Ringiovanimento dello sguardo: chirurgia estetica e arte

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ll giudizio estetico risiede nella mente di ognuno di noi oltre che in quella di chi ci osserva. Raramente ci si scruta attentamente con se stessi nei propri occhi, ma questo esercizio vale tantissimo perché ci sussurra la verità e l’aspetto che ci appartiene, che in qualche modo vorremmo variasse senza però alterare la nostra essenza.

Amedeo Modigliani diceva: “Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”.

Anche a questo si ispira il Dott. Luca Spaziante, identificando nell’arte quel senso di armonia estetica, fortemente tramandatogli dal suo maestro, l’illustre Prof. Stefano Bruschi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica di Torino.

E’ proprio questo concetto di armonia che cerca di trasmettere ai suoi pazienti; egli si sofferma a parlare attentamente con ognuno di loro, condividendo sfaccettature psicologiche, intenzioni e desideri.

Il Dott. Spaziante non punta a modificare lo sguardo dei suoi pazienti, ma a rivisitarlo e rinfrescarlo in modo del tutto naturale. Il concetto degli occhi nell’arte, diviene quindi una vera e propria ispirazione, quella che trasmette di gran lunga la filosofia e la riuscita eccellente del suo operato.

Il giudizio estetico risiede nella mente di ognuno di noi oltre che in quella di chi ci osserva. Raramente ci si scruta attentamente con se stessi nei propri occhi, ma questo esercizio vale tantissimo perché ci sussurra la verità e l’aspetto che ci appartiene, che in qualche modo vorremmo variasse senza però alterare la nostra essenza .

Ognuno di noi dovrebbe quindi possedere uno specchio magico, capace di non farci paura; senza il timore di guardarci negli occhi dovremmo essere capaci di ammettere che ringiovanire uno sguardo rappresenta una carezza al proprio viso senza nessuno stravolgimento.

Gli occhi sono i protagonisti importantissimi di noi stessi, perché rispecchiano la nostra essenza e non solo. Come diceva William Shakespeare: “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”.

Come insegnatogli dal Prof. Bruschi, chirurgo molto esperto e attento alla naturalezza del risultato finale, la palpebra superiore per essere “bella” deve essere piena e allungata, imitando il trucco degli antichi Egizi.

Proprio come nell’antico Egitto per Cleopatra la cosmesi dedicata agli occhi fu cosa essenziale, per esaltare l’importanza della sua anima e del suo involucro anche oggi, ovviamente in epoca totalmente diversa, le donne fanno largo impiego di make-up sugli occhi, cercando di valorizzare alcune peculiari caratteristiche…ma a volte tutto questo non basta!

Pubblicato su iltorinese.it – targatocn.it – torinoggi.it – 247.libero.it | lunedì 9 ottobre 2017

La moderna Chirurgia e Medicina Estetica permettono oggigiorno – spiega il Dott. Spaziante – di correggere inestetismi congeniti o acquisiti a livello della zona perioculare; il fine ovviamente deve essere quello di donare luminosità ed armonia allo sguardo che purtroppo col passare degli anni e non solo viene disturbato e modificato a causa di svariati inestetismi.

Essendo gli occhi una parte estremamente delicata, sia dal punto di vista anatomico che funzionale, solo un chirurgo davvero esperto e abile potrà intervenire con grande maestria e precisione, ottenendo quindi risultati eccellenti e naturali, ridonando freschezza allo sguardo senza stravolgerlo.

L’unità estetica del terzo superiore del volto, insieme a fronte e zigomi, ha per protagonisti gli occhi che definiscono il contenuto emozionale dell’individuo e persino la sua gradevolezza agli altri: spesso si ricorda una persona per l’intensità empatica del suo sguardo, spesso il sorriso più bello è sostenuto non solo dalla bocca ma dalla sinergia di occhi luminosi, liberi da ombre.

La zona occhi – sottolinea il Dott. Spaziante – è una tra le prime a pagare il prezzo del trascorrere del tempo per diversi motivi oltre a quello genetico: abitudini di vita (poco sonno, alimentazione povera di vitamine ed antiradicali liberi, fumo ecc.), esposizione eccessiva e non protetta ai raggi solari, ecc.

Tutto questo ci spiega il perché la regione perioculare, cosi’ attiva in multiple funzioni della vita quotidiana, sia portata a produrre precocemente un rilassamento cutaneo da usura, presentando rughe più o meno sottili secondo l’età chiamate comunemente “rughe perioculari” o “zampe di gallina”.

Accanto a queste rughe posizionate lateralmente agli occhi può verificarsi, magari in un secondo tempo, un rilasciamento con conseguente discesa (ptosi) delle palpebre: ne consegue uno sguardo più spento e meno espressivo, con occhi più piccoli e con queste inestetiche “tendine eccedenti di pelle” che rubano luce allo sguardo.

