Gli uomini e la medicina estetica

Gli uomini e la medicina estetica

Gli uomini e la medicina estetica

Pensiamo all’arte di Michelangelo e alle sue meravigliose opere che il più delle volte mostravano la muscolosità, la virilità, l’armonia e la tonicità in quelle figure maschili che egli dipingeva nelle sue tele e scolpiva nelle sue statue. Già in quel tempo la ricerca e l’evoluzione dei canoni di bellezza non riguardavano solo le donne. Prima di lui verso il 450 a.C. lo scultore greco Policleto, nel suo trattato perduto “Canone”,  definì il concetto di proporzioni riportando i temi della bellezza e dell’armonia con uno straordinario impatto, tale da ispirare anche le ricerche in ambito architettonico, spingendo l’arte greca in quel culmine artistico di equilibrio e razionalità definito “Classico”.

La chirurgia plastica e la medicina estetica devono attingere a questo immenso patrimonio artistico per ottimizzare concetti e risoluzioni che finalmente vanno a soddisfare non più il solo pubblico femminile, ma anche quello maschile. Gli uomini infatti sembrano essere sempre più interessati a tutto ciò che gravita intorno al mondo della bellezza e quindi alla cura del proprio aspetto, combattendo contro un’età che avanza.

Il mercato dei cosmetici è sempre più attento alle esigenze degli uomini, come si può facilmente osservare nelle profumerie e nelle farmacie più all’avanguardia e sono sempre più numerosi gli appuntamenti per gli uomini, che chiedono consulenze personalizzate, spuntati sulle agende degli studi di medicina estetica.

L’American Society of Aesthetic Plastic Surgery ha constatato che nel 2016 sugli uomini sono state eseguite circa un milione di procedure di medicina estetica e oltre 200.000 nell’ambito della chirurgia estetica con una crescita del 101% rispetto al 2010. Tra le più richieste sono risultate le iniezioni di botulino (oltre 450 mila, raddoppiate rispetto al 2010). L’ età dei soggetti oscilla tra i 25 e i 34 anni di età (circa un 58%) e quelli tra i 18 e i 24 anni rispecchiano il 34% circa della popolazione maschile.

I trattamenti estetici eseguiti sull’uomo non differiscono da quelli volti all’universo femminile, ma richiedono sicuramente una maggiore attenzione: l’alleggerimento delle rughe ed i ripristini volumetrici devono rispettare le caratteristiche di un viso che non può perdere virilità, rischiando di assumere tratti femminili.

I filler riempitivi per l’uomo trovano una diversa indicazione essendo utilizzati principalmente per accentuare zigomi, mento o in alcuni casi la mandibola. Solitamente l’obiettivo dell’uomo è quello di ottenere un aspetto giovane e curato, disteso nei lineamenti e depurato da ogni traccia di stress, ma in modo assolutamente naturale e poco invasivo.

La tossina botulinica invece è un trattamento che, come nelle donne, può aiutare a migliorare l’aspetto del terzo superiore del viso, distendendo le rughe e senza irrigidirne l’espressività.

Infine, altri inestetismi spesso non accettati dagli uomini sono ad esempio il naso troppo grande, o con la cosiddetta gobba, lo sguardo appesantito dalle palpebre cadenti, l’addome globoso e/o pendulo, le orecchie prominenti, il cedimento del volto, ecc. A questo punto ci avviciniamo sempre di più al mondo della chirurgia estetica, parlando di rinoplastica, blefaroplastica, liposcultura, addominoplastica, otoplastica, lifting, ecc.

Tutti questi sono gli interventi in questo momento più richiesti dagli uomini che vogliono migliorare il proprio aspetto in modo del tutto naturale e senza alcuna sorta di stravolgimento.

Come scrisse Christopher MorleyNel cuore di ogni uomo c’è un nervo segreto che risponde alla vibrazione della bellezza”, non solo a quella femminile ma anche alla propria.

La vanità a quanto pare non si veste di sole donne, ma al contrario viene assolutamente considerata anche dall’essere maschile. Tutto questo ci aiuta quindi, con più disinvoltura, a percorrere una strada più serena e soddisfacente al fine di andare incontro ai nostri desideri eliminando timori e preconcetti che forse alla fine sono sempre stati gli unici inestetismi veramente scomodi a noi stessi.

