rapporto medico paziente“Dottore, ho un problema, lei che è uno specialista, riesce a risolvermelo?”

 Oggi giorno possiamo sicuramente sapere con estrema facilità dove rivolgerci per un male specifico inviatoci dal nostro corpo. Una sorta di campanello d’allarme che ci mette sull’attenti e ci induce alla ricerca più approfondita volta al bene di noi stessi.

Pensate invece come poteva essere un tempo e quanto l’evoluzione di oggi possa averci fatto fare passi da gigante.

Soprattutto nell’epoca medioevale, le idee circa le origini di cure e malattie non potevano certo essere secolari, ma basate su una visione della vita, il cui destino, il peccato e le influenze astrali giocavano un grande ruolo. L’efficacia di una cura era largamente correlata alle credenze insufficienti del paziente e persino del medico, per cui quasi annullata ad un’evidente esperienza in materia, per la pratica e la diagnosi. Il paziente era non curante del valore scientifico e persino scettico nei confronti di consigli medici più che attendibili.

Le guarigioni erano spesso subordinate ad interventi spirituali. Ciò denota ovviamente una scarsa conoscenza molto retrograda della medicina, allora però, e per motivi più che attendibili, assolutamente giustificata.

Oggi invece, si, ci avvaliamo e ci affidiamo completamente alla medicina, ma paradossalmente rischiamo a volte addirittura di incorrere in medici che crediamo e idolatriamo come veri e propri guru della medicina, capaci di risolvere ogni nostro problema sia fisico che psicologico, ma che in realtà risultano solo ciarlatani senza esperienza ne garbo.

Ciò accade per mancata informazione o addirittura per consiglio di persone poco dotte che, per moda, per cattiva informazione mediatica e non, o per chiacchiericcio di corridoio, ci inducono a prendere la strada sbagliata, arrecando quindi danno al proseguo delle nostre guarigioni.

La scelta dello specialista

Oggi più che mai, l’utente ha a disposizione davvero svariati canali. Dalle numerose piattaforme alla marea di informazioni che regolarmente ci vengono proposte sul web da parte di esperti più o meno referenziati.

Parlando con i medici, spesso si intuisce che addirittura alcuni pazienti arrivano già preparati sull’argomento.

Molti pazienti intuiscono l’incontro con il professionista come un colloquio piuttosto sterile, nel quale viene sommariamente discusso il trattamento medico o chirurgico in oggetto, accomunato ai termini economici.

Alle volte questo genere di appuntamento può funzionare, ma l’estrema importanza rivolta alla visita specialistica non può mai essere sottovalutata, soprattutto se parliamo di chirurgia, in questo caso di chirurgia plastica ricostruttiva.

In questo ambito il dilemma del paziente di finire in mani poco esperte e quindi correndo il rischio di essere ospiti della “bottega del macellaio”, o trasformarsi da paziente ad ameno “cliente”, beh potrebbe essere un motivo in più per avere paura.

È molto sottile la linea tra il lecito e il collusivo nel campo della chirurgia plastica ricostruttiva. Gli interventi sono molto delicati e bisogna fare molta attenzione, soprattutto per non correre il rischio di alimentare troppo le illusioni irrealistiche del paziente.

Si richiede quindi la necessità di porre maggior attenzione, rigore e garbo, rivolta all’approccio e alla psiche dell’individuo.

L’obbiettivo assoluto dello specialista deve assolutamente essere quello di generare maggior competenza sull’argomento, aiutando delicatamente il paziente e non certo quello di vendere allo stesso una prestazione, quasi come fosse merce offerta al miglior pretendente, senza preoccuparsi minimamente se questa possa essere la più specifica e adeguata, dipinta come un abito di sartoria sul profilo più che studiato e completamente affine al paziente.

Inoltre, preoccupa innanzitutto anche il fatto che, dallo studio approfondito della Società Italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre), risulti che le persone operanti nel business del “ritocco” si calcolano in un numero ben superiore degli iscritti alla Società stessa. Coloro che si improvvisano chirurghi plastici ricostruttivi che invece sono semplici chirurghi o peggio ancora medici, o addirittura neppure professionisti del settore.