Infine si può anche riscontrare la presenza di “borse adipose” (antiestetici accumuli di grasso che il muscolo orbicolare non riesce più a contenere) a livello della palpebra superiore e/o della regione inferiore dell’occhio che non potranno mai regredire senza ricorrere ad un intervento correttivo.

Non tutti gli occhi invecchiano in modo uguale e dunque presenteranno criticità specifiche da valutare caso per caso; vi sono infatti diversi livelli di problematica estetica degli occhi secondo l’età, il tipo di cute e le abitudini di vita.

Dal punto di vista chirurgico – aggiunge il Dott. Spaziante – , qualora la situazione lo richieda, l’intervento più vantaggioso per rinfrescare lo sguardo è la blefaroplastica, uno dei trattamenti più richiesti e praticati in chirurgia estetica che riscontra un’altissima gratificazione del paziente una volta eseguito.

Questo intervento, come suggeritogli tante volte dal suo maestro, richiede grande senso estetico, esperienza dell’operatore e soprattutto precisione nella quantità di cute da asportare per ringiovanire lo sguardo senza stravolgerlo.

Spesso però la responsabile dell’invecchiamento dello sguardo non è la semplice eccedenza di cute a livello della palpebra superiore, ma la vera e propria perdita di volume del grasso nella regione perioculare; in questo caso il grasso può diventare il miglior alleato per avere uno sguardo giovane e fresco ed essere un ottimo sostituto dei fillers.

Negli ultimi anni infatti si è diffuso molto – spiega il Dott. Spaziante – l’intervento di lipofilling anche a livello di quest’area.

L’intervento prevede l’estrazione del tessuto adiposo da un’altra regione corporea con sottilissime cannule; questo tessuto prelevato sarà poi trattato delicatamente per estrarre le cellule adipose e le cellule staminali (favorenti la rigenerazione dei tessuti) che verranno reiniettate a livello delle regioni palpebrali.

È una procedura delicatissima, che deve essere fatta da mani molto esperte.

Per quanto riguarda invece la medicina estetica – aggiunge il Dott. Spaziante – la tossina botulinica, se eseguita correttamente, rappresenta sicuramente la nostra migliore alleata per ridonare freschezza a livello di quest’area.

Non sono da escludere tutti gli altri trattamenti medico-estetici come fillers, peeling e biorivitalizzazione che possono aiutarci a migliorare questa zona in modo naturale anche e soprattutto in sinergia con gli interventi chirurgici.

La cosa importante – conclude il Dott. Spaziante – è sempre però eseguire un’accurata visita preliminare, durante la quale formulare una corretta diagnosi e valutare, insieme al paziente, il trattamento più indicato per il raggiungimento dell’ottimale estetico.

 

  

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Adiposità localizzata: come combatterla

Adiposità localizzata: come combatterla

Adiposità localizzata: come combatterla

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“Imprigionato in ogni obeso c’è un magro che fa segnali disperati implorando di essere liberato”, scriveva lo scrittore e critico letterario britannico Cyril Connolly, ne “La tomba inquieta”.

La motivazione a perdere peso e a migliorare la forma del proprio corpo è sostenuta per lo più da una motivazione estetica, soprattutto nelle donne, più che dalla reale preoccupazione per la propria salute, ma il desiderio di intervento avviene anche per le fortissime limitazioni nella vita quotidiana che gli accumuli adiposi, specialmente riguardanti zone specifiche del corpo, possono comportare. Esiste una stretta associazione tra l’eccesso di peso (specialmente quando associato ad accumuli adiposi localizzati che tolgono armonia alla figura) e l’insoddisfazione della propria immagine corporea: le persone che ne sono affette sono spinte verso continue lotte interne sia con sè stesse, per la non accettazione del proprio corpo, sia con il mondo circostante, per il desiderio di guadagnarsi la stima e il riconoscimento altrui.

La donna di oggi è tanto lontana dalle donne di Rubens che si scoprivano senza vergognarsi delle proprie rotondità, rappresentando i canoni di bellezza propri del Seicento. Nei dipinti di Rubens l’approccio al corpo femminile non cambia sia che si tratti di iconografia storica, allegorica o temi religiosi: sono sempre donne rappresentate con le rotondità e i difetti che a quei tempi le rendevano uniche. Donne che con le loro rotondità ricordano l’accoglienza materna e la sicurezza del rifugio. Donne molto più vicine alle forme di Marilyn Monroe, Sofia Loren e Rita Hayworth piuttosto che alle star contemporanee, sempre attente ad indossare una taglia sotto la 40. Le donne del 2000 così non si piacciono perché nei Paesi occidentali soprattutto, il mito sociale della magrezza e della perfezione fisica oggi è predominante: nell’immaginario comune la si associa a idee di giovinezza, bellezza, sex appeal, migliore capacità lavorativa e successo, ancora prima che alla salute.

