fillerLucertole rugose o sirene dalle fattezze angeliche e dalla pelle di luna liscia come la porcellana…?

Come lucertole, esseri colmi di anima che cercano la luce per divenire poi immobili, in estasi contemplativa, nella brace dell’estate, cuociamo felici…

Ci vestiamo di sole e ci abbagliamo di meraviglia ogni qualvolta esso ci accoglie tra le braccia di ogni suo raggio.

Immaginiamo la nostra pelle abbronzata, agghindata di diamanti e di trucchi soavi che sulla nostra pelle si dipingono come quadri d’arte, capaci di affascinare ogni sguardo in grado di osservare il nostro fascino così ricercato, colui che spicca con i contrasti dei nostri abiti più scollati e scintillanti.

Leggiamo oggi l’abbronzatura come cosa attualmente ricercata, se pur nell’antichità e sino all’Ottocento, per la classe aristocratica, il segno esteriore di ricchezza fosse la pelle bianca.

La pelle abbronzata rappresentava la povertà, perché chi viveva sotto il sole erano solo coloro che svolgevano lavori umili e manuali, non certo dolci donzelle dalla pelle bianchissima sedute su poltrone di velluto a bere il té e a parlare di broccati e gioielli…

Ancora nel 1500 Guido Reni dipinse una lotta di classe tra degli amorini abbronzati, che rappresentavano per l’appunto i plebei, e degli amorini pallidi, indicanti invece la classe abbiente.

E così fu durante tutta la storia dell’arte sino alle donne paffute dell’800 per poi finire con le donne atletiche di inizio ‘900, anch’esse bianchissime.

Nonostante ciò, variano nel tempo di gran lunga i canoni di bellezza.

La stilista francese Coco Chanel, che negli anni 20 del diciannovesimo secolo, tornando da un periodo di vacanza sulla Costa Smeralda, fu invidiata per il colore della sua pelle abbronzata, facendo tendenza tra le sue clienti, le quali cominciarono ad emularla…

E poi ancora nei successivi anni ’30, che mostravano donne bellissime e rigorosamente abbronzate…

Da allora, fu un continuo percorso in ascesa, fino all’eccesso.

L’età moderna fa quindi di fatto un passo indietro, togliendo dalla carnagione chiara l’etichetta di povertà, giungendo quindi alla giusta via di mezzo.

L’assenza di sole ammala il corpo così come l’eccesso.  Da qui lo sviluppo di una nuova cultura che ci porta ad educarci in merito al corretto modo di prendere il sole rispetto alle caratteristiche genetiche del proprio corpo.

Al tempo stesso però, diveniamo ancora oggi avide protagoniste di quell’abbronzatura a volte troppo esagerata che, senza ovviamente accorgercene, danneggia la nostra pelle mettendola a rischio notevolmente.

Qualcuno ha detto che l’abbronzatura ci fa sembrare più giovani…

Invecchiando i nostri colori diventano più freddi. Molti pensano di risolvere il problema prendendo tanto sole, quando in realtà l’abbronzatura evidenzia (ed aggrava) il sorgere delle rughe, che a forza di esporsi al sole appaiono sempre più profonde.

Il sole fa bene ma a piccole dosi e negli orari più consoni. L’unico modo di mantenere la pelle giovane è preservarla dai raggi solari. Basta osservare come il viso di chi pratica sport all’aria aperta per anni sia segnato.

E poi pelle paonazza, macchie cutanee, rughe e opacità…Se non stiamo attente andiamo ad innescare un circolo vizioso, creando quindi nuove imperfezioni, convinte invece di coprirle con l’abbronzatura.

Detto ciò, tutti hanno il diritto di abbronzarsi. Ciononostante, bisogna educare la pelle (persino la più tollerante e insensibile) all’esposizione al sole, preservandone la qualità e la bellezza, utilizzando magari prodotti solari attendibili e trattamenti post esposizione al sole, quindi soprattutto dopo l’estate, a trattamenti estetici che vanno a rimediare eventuali danni, che magari non vediamo subito ma che prima o poi si presenteranno puntuali e evidenti.

Nonostante l’utilizzo di prodotti solari efficaci, sia che siamo state in alta montagna o al mare, il sole riesce comunque a penetrare e a procurare danni che, soprattutto dopo i 50 anni, possono crearci problematiche non indifferenti, come ad esempio gli epiteliomi.

I raggi UVA possono raggiungere l’epidermide profonda, sede dei melanociti, stimolando la comparsa delle macchioline, oltre che ad innescare un processo di invecchiamento precoce della pelle, che esteticamente non è assolutamente cosa gradita.

La medicina estetica come soluzione

Filler-perfetto-dopo-le-vacanze-estiveLa medicina estetica corre in aiuto, offrendo a queste problematiche un grande aiuto. L’utilizzo dell’acido ialuronico è uno dei trattamenti più efficace,

L’acido ialuronico é un polisaccaride naturale che risulta un FILLER molto versatile.

Esso in medicina estetica viene utilizzato come riempimento per le rughe più sottili e per il contorno occhi che si presenta spesso disidratato dopo un’estate di sole.

Il filler è utile anche per fornire al viso maggior volume sulle labbra e non solo. Una vera panacea per il viso che dà risultati davvero sorprendenti, in grado di durare fino a 6 mesi dopo il trattamento.

In medicina estetica l’acido ialuronico, se adoperato da professionisti assolutamente referenziati, qualificati e specializzati, inoculato con le giuste regole, riesce davvero a donare alla pelle un effetto rivoluzionario. Esso la rende soda, luminosa, restituendo al viso un aspetto davvero giovane e rigenerato.

La pelle sarà quindi anche più tonica e tornerà ad avere un aspetto stabile e non danneggiato.

L’effetto lifting cutaneo tornerà a darci la soddisfazione a cui tanto ambiamo in poche settimane, eliminando tutti i danni che l’esposizione estiva ci ha riportato.

Esso viene inoculato sottopelle con siringhe aventi micro-aghi del tutto indolore.

Si consigliano alcune zone da trattare sul viso quali: aumento delle labbra, correzione delle rughe naso-geniere, correzione delle rughe periorali (ad es.: codice a barre, rughe della marionetta…), correzione del profilo mandibolare.

L’abbronzatura è una moda, un feticcio, quasi un’ossessione, una mania… per quanto portatrice molto spesso di bellezza, se pur apparente…

Cerchiamo di rimanere amabili concubine della nostra natura più pura, coccolandola e preservandola da ciò che è palesemente dannoso per la nostra bellezza e soprattutto per la nostra salute, mantenendo un equilibrio adeguato a ciò che davvero siamo e non di ciò che spesso, forzatamente, vorremmo diventare.

Detto ciò, possiamo anche sforare di tanto in tanto, ma ci renderemo complici del nostro proseguo più efficace e costruttivo, solo se avremo l’umiltà e la costanza di recuperare ciò che abbiamo perso. L’importante è farlo con i giusti mezzi e con l’informazione più idonea ai metodi rigenerativi e vincenti della medicina, ma soprattutto di quella nostra convinzione capace di farci dirigere verso la direzione più corretta per la salute di noi stesse.

Buon rientro post vacanza a tutte voi, non fate caso alla parentesi di ombra che verrà, perché se saprete sfruttarla con testa e dedizione, saprete, la prossima estate, affrontare la luce illuminante e calda del sole senza più la paura di distruggervi, ma solo con la consapevolezza di divenire sempre più belle, belle vere!