Dati questi davvero agghiaccianti che oltretutto compromettono di gran lunga la valenza di coloro che invece sono professionisti assolutamente qualificati e referenziati in materia.

Come per molte specialità mediche ciò accade per colpa della normativa in materia di esercizio della professione, che purtroppo nel nostro Paese è quanto mai permissiva. Chiunque sia laureato in medicina, abilitato alla professione e iscritto all’Ordine dei Medici, può tranquillamente intraprendere teoricamente attività che richiedono un’alta specializzazione.

Purtroppo, la scarsa informazione rivolta agli utenti rischia di generare episodi che purtroppo minano ampiamente la serietà di coloro che, al contrario di “alcuni”, creano un caos notevole nelle menti e sui corpi di pazienti che invece si fidano molto spesso ciecamente di “tutti”, generando il più delle volte disastri irrisolvibili o lievemente ricomponibili allo stato di fatto iniziale degli stessi.

A tal proposito il CNB raccomanda che la pubblicità sugli interventi e sui risultati in essi ottenuti o potenzialmente ottenibili in questo campo medico, abbiano soprattutto luogo su siti internet accreditati e certificati da Istituzioni Pubbliche più che competenti.

Detto ciò, l’intervento di chirurgia o medicina estetica, molto spesso banalizzato e standardizzato dai media ecc…si deve assumere la responsabilità di una visita specialistica con conseguente diagnosi più che approfondita, con esplicitazione dei possibili atti terapeutici, comprendenti obiettivi, benefici e rischi ad esso correlati.

Come deve essere svolta la visita

rapporto medico pazienteLa visita non dovrà essere una breve sosta ma una lunga seduta colma di attenzione e cura per il paziente. Non è un caso che i grandi professionisti richiedano il pagamento di una visita, perché in essa verrà coinvolta tanta competenza, atta alla consulenza preparata e referenziata, degna soprattutto di medici che davvero conoscono la materia e che l’hanno studiata minuziosamente.

La visita inoltre dovrà essere effettuata non solo da un chirurgo ma da un chirurgo specialista in chirurgia plastica ricostruttiva. Detto chirurgo dovrà impegnarsi nell’obiettivo di offrire la sua competenza per aiutare il suo paziente a risolvere il problema e non solo vendere una prestazione, senza personalizzarla completamente.

Il rapporto poi che si instaurerà tra medico specialista in chirurgia plastica ricostruttiva e il suo paziente, sarà a questo punto di fondamentale importanza, soprattutto per infondere ad esso la fiducia, la sicurezza e l’agio che lo aiuteranno ad accettare il suo corpo, come il suo “nuovo corpo” in piena armonia con la sua psiche e con l’adempienza etica che mai dovrà sforare dallo stato di fatto attuale del paziente : un essere umano spaventato e a volte persino “troppo” desideroso di cambiare i suoi connotati naturali, che se pur subiranno un cambiamento dovranno sempre essere fedeli al proprio essere e alla propria convinzione di piacere innanzitutto a se stesso e non solo ad altrui.

È poi dovere del chirurgo confortare il paziente, generare allegrezza e infondere fiducia nel recupero del posto intervento sotto tutti i punti di vista.

Tutto ciò che il chirurgo sa diventa all’improvviso fondamentale per la soluzione del problema. Non può certo farlo un’ora dopo, o domani, ne può andare in biblioteca e cercare la risposta, solo l’insieme di tutti i valori sopra citati lo condurranno alla piena fiducia spontanea e naturale del paziente, che percepirà il suo impegno e la sua dedizione, oltre che ovviamente la sua più che preparata informazione in materia.

La medicina e la chirurgia devono essere insegnate sicuramente nelle aule universitarie, ma studiate a stretto contatto con il proprio paziente con passione e attenzione estrema. Solo così i risultati saranno compatibili con la veridicità dei desideri più realizzabili.