Adiposità localizzata: come combatterla

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“Imprigionato in ogni obeso c’è un magro che fa segnali disperati implorando di essere liberato”, scriveva lo scrittore e critico letterario britannico Cyril Connolly, ne “La tomba inquieta”.

La motivazione a perdere peso e a migliorare la forma del proprio corpo è sostenuta per lo più da una motivazione estetica, soprattutto nelle donne, più che dalla reale preoccupazione per la propria salute, ma il desiderio di intervento avviene anche per le fortissime limitazioni nella vita quotidiana che gli accumuli adiposi, specialmente riguardanti zone specifiche del corpo, possono comportare. Esiste una stretta associazione tra l’eccesso di peso (specialmente quando associato ad accumuli adiposi localizzati che tolgono armonia alla figura) e l’insoddisfazione della propria immagine corporea: le persone che ne sono affette sono spinte verso continue lotte interne sia con sè stesse, per la non accettazione del proprio corpo, sia con il mondo circostante, per il desiderio di guadagnarsi la stima e il riconoscimento altrui.

La donna di oggi è tanto lontana dalle donne di Rubens che si scoprivano senza vergognarsi delle proprie rotondità, rappresentando i canoni di bellezza propri del Seicento. Nei dipinti di Rubens l’approccio al corpo femminile non cambia sia che si tratti di iconografia storica, allegorica o temi religiosi: sono sempre donne rappresentate con le rotondità e i difetti che a quei tempi le rendevano uniche. Donne che con le loro rotondità ricordano l’accoglienza materna e la sicurezza del rifugio. Donne molto più vicine alle forme di Marilyn Monroe, Sofia Loren e Rita Hayworth piuttosto che alle star contemporanee, sempre attente ad indossare una taglia sotto la 40. Le donne del 2000 così non si piacciono perché nei Paesi occidentali soprattutto, il mito sociale della magrezza e della perfezione fisica oggi è predominante: nell’immaginario comune la si associa a idee di giovinezza, bellezza, sex appeal, migliore capacità lavorativa e successo, ancora prima che alla salute.

Pubblicato su iltorinese.it | lunedì 13 agosto 2018 – su targatocn.it e torinoggi.it | lunedì 6 agosto 2018

L’adipe localizzato, ci spiega il Dott. Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è tipico di persone con una percentuale media o elevata di grasso corporeo, ma è frequente anche nei soggetti più magri. In questi casi una parte del grasso corporeo si concentra in specifiche regioni che diventano il serbatoio preferenziale di accumulo dei lipidi in eccesso.
Esiste una predisposizione genetica e una suscettibilità a disturbi circolatori – aggiunge il Dott. Spaziante – che sono fortemente implicati nella distribuzione del grasso corporeo, ma l’adiposità localizzata è influenzata anche dai livelli plasmatici di diversi ormoni. Modificazioni fisiologiche importanti come un calo degli estrogeni nelle femmine e del testosterone nei maschi, associate ad un’aumentata resistenza all’insulina, tendono a favorire l’accumulo di grasso in determinate zone corporee. Per esempio, un basso livello di testosterone associato ad un elevato livello di cortisolo tende a favorire l’adiposità addominale. Alti livelli di estrogeni, invece, si associano ad un aumento delle pliche tricipitali, delle cosce e dei glutei.

Come sottolinea il Dott. Spaziante, per ovviare a questi inestetismi nei casi in cui le adiposità localizzate persistano nonostante l’adozione scrupolosa di uno stile di vita adeguato, si può intervenire con la chirurgia plastica.

L’addominoplastica e la miniaddominoplastica (adatta nel caso in cui l’eccesso adipo-cutaneo non sia estremamente eccessivo) consistono nella rimozione dell’eccesso di cute e di grasso dalla parte superiore e inferiore dell’addome migliorando l’aspetto di un addome rilassato e/o prominente. E’ un tipo di intervento verso il quale mostrano molto interesse gli uomini, le donne che hanno avuto una gravidanza e quei pazienti che a causa di un’età non più giovane hanno difficoltà di dimagrimento.