La cosa importante è sempre pero’ eseguire un’accurata visita preliminare, durante la quale il medico può formulare una corretta diagnosi e valutare, insieme al paziente, il trattamento più indicato per il raggiungimento dell’ottimale estetico.

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Quando i segni del volto ci parlano

Quando i segni del volto ci parlano

Quando i segni del volto ci parlano

Col passare degli anni la formazione delle rughe è inevitabile ed è un fenomeno assai poco gradito soprattutto alle donne, seppur ultimamente anche gli uomini comincino a preoccuparsene.

Le rughe non sono però solo segni dell’età che avanza, ma possono diventare la spia di difficoltà dell’organismo, tant’è che secondo la cultura orientale si presentano sulla pelle dopo traumi o sofferenze implose mai risolte. A favorire la formazione delle rughe, oltre ai fattori endogeni e al normale invecchiamento della pelle per causa dell’avanzamento dell’età, intervengono fattori esogeni, come ad esempio l’eccessiva esposizione al sole e a radiazioni ultraviolette o a climi particolarmente sfavorevoli, l’inquinamento atmosferico, alcune infezioni o rapidi cali ponderali.

Possono esserci rughe di espressione dinamiche oppure rughe profonde statiche (solchi): sono rughe di espressione quelle che emergono ad esempio quando sorridiamo, seguendo i tratti della mimica facciale, ma che spariscono quando cambiamo espressione. La ruga profonda invece è quella che si nota come un solco molto evidente anche quando il viso è perfettamente rilassato e serio, formandosi soprattutto laddove la cute è continuamente sollecitata dall’azione dei muscoli sottostanti, ed è legata al cedimento dei vari compartimenti anatomici.

Oltre alle rughe di espressione (dette anche rughe muscolo-mimiche), si possono formare sul volto delle rughe gravitazionali (definite anche pieghe di lassità cutaneo-muscolare), delle rughe attiniche (rughe da tramatura cutanea) e le pieghe da sonno.

La lotta alle rughe ha dato vita ormai da diversi anni ad un floridissimo mercato in ambito farmaceutico cosmetologico, ma la sicurezza di un risultato eccellente si può trovare solo nel connubio tra un trattamento di medicina estetica di alta qualità e l’utilizzo di un buon cosmetico.

Gli interventi di medicina e chirurgia estetica, sostenuti da specialisti altamente competenti, riescono a correggere imperfezioni e difetti del volto quali le rughe di espressione, il rilassamento cutaneo, i solchi e tutto ciò che può derivare dagli effetti di un invecchiamento anche precoce.

I filler a base di acido ialuronico, molecola del tessuto connettivo che il nostro stesso organismo produce e che è totalmente riassorbibile, servono a riempire i solchi del volto e a ripristinarne i volumi bilanciandone le proporzioni. L’iniezione avviene tramite piccole punturine nel derma e il trattamento è quasi indolore. E’ necessaria un’unica seduta da ripetere ogni sei mesi circa.

La biorivitalizzazione invece è una tecnica di medicina estetica che consiste nell’iniezione di una serie di molecole bio-stimolanti. Si tratta di acido ialuronico, usato come rivitalizzante e non come riempitivo, sali minerali e vitamine (A, B3, B5, B6, B12, C, E) che si iniettano nel viso, nel collo e nel decoltè, allo scopo di favorire la sintesi di collagene e di idratare in profondità la pelle, ripristinandone l’equilibrio naturale e garantendo al viso un aspetto fresco e levigato.

La biorivitalizzazione è considerato oggi uno tra i trattamenti più richiesti a livello di prevenzione dell’invecchiamento così come il peeling chimico, consigliato in caso di rughe superficiali o macchie superficiali della pelle. Questa tecnica consente di esfoliare in modo rapido e indolore gli strati più esterni della pelle consentendo così alle cellule di rigenerare in profondità nuovi strati cutanei. Esistono diversi peeling chimici che si differenziano in base al tipo di agente chimico utilizzato ed in base alla loro capacità di penetrare in profondità. Tra le sostanze più usate ricordiamo l’acido salicilico, l’acido glicolico, l’acido tricloracetico, l’acido piruvico, l’acido lattico e l’acido mandelico.