Pubblicato su iltorinese.it | lunedì 13 agosto 2018 – su targatocn.it e torinoggi.it | lunedì 6 agosto 2018

L’adipe localizzato, ci spiega il Dott. Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è tipico di persone con una percentuale media o elevata di grasso corporeo, ma è frequente anche nei soggetti più magri. In questi casi una parte del grasso corporeo si concentra in specifiche regioni che diventano il serbatoio preferenziale di accumulo dei lipidi in eccesso.
Esiste una predisposizione genetica e una suscettibilità a disturbi circolatori – aggiunge il Dott. Spaziante – che sono fortemente implicati nella distribuzione del grasso corporeo, ma l’adiposità localizzata è influenzata anche dai livelli plasmatici di diversi ormoni. Modificazioni fisiologiche importanti come un calo degli estrogeni nelle femmine e del testosterone nei maschi, associate ad un’aumentata resistenza all’insulina, tendono a favorire l’accumulo di grasso in determinate zone corporee. Per esempio, un basso livello di testosterone associato ad un elevato livello di cortisolo tende a favorire l’adiposità addominale. Alti livelli di estrogeni, invece, si associano ad un aumento delle pliche tricipitali, delle cosce e dei glutei.

Come sottolinea il Dott. Spaziante, per ovviare a questi inestetismi nei casi in cui le adiposità localizzate persistano nonostante l’adozione scrupolosa di uno stile di vita adeguato, si può intervenire con la chirurgia plastica.

L’addominoplastica e la miniaddominoplastica (adatta nel caso in cui l’eccesso adipo-cutaneo non sia estremamente eccessivo) consistono nella rimozione dell’eccesso di cute e di grasso dalla parte superiore e inferiore dell’addome migliorando l’aspetto di un addome rilassato e/o prominente. E’ un tipo di intervento verso il quale mostrano molto interesse gli uomini, le donne che hanno avuto una gravidanza e quei pazienti che a causa di un’età non più giovane hanno difficoltà di dimagrimento.

L’addominoplastica si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentato ed ha una durata di circa 3 ore. Generalmente sono necessarie due incisioni: una nella porzione bassa dell’addome appena sopra la linea dei peli del pube che si prolunga lateralmente; la seconda è di forma circolare intorno all’ombelico, verrà effettuata solo se sarà necessario riposizionarlo più in alto per conferire un aspetto naturale.

Durante l’intervento la cute ed il tessuto adiposo sottocutaneo sono scollati e sollevati dai piani sottostanti, se necessario si accostano i muscoli retti dell’addome, quindi viene asportato l’eccesso di cute e di grasso. Due piccoli tubi di drenaggio morbidi vengono inseriti in prossimità della ferita al fine di raccogliere il sangue ed il siero che eventualmente potrebbe accumularsi. Tali drenaggi vengono rimossi senza dolore alle prime medicazioni. Infine viene applicata una medicazione compressiva.

Dopo l’intervento i pazienti dovranno rimanere a riposo per almeno 48 ore. Il dolore è generalmente minimo e controllabile con i comuni farmaci analgesici.

La medicazione compressiva applicata alla fine dell’intervento verrà rimossa dopo 24 – 48 ore e sostituita da una guaina elastica con apertura anteriore che il paziente avrà acquistato in precedenza.

Una sensazione di costrizione nella parte più bassa dell’addome sarà presente dopo l’intervento e potrà costringere a posizioni obbligate. Ciò si verifica per un tempo abbastanza breve e generalmente scompare dopo 7-10 giorni. I punti di sutura, qualora fossero esterni, vengono rimossi dopo 7-10 giorni.

E’ consigliabile riposare quanto più è possibile a letto per la prima settimana senza decubitare sull’addome per le prime due settimane.

L’attività fisica andrà ripresa gradualmente solo dalla settimana successiva l’intervento.

Dopo l’intervento è sempre presente una perdita di sensibilità cutanea nella parte inferiore dell’addome che è generalmente temporanea e che scompare dopo alcuni mesi.

 

La liposcultura (lipoaspirazione o liposuzione) è uno degli interventi principali nella chirurgia del rimodellamento corporeo: consiste nell’aspirare il grasso sottocutaneo in eccesso con l’utilizzo di microcannule. La liposuzione è un intervento particolarmente indicato in persone di peso relativamente normale e con una cute che permetta questo trattamento, infatti, le pelli poco elastiche e rilassate non rappresentano un buon punto di partenza. Questo difetto non è soltanto legato all’età avanzata, ma si trova anche in pazienti giovani che siano andate incontro a gravidanze e/o a dimagramenti importanti, che abbiano assunto anticoncezionali per lunghi periodi, che siano forti fumatrici.

