Il naso: una vera scultura al centro del volto

Il naso: una vera scultura al centro del volto

Il naso: una vera scultura al centro del volto

“Naso aquilino, naso a patata, naso grande, naso greco, naso storto, naso a punta larga, naso perfetto”. Quante volte abbiamo sentito queste parole. Certo, dipende sempre dalle nostre aspettative e da ciò che tramite il nostro viso vogliamo trasmettere. Il naso oltretutto si distingue come una delle parti più importanti: è quella più in evidenza ed influenza di gran lunga la percezione altrui nel considerare la  bellezza del nostro volto e della nostra personalità.

Sin nell’arte più remota , soprattutto quella del periodo rinascimentale rappresentata da grandi pittori come ad esempio i fratelli Antonio e Piero Pollaiolo, si usava spesso dipingere ritratti dove si contraddistinguevano svariate forme di nasi. Protagonisti principali erano soprattutto i nasi femminili, regolari e armoniosi, dipinti con cura e perfettamente allineati con il resto del viso. Uno studio antropometrico del genere non poteva neppure sfuggire al grande Leonardo che con il tipico acume di scienziato provò a capire anche quali fossero le proporzioni perfette di un naso in un volto. Per cui anche attraverso l’arte scopriamo la perfezione dell’anatomia del naso.

Superando la soglia del “semplice difetto” si  potrebbe invece entrare in quella del vero e proprio complesso, che nasce dal riconoscersi un naso fortemente irregolare. Da quì possono allora presentarsi seri problemi psicologici relativi all’accettazione di sé stessi. Questo può aumentare la difficoltà nel relazionarsi con gli altri spingendo il paziente a ricorrere ad interventi di tipo correttivo.

La SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ha rilevato che l’intervento chirurgico correttivo eseguito sul naso è tra i più frequenti, non solo per le donne ma sempre più spesso anche per gli uomini.

L’intervento di rinoplastica ha come obiettivo principale quello di modificare la forma e le dimensioni del naso migliorando l’armonia del viso. Il miglioramento si ottiene mediante la riduzione ed il rimodellamento dello scheletro cartilagineo ed osseo. Il naso è una struttura complessa, che richiede una conoscenza approfondita dell’anatomia, una tecnica precisa ed un notevole senso estetico, al fine di poterlo modellare in modo che esso risulti armonico nel complesso dell’intero volto.

Come sostiene il mio maestro, il Prof. Stefano Bruschi, Direttore della Chirurgia Plastica Universitaria della Città della Salute e della Scienza:

Non esiste il naso personalizzato, esiste il naso perfetto con quelle fattezze di dimensione e forma dettate dalle analisi estetiche senza che sembri rifatto. Solo in tal modo il naso potrà collocarsi in armonia con i vari volti e risulterà pertanto differente, non perché diverso, bensì perché collocato in volti diversi.”

Solo il chirurgo esperto riesce ad identificare ciò che originariamente deviava dall’ottimale estetico e utilizza il suo bagaglio tecnico nel modo migliore ed adeguato per raggiungere un risultato estetico-anatomico naturale. A tale scopo, risulta importante rispettare le misurazioni e le proporzioni ottimali: sarà il volto, nell’ambito del quale il naso è stato modificato, a personalizzarlo. La dinamica espressiva di un volto ha un’importanza di gran lunga maggiore rispetto all’esattezza dei rapporti geometrici dei suoi elementi costitutivi, anche se il profilo può offrire, in termini pratici, un esempio di quella proporzione ideale di cui dovremmo tener conto quando programmiamo un intervento di modifica del naso.

La rinoplastica si definisce primaria quando viene eseguita per la prima volta, secondaria, invece, quando mira ad eliminare difetti che non è stato possibile correggere con il primo intervento o che sono stati provocati da una precedente rinoplastica. L’intervento viene eseguito in anestesia generale o anestesia locale con sedazione profonda e tale scelta potrà essere discussa con l’anestesista, in day-hospital o con ricovero di un giorno. Esistono diversi tipi di accessi (open, closed, open-closed) che vengono utilizzati per reperire le strutture anatomiche da rimodellare.