La tossina botulinica è indicata invece per eliminare le rughe presenti soprattutto a livello del terzo superiore del volto (rughe frontali, glabellari e perioculari). Iniettata a livello dei muscoli mimici del volto ne provoca una riduzione dell’attività contrattile attenuando così le rughe d’espressione, provocate dalla contrazione dei muscoli in questione. L’applicazione della tossina botulinica deve essere effettuata da professionisti esperti: è infatti necessaria un’ottima conoscenza dell’anatomia dei muscoli mimici per iniettare il prodotto in modo da favorire un giusto “effetto liftante”.

Per quanto riguarda la chirurgia estetica del volto invece abbiamo diversi interventi mirati al processo di ringiovanimento. Ad esempio, il lifting risulta estremamente utile per correggere i cedimenti del viso e del collo ridonando freschezza e tono alla pelle che non dovrà essere tirata, ma “distesa” in modo da conferire al volto un aspetto naturale. Questo intervento può essere associato al lipofilling per ripristinare i volumi mancanti.

Il lipofilling prevede il prelievo, tramite apposite cannule, di un modesto quantitativo di grasso dai fianchi o dall’addome o dalle cosce, ecc. Questo tessuto prelevato viene poi trattato per rimuoverne l’eccesso di fluidi, in modo che rimanga compatto, e reinfiltrato nel volto nei punti in cui è necessario. Grazie alla componente staminale dona alla cute un aspetto ringiovanito migliorando la texture e diminuendo eventuali rughe superficiali, con un effetto complessivo ristrutturante. Non comporta alcun dolore né fastidio post-operatorio, non prevede tempi lunghi di recupero e le cicatrici (pochi mm), dopo la guarigione sono solitamente invisibili.

Sfruttando le proprietà delle cellule staminali è invece possibile sottoporsi a un trattamento con “PRP”, (Platlet Rich Plasma), una sorta di siero naturale che noi stessi produciamo naturalmente. L’utilizzo del plasma arricchito di piastrine è una tecnica scientifica utilizzata già da molti anni in chirurgia plastica, nella cura, ad esempio, delle ustioni e su quei pazienti con ferite che hanno serie difficoltà di guarigione con tecniche convenzionali. I fattori di crescita racchiusi nelle piastrine sono capaci di stimolare diversi meccanismi cellulari richiamando e attivando le cellule staminali con l’obiettivo di migliorare lo stato della cute e di tutti gli annessi cutanei della zona trattata. I fattori di crescita possono essere iniettati (attraverso microiniezioni) nel volto, per favorirne il ringiovanimento o in caso di acne, o anche a livello dei capelli per contrastarne la caduta.

Il volto può essere paragonato a una sorta di palcoscenico teatrale su cui recitano diversi attori, le nostre forze, le nostre tensioni, le nostre gioie, gli istinti e le emozioni, che prorompenti ci rappresentano e ci fanno riconoscere. Sta anche a noi, e non solo agli eventi della vita, cercare di far rifiorire su di esso il colore e la forma che più ci contraddistinguono e ci identificano.

E come sostiene Jean de La BruyèreUn bel viso è il più bello di tutti gli spettacoli”.

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Le parole dello sguardo

Le parole dello sguardo

Le parole dello sguardo

Paulo Coelho scrive “Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano”.

In molte opere d’arte, di ogni tempo, si può notare come lo sguardo sia in grado di trasformare e stravolgere completamente l’intero volto, lasciando al suo posto emozioni di ogni sorta, dall’inquietudine allo smarrimento, dalla rabbia alla tenerezza.
Che l’occhio e lo sguardo abbiano un certo “qual potere” è noto da sempre, fin dai tempi del mito, dal terribile sguardo pietrificante di Medusa attraverso cui Caravaggio rappresentava questa diabolica creatura concentrando tutta la sua potenza espressiva proprio negli occhi.