L’addominoplastica si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentato ed ha una durata di circa 3 ore. Generalmente sono necessarie due incisioni: una nella porzione bassa dell’addome appena sopra la linea dei peli del pube che si prolunga lateralmente; la seconda è di forma circolare intorno all’ombelico, verrà effettuata solo se sarà necessario riposizionarlo più in alto per conferire un aspetto naturale.

Durante l’intervento la cute ed il tessuto adiposo sottocutaneo sono scollati e sollevati dai piani sottostanti, se necessario si accostano i muscoli retti dell’addome, quindi viene asportato l’eccesso di cute e di grasso. Due piccoli tubi di drenaggio morbidi vengono inseriti in prossimità della ferita al fine di raccogliere il sangue ed il siero che eventualmente potrebbe accumularsi. Tali drenaggi vengono rimossi senza dolore alle prime medicazioni. Infine viene applicata una medicazione compressiva.

Dopo l’intervento i pazienti dovranno rimanere a riposo per almeno 48 ore. Il dolore è generalmente minimo e controllabile con i comuni farmaci analgesici.

La medicazione compressiva applicata alla fine dell’intervento verrà rimossa dopo 24 – 48 ore e sostituita da una guaina elastica con apertura anteriore che il paziente avrà acquistato in precedenza.

Una sensazione di costrizione nella parte più bassa dell’addome sarà presente dopo l’intervento e potrà costringere a posizioni obbligate. Ciò si verifica per un tempo abbastanza breve e generalmente scompare dopo 7-10 giorni. I punti di sutura, qualora fossero esterni, vengono rimossi dopo 7-10 giorni.

E’ consigliabile riposare quanto più è possibile a letto per la prima settimana senza decubitare sull’addome per le prime due settimane.

L’attività fisica andrà ripresa gradualmente solo dalla settimana successiva l’intervento.

Dopo l’intervento è sempre presente una perdita di sensibilità cutanea nella parte inferiore dell’addome che è generalmente temporanea e che scompare dopo alcuni mesi.

 

La liposcultura (lipoaspirazione o liposuzione) è uno degli interventi principali nella chirurgia del rimodellamento corporeo: consiste nell’aspirare il grasso sottocutaneo in eccesso con l’utilizzo di microcannule. La liposuzione è un intervento particolarmente indicato in persone di peso relativamente normale e con una cute che permetta questo trattamento, infatti, le pelli poco elastiche e rilassate non rappresentano un buon punto di partenza. Questo difetto non è soltanto legato all’età avanzata, ma si trova anche in pazienti giovani che siano andate incontro a gravidanze e/o a dimagramenti importanti, che abbiano assunto anticoncezionali per lunghi periodi, che siano forti fumatrici.

Le aree in cui può essere praticata la Liposcultura sono le guance, il collo, le braccia, il torace (per esempio nella pseudo-ginecomastia negli uomini), l’addome e i fianchi, le cosce (interno ed esterno), i polpacci e le caviglie.

L’intervento può essere eseguito in regime di Day-Hospital o con un ricovero che non supera, generalmente, le 24 ore, con anestesia locale, spinale/epidurale o, in alcuni casi, generale. La liposuzione ha come obiettivo l’aspirazione, cioè la sottrazione del grasso, mediante l’azione di una cannula collegata ad un apparecchio aspirante o attraverso una speciale siringa o microcannula introdotta attraverso una piccola incisione della cute (circa 2-3 mm).

Nel postoperatorio  possono essere presenti ecchimosi (lividi) per 1-2 settimane ed è consigliabile indossare in maniera continuativa una guaina compressiva per almeno 30 giorni. L’esposizione al sole è consentita solo dopo qualche mese mentre può essere utile un ciclo di massaggi a distanza di 15 giorni e la ripresa dell’attività fisica appena possibile.

 

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