Nell’accesso closed e open-closed le incisioni sono praticate all’interno del naso, mentre nell’accesso open viene praticata un’incisone nella parte infero-centrale della columella.

A seconda del risultato da ottenere si interverrà sulle strutture cartilaginee e/o ossee.

Si parla invece di rinosettoplastica quando la finalità dell’intervento non è solo di tipo estetico, ma implica anche la correzione del setto nasale deviato, a causa di un trauma subito o di uno sviluppo anomalo.

A seconda dell’intervento eseguito il paziente presenterà una medicazione adeguata che consisterà nel posizionamento di due tamponi all’interno delle narici (che verranno rimossi il giorno successivo), piccoli cerotti per il modellamento delle strutture nasali, un archetto per la stabilizzazione del dorso (che verrà rimosso dopo 7 giorni); nell’accesso open sarà presente una sutura a punti staccati con fili molto sottili.

Per non incorrere in spiacevoli situazioni rivolgetevi sempre ad un chirurgo plastico ricostruttivo che meglio saprà interpretare le vostre esigenze e la cui preparazione, non solo tecnica, gli consentirà di intervenire con sicurezza e precisione nel raggiungimento dell’ottimale estetico.

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Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Migliorare l’estetica delle gambe: Chirurgia o Medicina Estetica?

Cosa raccontano le gambe di una donna?

Le gambe, oltre che a farci camminare, hanno avuto nel corso dei secoli una valenza molto erotica, più o meno forte a seconda delle epoche e delle società.

Come scrisse Desmond Morris, famoso etologo britannico : “Nella cultura occidentale l’esposizione delle gambe fu spesso utilizzata dalle donne per stuzzicare l’essere maschile. In periodi differenti, la parte della gamba visibile agli occhi maschili è variata in misura considerevole. Nel secolo scorso le gambe delle donne si eclissarono del tutto per periodi oltretutto prolungati e persino una brevissima occhiata a una caviglia poteva suscitare turbamento. Questa soppressione di una parte del corpo così particolare e delicata, carica di valenza erotica, fu così intensa e totale che in ambienti cosiddetti educati persino la parola gamba divenne censurata. Addirittura  le gambe del pianoforte, nell’epoca vittoriana, si pensava evocassero alle volte gambe umane nude. Dovettero essere rivestite a dovere con stoffe guarnite di trine onde evitare qualsiasi tipo di immaginazione sulle stesse”.

Soprattutto nell’arte si cerca di indagare come e perché le gambe siano ancora oggi soggetto irrinunciabile della produzione artistica, dai grandi autori del tempo fino ai nostri giorni. Infinito lo spettro di possibilità espressive che offre. Senza il corpo, probabilmente non ci sarebbe l’arte stessa. Ogni opera che rappresenti il corpo umano, e in particolare l’imponenza di gambe ora forti e maschili, ora sinuose, delicate e femminili, si pone in contatto diretto con ogni individuo. Nonostante la ridefinizione dell’arte e il moltiplicarsi di tendenze succedute nell’ultimo secolo, la parte anatomica delle gambe rimane quindi ancora protagonista assoluta della ricerca di svariati artisti, contemporanei e non.

Come fare quindi ad avere gambe belle e sgombre da inestetismi? Non esiste una risposta univoca a questo quesito. L’unica cosa indiscutibile è che gli arti inferiori sono soggetti a tutta una serie di difetti estetici, il più delle volte legati ad una conformazione somatica del soggetto. Il patrimonio genetico di ognuno di noi, in generale, ha quindi un ruolo decisivo anche nell’aspetto delle gambe. Ovviamente, per migliorare la loro sinuosità e compattezza cutanea, non si può trascurare lo stile di vita, come ad esempio un’attività sportiva continuativa, una corretta alimentazione o altri rimedi. Ma a volte tutto questo non è sufficiente a risolvere i fastidiosi inestetismi.