Pittori e scultori di tutte le epoche hanno cercato nei loro dipinti, attraverso le varie espressioni dello sguardo, di fissare gli stati d’animo umani come l’odio, la paura e l’amore. Ne sono incomparabili esempi Leonardo Da Vinci con “La Gioconda” e “La dama con l’ermellino”, così come anche Michelangelo Buonarroti e il grande Amedeo Modigliani che disse “Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi”.

Un’analogia di forma unisce l’occhio al Sole, simbolo di luce ed energia; la vista, più degli atri sensi, è ritenuta vicina alla mente e alla coscienza assumendo un valore primario nei nostri incontri con gli altri, poiché ciascuno di noi è molto sensibile agli sguardi, anche se di una durata lampo.

Uno sguardo interessante può essere tramite di seduzione verso le persone con cui ci confrontiamo ogni giorno in famiglia, tra amici, in ambienti a noi noti o sconosciuti così come anche nel mondo lavorativo; uno sguardo pulito, fresco, sereno e rassicurante molto spesso può davvero far leva su decisioni importanti e decisive.

Purtroppo però quando l’età di una donna avanza il suo sguardo, così come il suo corpo, subisce delle mutazioni: possono comparire ad esempio quelle che volgarmente vengono definite “zampe di gallina” e che, insieme a borse palpebrali e occhiaie, identificano i segni dell’ invecchiamento del volto.

Fortunatamente l’era che stiamo percorrendo dona all’evoluzione della scienza e della ricerca i mezzi necessari per poterci offrire un’ampia informazione riguardo la medicina estetica, atta a soddisfare i nostri interrogativi e a consolare le titubanze con cui affrontiamo i discorsi relativi al possibile intervento sui cambiamenti.

La chirurgia e la medicina estetica offrono oggigiorno la possibilità di ritoccare e migliorare l’area perioculare in modo naturale ridonando allo sguardo quell’intensità che tutti vorrebbero preservare.

Uno degli interventi più richiesti è la blefaroplastica superiore che consente di migliorare le imperfezioni di occhi e palpebre, restituendo freschezza allo sguardo. Si effettua quando la cute, nell’area superiore dell’occhio è in eccesso fino a coprire la rima palpebrale, rattristando così lo sguardo. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale (con o senza sedazione). Nell’intervento di blefaroplastica superiore viene valutato e disegnato l’eccesso cutaneo da asportare. Si andrà a rimuovere così l’eccedenza di pelle e le eventuali borse adipose sottostanti attraverso un’incisione nascosta nella piega naturale della palpebra prolungata nella regione del canto esterno. La cute viene poi suturata con un filo di sutura molto sottile.

Per quanto invece riguarda la blefaroplastica inferiore sarebbe più opportuno parlare di mid-facial, un intervento che ha come obiettivo il riposizionamento dei tessuti dell’area palpebrale e la rimozione eventuale delle borse adipose, donando all’intero viso un aspetto più disteso e riposato. L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione. L’incisione viene eseguita a circa 2 mm dalla rima della palpebra inferiore. Il tessuto adiposo in eccesso viene ridistribuito nei vari compartimenti anatomici e, se necessario, si asporta l’eccesso cutaneo ridonando freschezza e naturalezza allo sguardo. La cute viene suturata con fili molto sottili.

Oggi l’intervento di blefaroplastica è ormai considerato un intervento canonizzato e standardizzato, tanto nelle metodiche quanto nelle tecniche esecutive a patto che ci si rivolga a chirurghi plastici esperti. I rischi post-operatori sono assolutamente ridotti.

Un altro trattamento vincente per esaltare la freschezza dello sguardo è quello basato sull’utilizzo della tossina botulinica. Quest’ultima deve assolutamente essere effettuata da professionisti altamente specializzati. E’ infatti necessaria un’ottima conoscenza dell’anatomia dei muscoli mimici per iniettare il prodotto  in modo da favorire un effetto “liftante”. L’area del volto trattata è caratterizzata principalmente dal terzo superiore (rughe frontali, glabellari e perioculari). A livello dei muscoli mimici del volto ne provoca una riduzione dell’attività contrattile attenuando così le rughe d’espressione provocate dalla contrazione dei muscoli in questione e ridonando al viso e allo sguardo un aspetto più fresco, più giovane e più luminoso.  Il trattamento avviene attraverso micro punture, è assolutamente indolore e non necessita quindi di alcuna anestesia.