Le aree in cui può essere praticata la Liposcultura sono le guance, il collo, le braccia, il torace (per esempio nella pseudo-ginecomastia negli uomini), l’addome e i fianchi, le cosce (interno ed esterno), i polpacci e le caviglie.

L’intervento può essere eseguito in regime di Day-Hospital o con un ricovero che non supera, generalmente, le 24 ore, con anestesia locale, spinale/epidurale o, in alcuni casi, generale. La liposuzione ha come obiettivo l’aspirazione, cioè la sottrazione del grasso, mediante l’azione di una cannula collegata ad un apparecchio aspirante o attraverso una speciale siringa o microcannula introdotta attraverso una piccola incisione della cute (circa 2-3 mm).

Nel postoperatorio  possono essere presenti ecchimosi (lividi) per 1-2 settimane ed è consigliabile indossare in maniera continuativa una guaina compressiva per almeno 30 giorni. L’esposizione al sole è consentita solo dopo qualche mese mentre può essere utile un ciclo di massaggi a distanza di 15 giorni e la ripresa dell’attività fisica appena possibile.

 

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Chirurgia plastica: correggere senza stravolgere

Chirurgia plastica: correggere senza stravolgere

Chirurgia plastica: correggere senza stravolgere

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Dal Botticelli a Botero, da Magritte a Chagall e Modigliani, i migliori artisti che dipinsero i corpi dalle forme più diverse, morbide, rotonde, sinuose o filiformi, rappresentarono la meraviglia delle fisionomie insieme al mistero della bellezza.

In effetti non esiste una definizione ben precisa del concetto di bellezza. Il bello è qualcosa che attrae, che colpisce, che ci spinge a soffermare lo sguardo senza necessariamente richiamare un canone di piacevolezza ben preciso.

“Ciò che è bello è buono” scrisse Platone.

Difficile quindi stabilire cosa sia veramente la bellezza. Questa potrebbe essere semplicemente definita come una proprietà preziosa dei corpi e dei volti, proprietà che viene osservata da sempre, ma forse mai potrà essere compresa appieno, né tantomeno definita in modo univoco. Da tempo illustri filosofi, letterati ed artisti si sono posti la domanda sul concetto di bellezza femminile coniando innumerevoli aforismi. Per Seneca la bellezza più autentica è essenza di armonia e proporzione, mentre Alexander Pope, poeta inglese del Settecento, diceva che “Non è un labbro o un occhio quello che chiamano bellezza, ma la forza globale e il risultato finale di tutte le parti.”

Una cosa è assolutamente inconfondibile: la bellezza è qualcosa che genera piacere in chi la possiede, in chi la elabora e in chi la osserva.

Da sempre le donne hanno il desiderio di essere belle, ma soprattutto nella società di oggi il culto del corpo e la bellezza esteriore sembrano essere più importanti di altre qualità. Spesso si rischia di cadere nell’ossessione di voler raggiungere un obiettivo a tutti i costi con una lotta disperata contro il tempo che rischia però di far divenire l’ideale corporeo innaturale.

Pubblicato su iltorinese.it | mercoledì 18 luglio 2018 – su targatocn.it e torinoggi.it | lunedì 23 luglio 2018

L’ideale estetico è frutto di costruzioni socioculturali, spesso modellato e plasmato dalla società e dalla cultura del momento, pertanto è soggetto a mutare a seconda delle mode, dei costumi e delle consuetudini. Nel corso della storia le donne si sono dovute sacrificare per il loro aspetto rasentando la pura sofferenza per apparire come desideravano. Intervenivano sul proprio corpo in modo violento, sottoponendosi a vere e proprie torture, pur di valorizzare al meglio i canoni di bellezza di quel periodo, dai busti di stecche, utilizzati dalle donne del Settecento e Ottocento, ai più recenti tacchi a spillo vertiginosi indossati per rendere le gambe più lunghe e slanciate.

La filosofia del Dott. Luca Spaziante, chirurgo plastico torinese, rispetta pienamente il concetto di naturalezza, intervenendo sulle imperfezioni del corpo e del volto senza necessariamente stravolgerne l’essenza e l’autenticità.

E’ possibile ovviare a un trucco eccessivo o a grossi occhiali per nascondere un naso troppo pronunciato, evitare ingombranti reggiseni push-up per alzare o ingrandire il seno e gonne necessariamente lunghe per coprire gambe poco sinuose. Ci si può rivolgere tranquillamente alla chirurgia estetica senza il “terrore” di stravolgere i propri tratti somatici perché questa branca ha affinato tecniche sicure che garantiscono risultati naturali e soddisfacenti quando abbinate alla serietà professionale e allo spiccato senso estetico di un chirurgo competente e corretto.