I principali inestetismi che moltissime donne lamentano a livello di questa regione sono gli accumuli adiposi localizzati e la presenza dei capillari; nel primo caso sarà necessario un intervento di lipoaspirazione, nel secondo l’utilizzo del laser.

La lipoaspirazione o liposuzione è l’intervento di chirurgia estetica che riconsegna, tramite l’asportazione del tessuto adiposo in eccesso, un aspetto tonico, snello, armonioso e slanciato agli arti inferiori, donando e restituendo alle gambe un equilibrio di proporzioni tra il tronco e la parte inferiore del corpo.

Tutti i distretti anatomici degli arti inferiori possono essere trattati attraverso la lipoaspirazione.

Il primo importantissimo step è quello di rivolgersi ad un chirurgo plastico referenziato che in sede di visita valuterà attentamente tutte le esigenze del paziente, chiarendo ogni singolo dubbio, magari anche comparando immagini fotografiche di casi simili al suo, scattate nel pre- e nel post-operatorio.

Al termine del consulto il medico prescriverà gli esami preoperatori da effettuare e solo dopo averli valutati con esito positivo il paziente potrà sottoporsi all’intervento.

L’intervento comporta delle microincisioni chirurgiche del diametro di pochi millimetri attraverso le quali saranno introdotte delle cannule che aspireranno il grasso in eccesso , riconsegnando alle zone trattate caratteri di proporzione ed equilibrio con il resto del corpo. Nei casi in cui all’eccesso adiposo si aggiunge un importante eccesso cutaneo sarà necessario effettuare contestualmente un intervento di lifting delle cosce per raggiungere l’ottimale estetico. In questo modo si avranno i vantaggi post operatori di una lipoaspirazione e si riuscirà a eliminare anche la pelle, senza un ampio scollamento dei tessuti, evitando così i rischi di sieroma e sanguinamento. Nel postoperatorio il paziente dovrà indossare delle guaine elastocompressive per almeno 1 mese. L’attività sportiva è compatibile con il decorso post-operatorio solo dopo circa un mese dall’intervento.

Si otterrà un risultato ottimale a circa 6 mesi dall’intervento.

Nei casi di cellulite ai primi stadi, la Medicina Estetica propone la Mesoterapia,  una tecnica di somministrazione di farmaci per via intradermica. 

Tale metodica era forse già attuata nel 400 a.C. da Ippocrate, ma la sua diffusione nel mondo medico scientifico risale agli anni ‘50. Semplice nella sua concezione, richiede un’adeguata formazione per essere eseguita efficacemente. Si tratta di multiple iniezioni di una particolare soluzione farmacologica effettuate tramite sottilissimi aghi, appositamente selezionati per la mesoterapia: gli aghi, della lunghezza di 6 mm, permettono d’iniettare nell’area intradermica piccole quantità di farmaco.

Il vantaggio di questa tecnica consiste proprio nel poter utilizzare dosi ridotte di un particolare principio attivo, dosi che diffondono nei tessuti sottostanti l’inoculazione e persistono per più tempo rispetto alla via di somministrazione intramuscolare, con vantaggi quali l’effetto prolungato nel tempo, il ridotto coinvolgimento di altri organi e la riduzione del rischio di eventi avversi o effetti collaterali.

Il laser per i capillari invece interviene su queste lesioni benigne che sono causate da una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni localizzati nella parte superficiale della pelle e che possono manifestarsi come striature lineari più o meno estese di colore rosso violaceo e/o bluastro. Le cause sono svariate: predisposizione genetica, fattori ormonali, eccessiva esposizione solare, obesità, esiti di trattamenti estetici non corretti e, non in ultimo, il fumo.

La scienza medica si è molto evoluta per la risoluzione di questo trattamento con l’avvento di laser in grado di eliminare in modo selettivo il vaso sanguigno, senza danneggiare la cute sana soprastante. Uno degli strumenti più all’avanguardia e di ultima generazione è il laser Nd:YAG a impulso lungo. Il laser produce un raggio di 1064 mm di lunghezza d’onda che viene rilasciato mediante una particolare tecnologia atta ad emanare  impulsi di lunga durata. Il raggio laser riesce così ad attraversare la pelle senza danneggiarla colpendo in modo selettivo il capillare che, sigillato, senza bruciare o tagliare la cute, scompare all’istante. Il laser viene emesso tramite un manipolo associato ad un apposito sistema di raffreddamento cutaneo eliminando il rischio di effetti collaterali oltre a trasmettere un effetto anestetico.