Alla base di tutto però, oltre che sostenere il rispetto nei confronti di una filosofia etica e vincente, atta a voler ottimizzare non solo il benessere fisico della paziente, ma anche quello psicologico, dovrebbero esserci l’esperienza e la serietà del professionista, in grado di mirare sempre ad un ringiovanimento consapevole e assolutamente naturale.

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Il naso: una vera scultura al centro del volto

Il naso: una vera scultura al centro del volto

Il naso: una vera scultura al centro del volto

“Naso aquilino, naso a patata, naso grande, naso greco, naso storto, naso a punta larga, naso perfetto”. Quante volte abbiamo sentito queste parole. Certo, dipende sempre dalle nostre aspettative e da ciò che tramite il nostro viso vogliamo trasmettere. Il naso oltretutto si distingue come una delle parti più importanti: è quella più in evidenza ed influenza di gran lunga la percezione altrui nel considerare la  bellezza del nostro volto e della nostra personalità.

Sin nell’arte più remota , soprattutto quella del periodo rinascimentale rappresentata da grandi pittori come ad esempio i fratelli Antonio e Piero Pollaiolo, si usava spesso dipingere ritratti dove si contraddistinguevano svariate forme di nasi. Protagonisti principali erano soprattutto i nasi femminili, regolari e armoniosi, dipinti con cura e perfettamente allineati con il resto del viso. Uno studio antropometrico del genere non poteva neppure sfuggire al grande Leonardo che con il tipico acume di scienziato provò a capire anche quali fossero le proporzioni perfette di un naso in un volto. Per cui anche attraverso l’arte scopriamo la perfezione dell’anatomia del naso.

Superando la soglia del “semplice difetto” si  potrebbe invece entrare in quella del vero e proprio complesso, che nasce dal riconoscersi un naso fortemente irregolare. Da quì possono allora presentarsi seri problemi psicologici relativi all’accettazione di sé stessi. Questo può aumentare la difficoltà nel relazionarsi con gli altri spingendo il paziente a ricorrere ad interventi di tipo correttivo.

La SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ha rilevato che l’intervento chirurgico correttivo eseguito sul naso è tra i più frequenti, non solo per le donne ma sempre più spesso anche per gli uomini.

L’intervento di rinoplastica ha come obiettivo principale quello di modificare la forma e le dimensioni del naso migliorando l’armonia del viso. Il miglioramento si ottiene mediante la riduzione ed il rimodellamento dello scheletro cartilagineo ed osseo. Il naso è una struttura complessa, che richiede una conoscenza approfondita dell’anatomia, una tecnica precisa ed un notevole senso estetico, al fine di poterlo modellare in modo che esso risulti armonico nel complesso dell’intero volto.

Come sostiene il mio maestro, il Prof. Stefano Bruschi, Direttore della Chirurgia Plastica Universitaria della Città della Salute e della Scienza:

Non esiste il naso personalizzato, esiste il naso perfetto con quelle fattezze di dimensione e forma dettate dalle analisi estetiche senza che sembri rifatto. Solo in tal modo il naso potrà collocarsi in armonia con i vari volti e risulterà pertanto differente, non perché diverso, bensì perché collocato in volti diversi.”

Solo il chirurgo esperto riesce ad identificare ciò che originariamente deviava dall’ottimale estetico e utilizza il suo bagaglio tecnico nel modo migliore ed adeguato per raggiungere un risultato estetico-anatomico naturale. A tale scopo, risulta importante rispettare le misurazioni e le proporzioni ottimali: sarà il volto, nell’ambito del quale il naso è stato modificato, a personalizzarlo. La dinamica espressiva di un volto ha un’importanza di gran lunga maggiore rispetto all’esattezza dei rapporti geometrici dei suoi elementi costitutivi, anche se il profilo può offrire, in termini pratici, un esempio di quella proporzione ideale di cui dovremmo tener conto quando programmiamo un intervento di modifica del naso.