Nella Chirurgia Estetica (otoplastica, blefaroplastica, lifting facciale, liposcultura, addominoplastica, mastoplastica additiva, ecc…) così come nella Chirurgia Ricostruttiva (ricostruzione mammaria, rimodellamento corporeo, ecc…) e nella Medicina Estetica (filler, tossina botulinica, biorivitalizzazione, PRP, ecc.)  per il Dott. Luca Spaziante l’ispirazione e le tecniche innovative rappresentano fondamentali strumenti per ottenere risultati che mai andranno a stravolgere l’equilibrio e l’armonia di un corpo, assolutamente da conservare nella sua più preziosa eleganza ed esclusività.

La Medicina e la Chirurgia Estetica dovrebbero promuovere un miglioramento progressivo senza creare artificiosità ma, incrementando l’equilibrio e la proporzione tra le parti del corpo.

Voler correggere un difetto o voler modificare, nei limiti del possibile e del buon senso, un aspetto del nostro corpo, aggiunge il Dott. Luca Spaziante, non deve certamente diventare un tabù e fortunatamente oggi molte persone si avvicinano alla chirurgia plastica con un atteggiamento molto più realistico. Un chirurgo plastico competente e professionale è assolutamente in grado di accompagnare un paziente nella scelta dell’intervento più adatto alla sua figura e alle sue forme fisiche naturali, rifiutandosi di eseguire interventi sproporzionati e troppo invasivi, che perdono il senso della misura e possono dare vita a dei veri e propri mostri. Le cosiddette “labbra a canotto”, i seni esagerati, gli zigomi gonfi come quelli di un pugile dopo un incontro e altre operazioni che, alla fine, modificano l’aspetto di una persona spesso in senso negativo, dovrebbero essere bandite a priori. Il Comitato Nazionale di Bioetica ha pubblicato per questo motivo un documento che richiama i chirurghi plastici al rispetto della deontologia.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica British Journal for the Philosophy of Science ha analizzato i risvolti psicologici, sociali ed affettivi degli interventi di chirurgia plastica su circa duecento persone ed è emerso chiaramente un miglioramento in diversi aspetti quali l’autostima, l’umore, l’accettazione di sé stessi, lo stress, la depressione, la timidezza, la qualità della vita e le relazioni sociali. E’chiaro che un intervento di chirurgia plastica non può e non deve essere considerato una soluzione per i disagi psicologici ed è importante che il chirurgo sia in grado di riconoscere la natura dei disagi e stabilire se vi siano le premesse affinché l’intervento sia risolutivo e realmente efficace per il bene del paziente. Soprattutto deve assicurare sempre un risultato che corregga senza stravolgere.

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La Bocca parla…anche senza parole

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B come Bellezza, B come Bocca!

La preziosità dei gesti e delle espressioni corporee si può rendere reale attraverso la bocca. Il suo linguaggio si posiziona nei primi posti dell’espressività più essenziale, persino per la vita.
Con la bocca si possono costruire magici intenti costruttivi, rompere i muri della timidezza oppure   donare opportunità vincenti anche a coloro che non sentono e non parlano, ma che possono leggere attraverso essa.

Non si può dunque pensare di essere indifferenti ad una regione così importante del nostro corpo, tramite essenziale della nostra espressività, araldo inequivocabile della nostra personalità.

Sono stati fatti svariati studi sulla bocca: la sua espressione si forma e si trasforma anche grazie ai nostri stati d’animo, ai nostri traumi, ai nostri amori e dolori e i tratti somatici ad essa appartenenti che si formano al momento della nascita non sempre rimangono invariati. La mimica facciale diviene quindi un capitolo interessantissimo della cinesica e riguarda il mondo intero.

L’espressività della bocca, soprattutto dinanzi ad occhi attenti, comunica quindi emozioni e sentimenti per i quali alle volte non riusciamo a pronunciare parola; é un angolo del volto in cui bugie e verità, rabbia, insicurezza, invidia e gioia sono assolutamente leggibili o intuibili.

La bocca quindi é una parte di noi talmente importante da divenire una sorta di porta d’ingresso capace d’essere giudice insindacabile di ciò che ci piace e non.

L’espressione della bocca che maggiormente si presta ad essere letta secondo svariate sfaccettature è il sorriso; il famosissimo ed enigmatico sorriso, per esempio, della Gioconda di Leonardo ne è l’emblema.