Nella maggior parte dei casi  il trattamento è indolore o si avverte una leggera sensazione simile ad un colpo di elastico sulla pelle. Subito dopo la seduta la cute si presenta lievemente arrossata e talora compaiano piccoli rilievi lungo il passaggio del vaso (tipo ponfi da puntura di insetto) che si risolveranno nel giro di massimo 2-3 giorni.

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Come prendersi cura delle proprie mani

Come prendersi cura delle proprie mani

Come prendersi cura delle proprie mani

Alcuni testi assiri del VII secolo a.C. descrivono i preparativi di matrimonio di una giovane donna attraverso la cura del palmo delle mani e delle unghie con l’hennè. In Cina le donne dipingono fiori sulle unghie durante gli incontri importanti, mentre in India si spalmano sulle mani paste colorate e strass per identificare ancor di più la loro fertilità.

Come sussurrava Ernst Fisher: “la mano è il vero organo della civiltà, iniziatore dell’evoluzione umana”. Quanto è importante il linguaggio del corpo di una donna, soprattutto tramite le sue mani. Le mani si aprono, si chiudono e ogni volta sembra di leggervi quasi la presenza di un segreto. La storia delle mani altrui alle volte ci distrae e ci attrae, facendoci immaginare personalità tutte da scoprire.

Osserviamo le mani nella pittura: sono mani che si protendono oltre la tela, mani che si adagiano delicatamente in grembo, mani intimidite, mani sicure che accarezzano o che mostrano forza. La rappresentazione delle mani è talmente complessa che una gran parte del lavoro degli artisti di tutti i tempi si è incentrato sullo studio e l’analisi delle loro varie posizioni.

Come non citare la “Main ouverte” dell’architetto e pittore svizzero Le Corbusier? Un’opera di solenne monumentalità, dal significato marcatamente simbolico in cui la mano diventa rappresentazione di una capitale (Chandigarh) aperta a ricevere ricchezze da distribuire ai popoli del mondo, un segno della nostra epoca.

Le mani distinguono le donne, l’evoluzione le ha rese flessibili, delicate, precise. Svelano la nostra salute, il nostro carattere e la nostra sensualità e come scrive Dacia Marainiin una carezza o in una stretta di mano c’è più sensualita che nel vero e proprio atto d’amore”.

Dobbiamo quindi prenderci cura delle nostre mani, giorno dopo giorno quando vengono aggredite dal freddo, dai raggi solari, dalle sostanze chimiche e dai frequenti lavaggi.

La pelle del dorso delle mani, particolarmente sottile e delicata, si presenta molto simile a quella del contorno occhi e, a differenza di quella dei palmi che invece è più spessa, anche per ovvie esigenze di “presa”, presenta un solo strato corneo.

L’invecchiamento cutaneo delle mani è costituito dalla comparsa sul dorso di macchie ipercromiche, più o meno numerose ed evidenti, e dalla scheletrizzazione, più o meno accentuata, dei vari compartimenti.

Per questi fenomeni e per ridurre l’invecchiamento delle mani, i professionisti del settore consigliano trattamenti come “peeling” per ridonare luminosità all’epidermide e per schiarire le eventuali macchie cutanee, “biorivitalizzazione” per restituire freschezza, elasticità e compattezza e “filler” per ripristinare i volumi persi.

I trattamenti sono indolore e solo in casi particolari necessitano dell’applicazione preliminare di una crema anestetica.

Mani belle e curate, dall’aspetto giovane e fresco, ci aiutano quindi ad accarezzare la vita, gli altri e noi stessi. Non tardiamo a rivolgerci a medici esperti quali gli specialisti in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, professionisti capaci di consigliarci il trattamento più adatto per risolvere il nostro inestetismo.

