a quei canoni a cui si rifanno non soltanto a Leonardo da Vinci, autore, tra l’altro del trattato “De divina proportione”, ma anche Bernardino Luini e Sandro Botticelli.

Per contro gli eccessi praticati dalla chirurgia plastica, se di vera chirurgia plastica si può parlare, potrebbero suggerire, metaforicamente, un parallelismo con certi sguardi deformi e precari di una pittura inflessibilmente realista e con i lineamenti non definiti di Jacques Villon o Andre’ Masson, che enfatizzano la presenza del mondo interiore dei loro modelli, ma risultano ben lontani dall’armonia e dalle proporzioni.

Quando le forme si allontano da questi canoni, l’effetto può essere sorprendente nella pittura, ma non nella realtà della persona umana. Le figure dipinte da Bacon, per esempio, sono incurvate, mostrano volti deformi e spesso urlanti di dolore. L’alterazione delle proporzioni nel volto umano non è, però, mai un fattore positivo perché è sinonimo di disarmonia e disequilibrio.

Nella mia costante ricerca verso l’ottimale estetico si cela il desiderio di raggiungere quell’armonia che ben aveva definito l’imperatore filosofo romano Marco Aurelio, quando affermò “Chi vive in armonia con se stesso vive in armonia con l’universo”. E l’armonia interiore passa anche attraverso l’armonia delle parti corporee con il tutto.

La biorivitalizzazione e la sua relazione con l’arte.

La biorivitalizzazione rappresenta un’importante arma in medicina estetica, una sorta di idratazione profonda capace di restituire elasticità e tono ai tessuti cutanei.

La pelle viene dunque rinvigorita in profondità,  ne viene ripristinato l’equilibrio naturale grazie all’iniezione di molecole biostimolanti, capaci di garantire al viso un aspetto più fresco e levigato.

È un trattamento che amo molto perché è fondamentale lavorare su una bella tela per valorizzare la qualità dei colori e delle forme.

Un volto ben idratato sarà sicuramente la migliore tela su cui poter intervenire nel raggiungimento dell’ottimale estetico. Il mio ideale di bellezza, a cui mi rifaccio durante l’esecuzione dei trattamenti di medicina estetica e durante gli interventi chirurgici, è lo stesso che riscontro nelle opere di alcuni artisti, in particolare del Rinascimento, tra cui Raffaello.

Nella sua pittura, che comunica una profonda e moderna freschezza, le figure e i volti femminili sono resi in tutta la loro armonia e raffinatezza, intrisa di un naturalismo leggiadro e delicato.

Considerato ormai universalmente il “maestro della grazia”, nelle sue opere Raffaello ha realizzato una composizione equilibrata e misurata, in cui i personaggi, e le figure femminili in particolare, sono colti con tratti e in pose eleganti e armoniose.

Uno degli esempi di volti raffaelliani, che mi ha da sempre affascinato di più per il suo equilibrio e la sua armonia, è la Fornarina, uno dei dipinti femminili più celebri della storia dell’arte, in cui il Maestro ci comunica il suo modello di donna ideale, capace di riunire al tempo stesso bellezza e mistero.

La tavolozza di Raffaello, composta da colori caldi, brillanti e avvolgenti, è capace di rendere le sue figure femminili di una bellezza senza tempo, ideale al quale mi ispiro nella mia pratica di chirurgo plastico: una bellezza che vada oltre il tempo, nel rispetto e nel connubio perfetto di armonia ed equilibrio.

Ringiovanimento del viso attraverso il botulino.

La tossina botulinica interviene sulla mimica facciale con effetti diretti sul miglioramento delle rughe e micro-rughe e risulta un trattamento perfetto anche per trattare quelle pazienti che abbiano rughe che si estendano a raggiera dalla regione perioculare (le cosiddette zampe di galline).

Rilassare non equivale a paralizzare, tutt’altro. Nell’utilizzare la tossina botulinica, che agisce anche riducendo la secrezione ghiandolare, si possono ottenere ottimi risultati, soprattutto di grande naturalezza, con un’applicazione corretta e ispirata a principi di armonia e moderazione. Questi sono proprio i canoni cui mi ispiro nella pratica della chirurgia plastica ed estetica, e per i quali mi richiamo rifacendomi alle radici dell’arte e della scultura classiche.

Armonia, simmetria e ritmo sono i canoni, infatti, che ho da sempre colto nella scultura greca, traendovi ispirazione, in particolare dalle opere di Policleto. Già nelle sue sculture giovanili, come il Doriforo, ho potuto ammirare quella perfetta coerenza di linguaggio che lega armonicamente le varie componenti dell’opera, facendone un esempio del perfetto equilibrio, tipico della scultura classica. Stessa armonia che si può cogliere tra le varie parti del volto scultoreo. Il Canone di Policleto, d’altronde, è un trattato perduto sulle proporzioni dell’anatomia umana, il primo capace di teorizzare i temi della bellezza e dell’armonia, in grado anche di suscitare un forte impatto sull’architettura. L’arte greca sarebbe entrata con questo artista  e teorico nel suo culmine di equilibrio e armonia.