La rinoplastica si definisce primaria quando viene eseguita per la prima volta, secondaria, invece, quando mira ad eliminare difetti che non è stato possibile correggere con il primo intervento o che sono stati provocati da una precedente rinoplastica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale o anestesia locale con sedazione profonda e tale scelta potrà essere discussa con l’anestesista, in day-hospital o con ricovero di un giorno. Esistono diversi tipi di accessi (open, closed, open-closed) che vengono utilizzati per reperire le strutture anatomiche da rimodellare.

Nell’accesso closed e open-closed le incisioni sono praticate all’interno del naso, mentre nell’accesso open viene praticata un’incisone nella parte infero-centrale della columella.

A seconda del risultato da ottenere si interverrà sulle strutture cartilaginee e/o ossee.

Si parla invece di rinosettoplastica quando la finalità dell’intervento non è solo di tipo estetico, ma implica anche la correzione del setto nasale deviato, a causa di un trauma subito o di uno sviluppo anomalo.

A seconda dell’intervento eseguito il paziente presenterà una medicazione adeguata che consisterà nel posizionamento di due tamponi all’interno delle narici (che verranno rimossi il giorno successivo), piccoli cerotti per il modellamento delle strutture nasali, un archetto per la stabilizzazione del dorso (che verrà rimosso dopo 7 giorni); nell’accesso open sarà presente una sutura a punti staccati con fili molto sottili.

Per non incorrere in spiacevoli situazioni rivolgetevi sempre ad un chirurgo plastico ricostruttivo che meglio saprà interpretare le vostre esigenze e la cui preparazione, non solo tecnica, gli consentirà di intervenire con sicurezza e precisione nel raggiungimento dell’ottimale estetico.

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Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Cosa raccontano le gambe di una donna?

Le gambe, oltre che a farci camminare, hanno avuto nel corso dei secoli una valenza molto erotica, più o meno forte a seconda delle epoche e delle società.

Come scrisse Desmond Morris, famoso etologo britannico : “Nella cultura occidentale l’esposizione delle gambe fu spesso utilizzata dalle donne per stuzzicare l’essere maschile. In periodi differenti, la parte della gamba visibile agli occhi maschili è variata in misura considerevole. Nel secolo scorso le gambe delle donne si eclissarono del tutto per periodi oltretutto prolungati e persino una brevissima occhiata a una caviglia poteva suscitare turbamento. Questa soppressione di una parte del corpo così particolare e delicata, carica di valenza erotica, fu così intensa e totale che in ambienti cosiddetti educati persino la parola gamba divenne censurata. Addirittura  le gambe del pianoforte, nell’epoca vittoriana, si pensava evocassero alle volte gambe umane nude. Dovettero essere rivestite a dovere con stoffe guarnite di trine onde evitare qualsiasi tipo di immaginazione sulle stesse”.

Soprattutto nell’arte si cerca di indagare come e perché le gambe siano ancora oggi soggetto irrinunciabile della produzione artistica, dai grandi autori del tempo fino ai nostri giorni. Infinito lo spettro di possibilità espressive che offre. Senza il corpo, probabilmente non ci sarebbe l’arte stessa. Ogni opera che rappresenti il corpo umano, e in particolare l’imponenza di gambe ora forti e maschili, ora sinuose, delicate e femminili, si pone in contatto diretto con ogni individuo. Nonostante la ridefinizione dell’arte e il moltiplicarsi di tendenze succedute nell’ultimo secolo, la parte anatomica delle gambe rimane quindi ancora protagonista assoluta della ricerca di svariati artisti, contemporanei e non.

Come fare quindi ad avere gambe belle e sgombre da inestetismi? Non esiste una risposta univoca a questo quesito. L’unica cosa indiscutibile è che gli arti inferiori sono soggetti a tutta una serie di difetti estetici, il più delle volte legati ad una conformazione somatica del soggetto. Il patrimonio genetico di ognuno di noi, in generale, ha quindi un ruolo decisivo anche nell’aspetto delle gambe. Ovviamente, per migliorare la loro sinuosità e compattezza cutanea, non si può trascurare lo stile di vita, come ad esempio un’attività sportiva continuativa, una corretta alimentazione o altri rimedi. Ma a volte tutto questo non è sufficiente a risolvere i fastidiosi inestetismi.