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Problemi di cellulite… ecco come affrontarli!

Problemi di cellulite… ecco come affrontarli!

Problemi di cellulite… ecco come affrontarli!

La Cellulite…si può definire una malattia molto democratica, perché colpisce tutti, grandi piccini, ricchi, poveri, belli e brutti, ma è un inestetismo (e non solo) gradito a nessuno.

La Cellulite o P.E.F.S. (Panniculopatia Edemato Fibro Sclerotica) è un fenomeno che può dipendere da fattori familiari, ormonali, costituzionali e non ultimi vascolari. Tutti questi fattori possono essere aggravati da vita sedentaria, stress, disturbi intestinali, malattie epatiche, cattiva alimentazione.

Si presenta prevalentemente in determinate zone del nostro corpo, come glutei e cosce, ma spesso anche a livello delle braccia; anche se le donne affette da obesità o da sovrappeso sono più a rischio, la cellulite può comparire anche nelle donne magre proprio perché la sua origine è legata ad una molteplicità di fattori.

Una vita stressante, l’assenza di moto, l’abitudine a indossare un abbigliamento troppo stretto, possono essere concause nella comparsa della cellulite.
Quando la circolazione risulta compromessa, cellule e capillari non ricevono nutrimenti e adeguata ossigenazione e possono verificarsi delle infiammazioni, con conseguente perdita di tono e di elasticità dei  tessuti.

Ai primi segni di comparsa bisognerebbe subito correre ai ripari, correggendo le proprie abitudini legate  all’alimentazione e al movimento. L’introduzione di alimenti sani e bilanciati che favoriscano, insieme ad una regolare attività fisica che riattivi la circolazione sanguigna, un buon drenaggio di liquidi e tossine, sono arma indiscussa soprattutto nel percorso di prevenzione.

La donna moderna, così attenta agli inestetismi del proprio corpo, cerca sempre di escogitare soluzioni miracolose affinché questo brutto inestetismo cutaneo scompaia definitivamente. Esiste infatti anche un effetto controverso psicologico legato alla sensualità , all’essere donne perfette. Perché come diceva Oriana Fallaci: “La femminilità è un’opinione”.

I primi rimedi studiati nell’ambiente casalingo furono  gli impacchi di fondi di caffè, i massaggi al limone o gli srub al sale. Questi metodi arcaici sono stati soppiantati oggi dall’applicazione di creme che in pochi giorni, massaggiate a dovere sulla parte lesa, promettono effetti miracolosi.

Ma in realtà il lavoro richiesto è molto più complesso ed è possibile solo grazie ad un approccio multidisciplinare: nutrizionale, fisico-sportivo e medico-estetico.

Nei casi di cellulite ai primi stadi, la Medicina Estetica propone la Mesoterapia,  una tecnica di somministrazione di farmaci per via intradermica. 

Tale metodica era forse già attuata nel 400 a.C. da Ippocrate, ma la sua diffusione nel mondo medico scientifico risale agli anni ‘50. Semplice nella sua concezione, richiede un’adeguata formazione per essere eseguita efficacemente. Si tratta di multiple iniezioni di una particolare soluzione farmacologica effettuate tramite sottilissimi aghi, appositamente selezionati per la mesoterapia: gli aghi, della lunghezza di 6 mm, permettono d’iniettare nell’area intradermica piccole quantità di farmaco.

Il vantaggio di questa tecnica consiste proprio nel poter utilizzare dosi ridotte di un particolare principio attivo, dosi che diffondono nei tessuti sottostanti l’inoculazione e persistono per più tempo rispetto alla via di somministrazione intramuscolare, con vantaggi quali l’effetto prolungato nel tempo, il ridotto coinvolgimento di altri organi e la riduzione del rischio di eventi avversi o effetti collaterali.

Nei casi invece di cellulite estesa e cronica, presente in stadi avanzati, la Chirurgia Plastica consiglia un trattamento chirurgico ad hoc chiamato Liposuzione (Lipoaspirazione o Liposcultura). 