La tavolozza di Raffaello, composta da colori caldi, brillanti e avvolgenti, è capace di rendere le sue figure femminili di una bellezza senza tempo, ideale al quale mi ispiro nella mia pratica di chirurgo plastico: una bellezza che vada oltre il tempo, nel rispetto e nel connubio perfetto di armonia ed equilibrio.

Il ringiovanimento del volto

Il ringiovanimento del volto passa attraverso anche quello dello sguardo, tanto che uno tra i più noti artisti del Novecento, Amedeo Modigliani, scrisse “Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”.

Il giudizio estetico è sia elaborato esternamente al soggetto, sia nell’anima del medesimo soggetto interessato. La bellezza femminile è stata da sempre valorizzata, reinterpretata e colta in opere di raffinata suggestione artistica, capaci di esaltarne i canoni estetici, le aspirazioni e le dimensioni psicologica, onirica e inconscia. Inizialmente collegata all’idea di fecondità e, nell’arte classica, al rispetto delle proporzioni, la bellezza della donna ha visto in seguito valorizzati gli aspetti di armonia e grazia, come ben si può  cogliere nelle opere di Botticelli “La nascita di Venere” e “ La primavera”, in cui l’essere femminile diviene simbolo di amore eterno.

Le forme del suo corpo sono morbide e, come tali, sono colte anche da un altro artista, Rubens. Nella pittura settecentesca la donna risulta consapevole della propria bellezza, valorizzata in ambiti capaci di evidenziarne la vita, il trucco, l’acconciatura e il portamento. Nel corso dell’Ottocento la ‘Maja desnuda’ di Goya risulta, per esempio, assolutamente consapevole della propria fisicità e, solo nel Novecento, con l’avvento del cubismo, si registra un cambiamento radicale con la comparsa di volti femminili scomposti, quale espressione di un fremito interiore e di un superamento della rappresentazione pittorica tradizionale.

Se per lo psicologo Paul Schilder “l’immagine corporea è l’immagine e l’apparenza del corpo umano che ci formiamo nella mente, il modo in cui il nostro corpo appare”, allora un’immagine corporea riguarda anche la sensazione emotiva e non è mai statica. Similmente l’immagine del viso. Il suo ringiovanimento non può che produrre benefici sull’individuo, aumentandone anche l’autostima.

Nella chirurgia così come nella medicina estetica l’uso combinato di nuove tecnologie e materiali consente di prevenire e correggere quegli inestetismi derivanti dai processi di invecchiamento della cute del volto. In medicina estetica biorivitalizzazione, prp, filler, tossina botulinica, consentono la correzione di rughe e avvallamenti favorendone la rigenerazione cellulare.

In chirurgia estetica le diverse procedure di lifting invece consentono, a loro volta, di correggere i segni provenienti dal cedimento di tutti i tessuti del volto.

L’armonia presente nell'arte pittorica di Tiziano rappresenta l'ideale ispiratore nella pratica chirurgica estetico- plastica del dottor Luca Spaziante

La rappresentazione della donna nell’arte italiana, avviata già negli anni del Rinascimento fino a fine Ottocento, epoca della cosiddetta Belle Epoque, ha risposto a criteri di armonia e sensibilità estetica che sono i medesimi che contraddistinguono la pratica chirurgica del dottor Luca Spaziante.

Capolavori di grandi maestri quali Tiziano, Guercino, Hayez, ma anche di pittrici come Artemisia Gentileschi, nella delicata sensibilità estetica che comunicano, consentono di scoprire una vera e propria “bellezza del guardare”, sia nel campo della rappresentazione femminile sacra, sia in quella profana.

L’armonia dei volti femminili nella pittura di Tiziano Vecellio, tra gli artisti del Cinquecento italiano ormai resi immortali e anche profondo innovatore dell’arte pittorica medesima, è accentuata dalla ricerca degli effetti di luce, capaci di far risaltare, a loro volta, l’armonia presente tra i toni caldi e quelli freddi.

Questo ideale di armonia, quale emerge nel suo “Ritratto di Giovane donna allo specchio”, conservato al Louvre di Parigi e databile al 1515, è  lo stesso che viene ricercato dal dottor Spaziante nella sua attività di chirurgo plastico. La bellezza è il risultato congiunto di armonia ed equilibrio tra le parti, senza stravolgere le proporzioni; l’armonia di un viso, anche nella chirurgia plastica, non può che essere il risultato dell’armonia delle singole parti tra loro. Rappresenta, come nell’arte pittorica di Tiziano, un insieme di molteplici fattori, un delicato equilibrio composto da singoli elementi diversi che si combinano insieme, eliminando le eventuali sproporzioni e inestetismi, e sottolineando, invece, i punti di forza presenti in ciascuno.