Associazioni, enti, istituzioni, professionisti, sodalizi sportivi e realtà culturali sono pronti a incontrare gli studenti, dai più piccoli a quelli delle superiori, per parlare di cultura, arte, ambiente, storia, scienze, sport, cittadinanza e molto altri temi
A confermare la solidità di questo impianto strutturale è intervenuto il dirigente dei Servizi educativi, Roberto Giolito, il quale ha voluto innanzitutto attribuire il merito operativo del lavoro di coordinamento e sintesi alle colleghe dell’ufficio istruzione Erika Viel, Luisella Regge e Sara Rainiero. Giolito ha definito l’offerta formativa in termini estremamente significativi per la collettività: «Per Asti si tratta di un patrimonio educativo e uno spazio dove ci si può incontrare, si può crescere grazie anche a uno scambio di competenze». Il dirigente ha esortato tutti i soggetti coinvolti a considerare questo strumento come un ecosistema vivo e in costante evoluzione.
La referente del Sel, Erika Viel, è poi entrata nel dettaglio tecnico e strutturale dell’iniziativa, illustrando la nuova veste grafica pensata per facilitare la consultazione da parte del corpo docente. Viel ha spiegato che il catalogo è stato stampato in formato opuscolo cartaceo di grandi dimensioni e sintetizzato in una “bacheca in breve” con funzione di glossario, inviata alle dirigenze scolastiche e pubblicata online sul portale del Comune. La classificazione dei percorsi didattici segue due criteri fondamentali: da un lato la suddivisione per destinatari, che comprende le sezioni per l’infanzia, la primaria, le secondarie di primo e secondo grado, nonché una corposa cartella rivolta alla formazione degli adulti e dei docenti (la “comunità educante”); dall’altro lato, la catalogazione per aree tematiche.
Gli ambiti dei progetti si sviluppano infatti attraverso otto grandi macro-aree, create per coprire ogni aspetto della crescita civile e personale dei ragazzi: l’ambiente, l’espressione artistica, lo sport, la tutela della salute, la cittadinanza attiva, i focus specifici del Sel, la conoscenza della città di Asti e la sezione “vetrina”. La bacheca ospita complessivamente 110 progetti tra percorsi, convegni, seminari e singole giornate di studio, con oltre 20 di questi gestiti direttamente dagli uffici comunali o in co-progettazione. La rete poggia sull’adesione di ben 56 realtà tra associazioni, enti, uffici pubblici e volontari. Per quanto riguarda le tempistiche scolastiche, Viel ha specificato che le schede di adesione dovranno essere inviate entro il 7 ottobre, consentendo così agli uffici di elaborare i dati e inviare i calendari definitivi alle singole associazioni entro la metà del mese.
Le testimonianze dei proponenti coinvolti nell’iniziativa
Tra le tantissime realtà attive, spicca l’impegno dello sport sociale raccontato da Claudio Corso, esponente dell’Asd Rainbow Planet, il quale ha testimoniato l’immenso valore dell’attività sportiva gratuita come argine al disagio giovanile e alla solitudine. Corso ha spiegato che l’associazione opera su tre livelli diversi, con un’équipe sempre reperibile, con l’obiettivo fondamentale di promozione sportiva finalizzata a valorizzare le reali capacità di ciascuno, limitando il più possibile le cattive compagnie o l’ozio.
L’educazione alla legalità trova invece una voce importante nell’avvocato Davide Gatti, presidente della Camera Penale di Asti, il quale ha descritto l’evoluzione esponenziale di un progetto nato in sinergia con la realtà cittadina circa quattro anni fa. Gatti ha spiegato come gli studenti vengano portati nelle aule di tribunale e resi protagonisti attivi attraverso simulazioni di processi, vestendo a turno i panni di giudici, pubblici ministeri e avvocati. Il progetto si avvale di una stretta collaborazione con la magistratura e con le forze dell’ordine – tra cui la Questura, i Carabinieri e la Guardia di Finanza – per affrontare temi scottanti della quotidianità giovanile, come le indagini della polizia scientifica o i gravi rischi penali legati alla diffusione di foto intime sulle chat.

La tutela dell’ambiente e la sostenibilità sono i temi proposti da Giorgia Mazzetto, ambasciatrice dell’associazione Anter (Associazione Tutela Energie Rinnovabili). Mazzetto ha spiegato come il sodalizio utilizzi un metodo ludico e immediato, avvalendosi di un cartone animato in cui un supereroe insegna ai bambini l’origine delle energie pulite, l’importanza del riciclo della carta e la riduzione della plastica per garantire ai più giovani un futuro migliore rispetto a quello ereditato dall’industrializzazione degli adulti. Nel condividere la propria esperienza personale, l’ambasciatrice ha sottolineato lo straordinario «ritorno emotivo di questi incontri», dichiarando che l’insegnamento più grande arriva proprio dai più piccoli, «che spesso dimostrano agli adulti, con i loro comportamenti limpidi, come ci si dovrebbe comportare quotidianamente nei confronti del pianeta».
Un tema di grande attualità, legato al disagio psicologico e al rapporto conflittuale con la propria immagine corporea, è stato affrontato dal dottor Luca Spaziante, chirurgo plastico torinese che lavora alla clinica universitaria della Città della Salute di Torino ed è autore del libro “La chirurgia dell’anima”. Spaziante ha lanciato un allarme sul diffuso senso di inadeguatezza che colpisce i giovani nel post-Covid, alimentato dall’uso distorto degli smartphone e dall’esposizione costante a modelli estetici irrealistici che falsano il concetto di bellezza e identità. Raccontando l’esperienza di un evento che ha coinvolto oltre quattrocento studenti delle scuole superiori a Cuneo, il medico ha espresso il forte desiderio di replicare questa iniziativa anche ad Asti, con il supporto di psicologi, psichiatri, ma non solo «per insegnare ai ragazzi a cercare la migliore versione di se stessi rispettando la propria integrità biologica e spirituale, piuttosto che rincorrere ideali fittizi che generano ansia, depressione e gravi crisi d’identità».
A chiudere il cerchio del rispetto per l’altro è arrivata la testimonianza di Elisa Chechile, responsabile del centro antiviolenza provinciale “L’Orecchio di Venere”, che ha illustrato i due diversi binari progettuali portati nelle scuole medie e superiori. Per le scuole medie, il percorso “Dai sensi alle sensazioni. Il sesto senso” stimola i bambini ad esplorare l’incontro con l’altro attraverso l’attivazione dei cinque sensi, favorendo la riflessione interiore e la comunicazione in famiglia. Per i ragazzi più grandi delle scuole superiori, il progetto “Da sensazioni ad emozioni” affronta direttamente i temi dell’oggettivazione del corpo, del rispetto dei tempi dell’altro e dell’educazione affettiva, contrastando l’idea consumistica che tutto debba essere immediatamente fruibile o posseduto.
Fonte: lanuovaprovincia.it