Tutti pensano che la liposuzione serva ad eliminare la famigerata cellulite: ma è vero che questo intervento aiuta ad eliminare il tanto odiato aspetto “a buccia d’arancia”?

In parte è vero perché in seguito all’aspirazione del tessuto adiposo mediante l’utilizzo di apposite cannule la pelle si retrae diventando maggiormente compatta e tesa. Con l’assorbimento dell’edema e la completa guarigione sarà meno visibile l’aspetto “a buccia d’arancia”. Ma l’intervento non è risolutivo perché non servirà ad eliminare i processi patologici presenti alla base di questa problematica, come la ritenzione idrica e l’alterazione del microcircolo.

La psicoterapeuta Susie Orbach sosteneva che “Le immagini che abbiamo della femminilità e quelle della magrezza sono quasi le stesse” sottolineando l’idea che le donne hanno di sé.

Solo un Chirurgo Plastico, preparato, qualificato e onesto nelle sue valutazioni, capace di affrontare il problema specifico insieme a quello psicologico della paziente, avvalendosi di collaboratori specializzati, potrà aiutare realmente le donne a scegliere la via migliore per esprimere la loro femminilità attraverso un corpo che sentano davvero loro, senza alterarne l’anatomia e senza perdere le giuste proporzioni estetiche.

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Medicina Estetica… per scelta e non per moda!

Medicina Estetica… per scelta e non per moda!

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La vita è il più prezioso dei beni di questa terra e in ogni tempo si andò alla ricerca di infiniti mezzi atti a farla durare quanto più a lungo possibile. Erano già allora metodi  che in qualche modo sussurravano l’arte del ringiovanimento, a tal punto che in molti vi prestavano attenzione attraverso l’applicazione di trucchi e ornamenti.

Quante donne, e non solo le donne, giorno per giorno si guardano allo specchio con il terrore dell’invecchiamento del loro viso. La donna fa del suo meglio per essere all’altezza dei modelli proposti dai media, per gli amici, per il marito, confermando il senso estetico ormai presente in tutti noi e affermando la propria identità più innovativa e piacevole.

Sicuramente la Medicina Estetica offre infiniti ed efficaci metodi in grado di aiutarci ad ovviare a questo fenomeno, che purtroppo ormai accomuna tutti, e ci permette nel contempo di  guarire anche  l’anima, di soddisfare le esigenze della nostra psiche e del nostro cuore.

Ricorrere ad essa forse, per menti meno aperte, potrebbe significare la non accettazione di sè, la mancanza di autostima, il capriccio, l’insoddisfazione. La storia invece racconta, che già 2000 anni prima di Cristo gli Indiani ricostruivano il naso che veniva amputato alle adultere perché da sempre l’immagine e la sua esaltazione nel rispetto dei valori della bellezza hanno sempre rivestito un’importanza primaria. E tutte le arti figurative di ogni tempo non esisterebbero se non esistesse la “religione della bellezza”.

La nostra società tende spesso a colpevolizzare coloro che vogliono cercare in qualche modo di opporsi al proprio invecchiamento mentre forse, prima ancora di farne un problema morale, bisognerebbe cercare di diffondere un’informazione corretta, trasmettendo la corretta indicazione dei vari trattamenti.

La cura della nostra pelle, per esempio, può riparare i danni subiti a causa dell’invecchiamento e può favorire un ripristino delle sue funzioni, ridonando elasticità, colore, luminosità, tonicità. La Medicina Estetica ha davvero tanti trattamenti da proporre: il Peeling, la Tossina botulinica, il Laser, il PRP e la biorivitalizzazione sono fra gli interventi più comuni, assolutamente poco invasivi e con la massima sicurezza del risultato che ci permetterà di farci riconoscere da noi stessi e dagli altri come persone dal viso più giovane e sano.

Non facciamoci condizionare dalla moda dell’essere giovani per forza, ma lasciamoci trascinare tranquillamente dai nostri desideri di migliorarci, dall’idea di rallentare il tempo che scorre sul nostro viso; assicuriamoci però di essere accompagnati in questo percorso da professionisti seri e preparati, attenti, onesti e lontani dal consumismo estetico. Solo così riusciremo a rinfrescare il nostro aspetto in modo del tutto naturale.