Pubblicato su targatocn.it – torinoggi.it – 247.libero.it | lunedì 26 giugno 2017

A fronte di queste consapevolezze – spiega il Dott. Spaziante – molte donne in questi anni hanno cercato e cercano di valorizzare sempre di più la propria bocca, proteggendola  nella sua estrema delicatezza e naturalezza.

La medicina estetica ha fatto passi da gigante in materia utilizzando tecniche sempre più innovative, con il fine di preservare la natura più autentica dei suoi tratti somatici per mantenerne l’identità.

Il filler alle labbra – ribadisce il Dott. Spaziante – é una delle procedure più eseguite nel campo della medicina estetica ed eseguito correttamente consente di cancellare gli inestetismi legati al passare del tempo.

La tecnica prevede l’utilizzo di uno specifico acido ialuronico (sostanza presente normalmente nella nostra pelle e fondamentale per mantenerla elastica e tonica) che viene introdotto con un ago attarverso micropunture all’interno delle labbra a differenti profondità; le differenti tecniche che si possono utilizzare vengono scelte di volta in volta a seconda del tipo di labbro e dell’inestetismo da correggere. Il trattamento si esegue ambulatorialmente, non prevede anestesia ed ha l’obiettivo  di aumentarne il volume e/o la definizione in maniera naturale, armonica rispetto al viso, senza mai avere eccessi che siano in disarmonia con l’aspetto del volto.

Per mantenere la correzione ottimale delle labbra sono necessari trattamenti di mantenimento ogni 6 mesi circa.

Se tutto questo avviene con grande professionalità, qualità dei prodotti e accurata dimestichezza si riducono al minimo le possibili complicazioni (potrebbero verificarsi piccole ecchimosi, che vanno incontro a risoluzione spontanea in 24-72 ore).

Gli elementi del sorriso perfetto sono l’armonia, le proporzioni tra le parti, e la simmetria.

La grande sensibilità del chirurgo plastico, nell’intuire e nell’operare, risiede proprio nel valorizzare lo stato di fatto riequilibrando il troppo e il troppo poco. Bisogna porre l’accento sull’ottimale estetico da raggiungere – sottolinea il Dott. Spaziante individuando in ogni trattamento il perfetto connubio tra definizione e volume, le due variabili principali da prendere in considerazione quando si effettua un filler alle labbra.

Ogni paziente è differente, ogni labbro è diverso; pertanto le tecniche che andremo ad utilizzare saranno molteplici e valutate di volta in volta, ma il risultato finale deve essere sempre lo stesso…labbra belle, naturali e proporzionate all’intero volto!

Le labbra più belle – aggiunge il Dott. Spaziante – sono quelle in cui il giusto volume si fonde con una perfetta definizione del tratto e solo così il risultato sarà naturale, reale e piacevole allo sguardo.

Per raggiungere il massimo risultato il chirurgo plastico che andrà ad agire sulle labbra dovrà abbinare un’approfondita conoscenza anatomica ad una buona dose di senso artistico.

A seguito di ciò solo coloro che si sottoporranno ad un trattamento con questi requisiti potranno godere di un risultato eccellente, evitando di ottenere sorprese spiacevoli come le bocche molto spesso definite dalle stesse pazienti “a papera” o “a canotto”.

Anche nell’arte e nell’iconografia in generale, una bella bocca è stata sempre simbolo di bellezza e  armonia. Ci  sono addirittura stati grandi artisti che hanno fatto della bocca una  protagonista assoluta delle loro tele, quasi come ad identificare l’essenza e la femminilità della donna come tramite davvero prezioso di identità.

Per cui, donne amanti del sorriso, della vostra bocca, portatrice  della vostra espressività più meravigliosa, non dimenticatevi mai di curare attentamente questa parte del vostro corpo, evitando così di procurarvi un sorriso triste, ma al contrario regalandovi la possibilità di continuare a sorridere con entusiasmo e naturalezza.

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Nessuna paura di ringiovanire, esiste la soluzione

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Pubblicato su targatocn.it – Quotidiano online della provincia di Cuneo

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Pubblicato su 247.libero.it – Notizie del Piemonte

Per gli antichi greci, armonia significava gamma e logica successione di suoni, mentre nel medioevo diviene la combinazione di suoni concomitanti e in qualche modo affini.

Oggi, l’armonia del viso e del corpo rimane integra nell’essenza di questa citazione, perché mantiene il connubio tra scienza, tecnica e arte.

Ed è proprio a questo connubio che il Dott. Spaziante si ispira cogliendone le sfumature più idonee, nella conquista di un risultato  naturale e personalizzato.

Ci invecchia di più la codardia che il tempo, gli anni raggrinziscono la pelle, mentre la paura raggrinzisce l’anima”.

Così diceva il grande cantautore argentino  Facundo Cabral.