I principali inestetismi che moltissime donne lamentano a livello di questa regione sono gli accumuli adiposi localizzati e la presenza dei capillari; nel primo caso sarà necessario un intervento di lipoaspirazione, nel secondo l’utilizzo del laser.

La lipoaspirazione o liposuzione è l’intervento di chirurgia estetica che riconsegna, tramite l’asportazione del tessuto adiposo in eccesso, un aspetto tonico, snello, armonioso e slanciato agli arti inferiori, donando e restituendo alle gambe un equilibrio di proporzioni tra il tronco e la parte inferiore del corpo.

Tutti i distretti anatomici degli arti inferiori possono essere trattati attraverso la lipoaspirazione.

Il primo importantissimo step è quello di rivolgersi ad un chirurgo plastico referenziato che in sede di visita valuterà attentamente tutte le esigenze del paziente, chiarendo ogni singolo dubbio, magari anche comparando immagini fotografiche di casi simili al suo, scattate nel pre- e nel post-operatorio.

Al termine del consulto il medico prescriverà gli esami preoperatori da effettuare e solo dopo averli valutati con esito positivo il paziente potrà sottoporsi all’intervento.

L’intervento comporta delle microincisioni chirurgiche del diametro di pochi millimetri attraverso le quali saranno introdotte delle cannule che aspireranno il grasso in eccesso , riconsegnando alle zone trattate caratteri di proporzione ed equilibrio con il resto del corpo. Nei casi in cui all’eccesso adiposo si aggiunge un importante eccesso cutaneo sarà necessario effettuare contestualmente un intervento di lifting delle cosce per raggiungere l’ottimale estetico. In questo modo si avranno i vantaggi post operatori di una lipoaspirazione e si riuscirà a eliminare anche la pelle, senza un ampio scollamento dei tessuti, evitando così i rischi di sieroma e sanguinamento. Nel postoperatorio il paziente dovrà indossare delle guaine elastocompressive per almeno 1 mese. L’attività sportiva è compatibile con il decorso post-operatorio solo dopo circa un mese dall’intervento.

Si otterrà un risultato ottimale a circa 6 mesi dall’intervento.

Nei casi di cellulite ai primi stadi, la Medicina Estetica propone la Mesoterapia,  una tecnica di somministrazione di farmaci per via intradermica. 

Tale metodica era forse già attuata nel 400 a.C. da Ippocrate, ma la sua diffusione nel mondo medico scientifico risale agli anni ‘50. Semplice nella sua concezione, richiede un’adeguata formazione per essere eseguita efficacemente. Si tratta di multiple iniezioni di una particolare soluzione farmacologica effettuate tramite sottilissimi aghi, appositamente selezionati per la mesoterapia: gli aghi, della lunghezza di 6 mm, permettono d’iniettare nell’area intradermica piccole quantità di farmaco.

Il vantaggio di questa tecnica consiste proprio nel poter utilizzare dosi ridotte di un particolare principio attivo, dosi che diffondono nei tessuti sottostanti l’inoculazione e persistono per più tempo rispetto alla via di somministrazione intramuscolare, con vantaggi quali l’effetto prolungato nel tempo, il ridotto coinvolgimento di altri organi e la riduzione del rischio di eventi avversi o effetti collaterali.

Il laser per i capillari invece interviene su queste lesioni benigne che sono causate da una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni localizzati nella parte superficiale della pelle e che possono manifestarsi come striature lineari più o meno estese di colore rosso violaceo e/o bluastro. Le cause sono svariate: predisposizione genetica, fattori ormonali, eccessiva esposizione solare, obesità, esiti di trattamenti estetici non corretti e, non in ultimo, il fumo.