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Acne ed esiti di acne: come intervenire per migliorarne l’impatto estetico

Acne ed esiti di acne: come intervenire per migliorarne l’impatto estetico

Acne ed esiti di acne: come intervenire per migliorarne l’impatto estetico

Il poeta e filosofo francese Paul Valery diceva “Quello che c’è di più profondo nell’essere umano è la pelle ”. Ogni essere umano trova la propria bellezza in un suo spazio profondo ed è per questo che il problema dell’acne diventa complesso e può scatenare emozioni negative e problemi psicologici che non vanno trascurati. Secondo una recente indagine americana svolta su duemila pazienti, pubblicata su BioPsychoSocial Med, tra le conseguenze psicologiche principali dell’acne ci sono la mancanza di fiducia in sè stessi, le difficoltà nelle relazioni sentimentali, i problemi scolastici e la difficoltà a trovare un lavoro. Secondo gli autori della ricerca, la riduzione della qualità della vita nelle persone affette da acne sarebbe in alcuni casi paragonabile a quella di pazienti affetti da malattie più gravi come il diabete, l’artrite, l’asma e l’epilessia.

Esistono una serie di fattori scatenanti per questa malattia cronica, tra cui l’aumento degli ormoni sessuali che caratterizza il periodo dello sviluppo maschile e femminile quando anche la cute subisce importanti modificazioni, in gran parte pilotate dall’azione di questi ormoni su ghiandole sebacee e ghiandole sudoripare. L’eccessiva secrezione sebacea e l’accentuata cheratinizzazione del canale sebaceo sono alla base del problema e sono correlate agli ormoni androgeni come il testosterone, prodotti da ovaie, testicoli e ghiandole surrenali.

Anche lo  stress può rappresentare un fattore scatenante  perché gli stress emotivi possono aumentare la produzione degli ormoni androgeni, e sicuramente anche una cattiva alimentazione troppo ricca di zuccheri e grassi saturi, come quella che prevede salumi, formaggi, dolciumi e alcolici, può contribuire al peggioramento delle manifestazioni cutanee.

Quando i pori della cute vengono otturati dal sebo, da batteri e da cellule morte, si viene a formare un comedone, chiamato comunemente punto nero o bianco. Il colore del comedone varia in base a come si presenta l’apertura del poro. Se si tappa perché completamente ostruito dalle sostanze che vi si annidano  si ha il punto bianco, se invece si apre si verifica una ossidazione dei lipidi con migrazione di cellule ricche di melanina e sebo che favoriscono la formazione di una tipica puntina scura.
Una volta spuntati, i comedoni aperti (punti neri) possono regredire, rimanere tali oppure degenerare in acne infiammatoria con la formazione di papule e pustole.

L’acne può interessare diverse zone del corpo in cui la cute è più ricca di ghiandole sebacee: il viso (specialmente fronte,  guance e mento), ma anche il collo, il petto, il dorso delle braccia, il cavo ascellare e la parte superiore della schiena. Può presentarsi  in forma lieve, ma il problema può diventare anche grave quando interessa i tessuti più profondi portando alla formazioni di cisti e lasciando cicatrici spesso molto evidenti.

Esistono diversi trattamenti per eliminare l’acne e i segni dell’acne, i più diffusi sono i peeling (spesso associati a biorivitalizzazione con acido ialuronico), il PRP (Plasma arricchito di Piastrine) e il Laser.

Ognuno di questi trattamenti è indicato in una particolare fase del percorso volto a migliorare l’impatto estetico dei segni di questa patologia; questo iter terapeutico potrebbe prevedere una sola di queste metodiche o l’integrazione delle stesse.

Vista la complessità e la variabilità del quadro clinico è opportuno, per valutare il tipo di trattamento da effettuare, eseguire preliminarmente un’accurata visita specialistica da un professionista del settore,  durante la quale si potranno esaminare zone interessate ed entità di eventuali cicatrici.

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