Rileggendo questa frase la nostra mente va spontaneamente ad analizzare le motivazioni che uniscono la consapevolezza degli anni che passano alla nostra paura di invecchiare e da quì nasce il timore di affrontare le migliorie che in qualche modo potrebbero sconfiggerla.

Con un attento studio preliminare del volto ed il rispetto delle differenti unità anatomiche che lo compongono, spiega il Dott. Spaziante, le innumerevoli tecniche di ringiovanimento oggi a nostra disposizione ci permettono di ottenere un risultato personalizzato e del tutto naturale, elemento questo fondamentale per non incorrere in quelle storture che spesso spaventano coloro che desiderano sottoporsi ad un trattamento di Medicina Estetica.

Le persone hanno paura di invecchiare e quelle già un po’ in là con gli anni vivono nel terrore dei segni del tempo sulla loro pelle che si fanno sempre più evidenti.

“La pelle è un organo e come tale va trattato” ripete spesso il Dott. Spaziante alle sue pazienti.

Aiutare le pazienti a conoscere a fondo la propria pelle è per lui un compito delicato ma al tempo stesso fondamentale, che le aiuta a gratificare mente e corpo, insegnando loro ad amarsi, apprezzarsi e quindi a vivere in pace con se stesse, rafforzando la propria autostima e raggiungendo così uno stato di salute e benessere.

Pubblicato su targatocn.it – torinoggi.it – 247.libero.it | lunedì 15 maggio 2017

Un aspetto fondamentale di questa particolare branca della medicina è proprio l’impatto psicologico che può derivare dagli inestetismi e dalle imperfezioni fisiche. Per questo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riconosciuto le attività della Medicina Estetica come fondamentali per il riequilibrio psicofisico dei pazienti e, più in generale, per il benessere inteso nella sua complessità di fattori.

“Non aver paura delle perfezione. Non la raggiungerai mai.” diceva l’eclettico Salvador Dalì.

Più volte sentiamo citare la parola “perfetto” o “perfezione”. Ma che cos’è in realtà la perfezione?

La perfezione non esiste, non siamo esseri perfetti e sono proprio le nostre imperfezioni a renderci unici.

C’è una grande differenza fra lottare per un risultato migliore e sfiancarsi per la perfezione: il primo è un obiettivo raggiungibile, gratificante e salutare; la seconda non ha ragione di esistere perché il corpo perfetto non esiste e la sua ricerca ossessiva non può che divenire fonte di profonda frustazione.

L’approccio del Dott. Spaziante è dunque quello di offrire un trattamento mirato, personalizzato e soprattutto reale, condiviso con le esigenze delle sue pazienti, e con il fine di raggiungere l’ottimale estetico, per lui sinonimo di proporzioni e naturalezza perché, come spesso ricorda,  la bellezza non è altro che una questione di proporzioni e armonia tra le parti.

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Le cicatrici: i trattamenti più utili per migliorarle

Le cicatrici: i trattamenti più utili per migliorarle

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Victor Hugo diceva: “La giovinezza è la stagione delle pronte suture e delle cicatrici rapide, a quell’età le facce parlano apertamente e la parola è inutile: ci sono giovani di cui si potrebbe dire che la loro fisionomia discorre”.

Anche nella spensieratezza e nella magica interpretazione dell’arte gli inestetismi prendono a volte il posto delle meraviglie, come quando per esempio i giapponesi riparano un oggetto prezioso rotto, valorizzandone la crepa riempiendo la spaccatura con la colatura di oro puro. Nascono così le cosiddette “cicatrici d’oro”. Essi credono infatti che, quando qualcosa abbia subito una ferita ed appartenga ad un’antica storia, la crepa diventi sinonimo di bellezza rendendo così all’arte la sua preziosità.
Ma nell’epoca corrente, la più metropolitana, difficilmente le deturpazioni della pelle divengono vezzo nè tantomeno cosa facile da sfumare o da far sparire definitivamente. Molto spesso poi, l’inestetismo di una cicatrice diviene tramite assolutamente negativo per la consapevolezza di noi stessi e del nostro essere volto alla propria “apparenza positiva”.

Come sostiene il Dott. Luca Spaziante, Specialista in chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, “Cicatrice e psiche spesso hanno un effetto molto contrastante sull’individuo”.