La scienza medica si è molto evoluta per la risoluzione di questo trattamento con l’avvento di laser in grado di eliminare in modo selettivo il vaso sanguigno, senza danneggiare la cute sana soprastante. Uno degli strumenti più all’avanguardia e di ultima generazione è il laser Nd:YAG a impulso lungo. Il laser produce un raggio di 1064 mm di lunghezza d’onda che viene rilasciato mediante una particolare tecnologia atta ad emanare  impulsi di lunga durata. Il raggio laser riesce così ad attraversare la pelle senza danneggiarla colpendo in modo selettivo il capillare che, sigillato, senza bruciare o tagliare la cute, scompare all’istante. Il laser viene emesso tramite un manipolo associato ad un apposito sistema di raffreddamento cutaneo eliminando il rischio di effetti collaterali oltre a trasmettere un effetto anestetico.

Nella maggior parte dei casi  il trattamento è indolore o si avverte una leggera sensazione simile ad un colpo di elastico sulla pelle. Subito dopo la seduta la cute si presenta lievemente arrossata e talora compaiano piccoli rilievi lungo il passaggio del vaso (tipo ponfi da puntura di insetto) che si risolveranno nel giro di massimo 2-3 giorni.

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Come prendersi cura delle proprie mani

Come prendersi cura delle proprie mani

Come prendersi cura delle proprie mani

Alcuni testi assiri del VII secolo a.C. descrivono i preparativi di matrimonio di una giovane donna attraverso la cura del palmo delle mani e delle unghie con l’hennè. In Cina le donne dipingono fiori sulle unghie durante gli incontri importanti, mentre in India si spalmano sulle mani paste colorate e strass per identificare ancor di più la loro fertilità.

Come sussurrava Ernst Fisher: “la mano è il vero organo della civiltà, iniziatore dell’evoluzione umana”. Quanto è importante il linguaggio del corpo di una donna, soprattutto tramite le sue mani. Le mani si aprono, si chiudono e ogni volta sembra di leggervi quasi la presenza di un segreto. La storia delle mani altrui alle volte ci distrae e ci attrae, facendoci immaginare personalità tutte da scoprire.

Osserviamo le mani nella pittura: sono mani che si protendono oltre la tela, mani che si adagiano delicatamente in grembo, mani intimidite, mani sicure che accarezzano o che mostrano forza. La rappresentazione delle mani è talmente complessa che una gran parte del lavoro degli artisti di tutti i tempi si è incentrato sullo studio e l’analisi delle loro varie posizioni.

Come non citare la “Main ouverte” dell’architetto e pittore svizzero Le Corbusier? Un’opera di solenne monumentalità, dal significato marcatamente simbolico in cui la mano diventa rappresentazione di una capitale (Chandigarh) aperta a ricevere ricchezze da distribuire ai popoli del mondo, un segno della nostra epoca.

Le mani distinguono le donne, l’evoluzione le ha rese flessibili, delicate, precise. Svelano la nostra salute, il nostro carattere e la nostra sensualità e come scrive Dacia Marainiin una carezza o in una stretta di mano c’è più sensualita che nel vero e proprio atto d’amore”.

Dobbiamo quindi prenderci cura delle nostre mani, giorno dopo giorno quando vengono aggredite dal freddo, dai raggi solari, dalle sostanze chimiche e dai frequenti lavaggi.

La pelle del dorso delle mani, particolarmente sottile e delicata, si presenta molto simile a quella del contorno occhi e, a differenza di quella dei palmi che invece è più spessa, anche per ovvie esigenze di “presa”, presenta un solo strato corneo.

L’invecchiamento cutaneo delle mani è costituito dalla comparsa sul dorso di macchie ipercromiche, più o meno numerose ed evidenti, e dalla scheletrizzazione, più o meno accentuata, dei vari compartimenti.

Per questi fenomeni e per ridurre l’invecchiamento delle mani, i professionisti del settore consigliano trattamenti come “peeling” per ridonare luminosità all’epidermide e per schiarire le eventuali macchie cutanee, “biorivitalizzazione” per restituire freschezza, elasticità e compattezza e “filler” per ripristinare i volumi persi.

I trattamenti sono indolore e solo in casi particolari necessitano dell’applicazione preliminare di una crema anestetica.

Mani belle e curate, dall’aspetto giovane e fresco, ci aiutano quindi ad accarezzare la vita, gli altri e noi stessi. Non tardiamo a rivolgerci a medici esperti quali gli specialisti in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, professionisti capaci di consigliarci il trattamento più adatto per risolvere il nostro inestetismo.

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