Lo rammenta anche un sondaggio condotto da Opinion Health nel Regno Unito su 1000 persone. L’impatto psicologico di una vita “segnata” da una cicatrice su alcune persone può diventare così pesante a tal punto da far cadere l’individuo in una depressione profonda. Il ricordo poi perpetuo dell’evento traumatico che ha causato la cicatrice potrebbe benissimo diventare una ferita che non segna solo il fisico, ma anche la mente. Infatti molte donne intervistate a riguardo di questo fenomeno dichiarano di non vivere più serenamente neppure il rapporto con il proprio corpo e con il proprio partner.
La disarmonia tra cicatrice e psiche è agevolata dal fatto che sovente non viene chiesto un aiuto o un consiglio nemmeno al proprio medico. Si tende sempre a dire : “tanto non si può fare nulla”, quando invece è assolutamente errato. Il percorso di accettazione di una cicatrice non è certo focalizzato sull’ignorare la cicatrice facendo finta che non esista, ma nel prendere coscienza dello stato di fatto e agire facendosi aiutare da specialisti seri e preparati.

Pubblicato su iltorinese.it | venerdì 27 aprile 2018 – su targatocn.it e torinoggi.it | mercoledì 02 maggio 2018

Il Dott. Spaziante descrive la cicatrice come un tessuto fibroso che si crea per riparare una lesione (patologica o traumatica) ed è dovuta alla proliferazione del derma e dell’epidermide lasciando un segno sulla pelle più o meno inciso. Nel processo di cicatrizzazione si possono presentare svariate alterazioni. Queste avvengono per eccesso (cicatrice ipertrofica) o per difetto (cicatrice atrofica).

Nella cicatrice ipertrofica il tessuto dermico si forma in ampia quantità rimanendo spesso molto in rilievo e dolente, mentre nella cicatrice atrofica il tessuto è del tutto insufficiente e le ferite, che apparentemente sembrano rimarginate, a volte si riaprono. La cicatrice può apparire piana, rilevata o infossata, di un colorito più chiaro o più scuro rispetto al tessuto circostante; su di essa non sono presenti né peli né aperture ghiandolari né solchi cutanei.

La terapia delle cicatrici – aggiunge il Dott. Spaziante – cambia in rapporto al tipo di cicatrizzazione. E’ fondamentale distinguere la cicatrice ipertofica dal cheloide ai fini terapeutici: nel secondo caso è bene evitare l’asportazione chirurgica che rischierebbe di peggiorare la situazione. Nel caso di cheloidi i trattamenti più indicati restano la crioterapia, l’infiltrazione di corticosteroidi e l’applicazione di gel/cerotti al silicone.
Il camouflage rientra ovviamente in un “rituale” solamente momentaneo, ma assolutamente non efficace al fine di eliminare il problema radicalmente.

Il laser CO2, invece, è un trattamento efficace e sicuro in grado di determinare una importante contrazione delle fibre collagene ed elastiche presenti nel derma, rendendo così la cute molto più tonica. La profondità del trattamento è basata fondamentalmente sulla quantità di energia CO2 utilizzata e dal numero di passaggi eseguiti anche a seconda della patologia del paziente. Il laser CO2 emette radiazioni nella banda degli infrarossi che distruggono le cellule per vaporizzazione del contenuto acquoso. La durata delle sedute dipende ovviamente dall’entità, dal numero e dalla localizzazione anatomica delle cicatrici da trattare.

Per le cicatrici inestetiche, non cheloidee, si consiglia spesso una revisione chirurgica. Cicatrici depresse, sporgenti, orientate male rispetto alle normali pieghe e rughe della pelle, possono compromettere l’equilibrio estetico di alcune zone delicate del corpo. Le alterazioni che maggiormente possono beneficiare di questo tipo di strategia terapeutica sono le cicatrici post-traumatiche del volto e le cicatrici post chirurgiche. Gli interventi di revisione delle cicatrici implicano una profonda conoscenza di tutti i meccanismi di riparazione dei tessuti in modo da poter intervenire con un tempismo corretto al fine di una buona guarigione.

La chirurgia plastica ricostruttiva – conclude il Dott. Spaziante – utilizza tutte le moderne tecniche chirurgiche per migliorare il più possibile l’aspetto estetico e funzionale delle cicatrici. Nei casi più complessi le cicatrici vengono asportate totalmente o parzialmente, riorientando e riposizionando i margini per renderle più “naturali” e dunque “meno visibili”. Purtroppo le cicatrici non si possono cancellare radicalmente, ma sicuramente si può migliorare di gran lunga il loro aspetto, attenuandone gli inestetismi associati e rilassandone le retrazioni cicatriziali.

Come spesso sottolinea il Dott. Spaziante ai suoi pazienti: “Non esistono cicatrici invisibili, esistono cicatrici belle e cicatrici brutte”, che dipendono in parte dall’esperienza del chirurgo ed in parte dalla capacità di cicatrizzazione del paziente.

Anche in questo caso quindi basta approfondire l’argomento con medici altamente specializzati, senza avere il timore di chiedere nè di affrontare il problema.
Scriveva Paulo Coelho: “Non permettere alle tue ferite di trasformarti in qualcuno che non sei”.

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