Come tonificare l’addome

Come tonificare l’addome

Come tonificare l’addome

Un proverbio dice: “Il solo grosso ventre per il quale si deve gioire è quello della donna incinta.”

Desiderare un addome tonico, compatto e senza accumuli adiposi accomuna le donne e gli uomini, i più giovani e i meno giovani per cui le strategie proposte sono rivolte a tutti e sono infinite, dalle tisane carminative, alle creme riducenti fino alle diete lampo ipocaloriche.

Avere la pancia piatta va oltre il semplice fattore estetico perché il grasso addominale non è bello, non ci piace, ma soprattutto non è sano e può essere un indicatore diretto di diverse patologie, come le malattie cardiache e il diabete di tipo 2.

Perdere peso in questa zona del corpo non è facile e non è possibile dal giorno alla notte. Bisogna essere motivati e soprattutto impegnarsi nel migliorare le abitudini quotidiane. L’alimentazione la fa da padrona: i una dieta sana e completa che preveda un giusto apporto calorico e l’assunzione di cibi che aiutino ad eliminare il gonfiore addominale o il buon drenaggio dei liquidi è sicuramente l’arma più potente per evitare accumuli adiposi e uno sgradevole aspetto prominente del ventre.  L’attività fisica, effettuata con equilibrio e magari con l’aiuto di un personal trainer qualificato che possa personalizzare l’allenamento, può contribuire certamente al miglioramento dei fianchi e della zona dell’addome.

Tutto questo purtroppo però ha soprattutto una valenza preventiva, ma può non essere sufficiente per risolvere situazioni più complicate, dove si rilevano ventri eccessivamente pronunciati con magari una cute che, a causa degli anni, non è più perfettamente elastica.

Col passare del tempo la pelle si assottiglia con un aumento del rischio di smagliare quando si crea ridondanza di grasso. Importanti perdite di peso inoltre possono portare ad un aspetto di cute lassa fino ad arrivare al cosiddetto “grembiule” quando la pancia arriva ad adagiarsi sulle cosce.

La chirurgia plastica riesce ad intervenire con diversi metodi a seconda del tipo di inestetismo.

Se c’è un aumento di adipe con pelle tonica ed elastica il trattamento consigliato è la liposcultura ossia il rimodellamento corporeo attraverso l’eliminazione di depositi di grasso localizzati, resistenti a qualunque tipo di dieta o ginnastica. Consiste nell’asportare il grasso sottocutaneo in eccesso con l’utilizzo di microcanule. L’intervento può essere eseguito in regime di Day-Hospital o con un ricovero che non supera generalmente le 24 ore, con anestesia locale, spinale/epidurale o, in alcuni casi, generale.

Se invece la pelle è anelastica si consiglia una addominoplastica, ossia la rimozione della cute e del tessuto adiposo in eccesso nella parte centrale e bassa dell’addome, al di sotto dell’ombelico, al fine di tendere la parete addominale e risistemare la parete muscolare. Se l’eccesso adipo-cutaneo non è eccessivo, talvolta non è necessario il riposizionamento dell’ombelico, allora l’intervento sarà di miniaddominoplastica.  Questo intervento si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentato ed ha una durata di circa 3-4 ore.

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Come ottenere braccia più sinuose

Come ottenere braccia più sinuose

Come ottenere braccia più sinuose

Fernando Botero, grande artista d’arte contemporanea, diede vita alle “figure grasse” attraverso l’uso di “forme dilatate” che costituirono un tratto di estrema riconoscibilità e altamente distintivo della sua arte. Ma perché Botero dipingeva donne grasse e con le braccia grosse? Ecco la risposta: all’età di ventiquattro anni Botero per la prima volta applicò la sua dilatazione non a un essere vivente, bensì a un oggetto, un mandolino. L’artista stava dipingendo uno studio per una natura morta (poi divenuta nota come Natura morta con mandolino) e aveva però raffigurato il foro di risonanza dello strumento in proporzioni decisamente più piccole rispetto al normale, facendolo risultare molto più tozzo e allargato rispetto a un mandolino raffigurato con il foro nelle proporzioni corrette. L’artista fu allo stesso tempo colpito e attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava una profonda sensualità. Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare le forme di altri oggetti, di animali e di esseri umani.

“Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna ho sempre quest’idea del volume e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse” scriveva Botero.

Per la maggior parte delle donne invece i lineamenti e le forme si muovono con armonia solo se risultano esili e delicati e gli inestetismi allontanano dalla convinzione di perfezione provocando uno stato di disagio.

Il disagio di avere le braccia grosse affligge molte donne perché non correlato semplicemente ad un inestetismo che si fa presente d’estate, nel momento di scoprirsi, ma piuttosto ad un accumulo adiposo, ad un rilassamento cutaneo e ad uno scarso tono muscolare che, fuori da ogni stagione, tolgono piacevolezza nell’osservazione di quella parte del proprio corpo che prima appare davanti allo specchio.

Secondo gli esperti di MedlinePlus, le braccia incominciano a mostrare flaccidità già a partire dai 30 anni principalmente per due cause: l’accumulo di grasso e la perdita di elasticità della pelle. L’eccesso di tessuto adiposo può essere causato, oltre che da un eventuale peggioramento delle abitudini alimentari, anche dai normali cambiamenti del corpo dovuti al passare del tempo. La riduzione fisiologica della massa magra con perdita del tono muscolare rende inoltre maggiormente evidente il rilassamento cutaneo che caratterizza l’età avanzata.

Sull’accumulo adiposo e sul tono muscolare sono sicuramente determinanti una buona alimentazione, sana e bilanciata insieme ad una adeguata attività fisica mirata al mantenimento della massa muscolare, ma più difficile diventa l’intervento sul rilassamento cutaneo. La chirurgia estetica può provvedere con il lifting braccia, operazione ottimale per risolvere questo tipo di inestetismo

Con il lifting si elimina quell’eccesso di tessuto dalla parte interna delle braccia che provoca un inestetismo denominato “braccia ad ali di pipistrello”. Il lifting delle braccia viene eseguito, in anestesia locale o generale, praticando una incisione nella piega ascellare e lungo la parte interna del braccio attraverso la quale vengono rimossi gli eccessi di pelle e/o adipe. Viene così ripristinato il tono dei tessuti ed eliminate pieghe e rugosità, restituendo al braccio un aspetto più definito. L’operazione termina con l’applicazione di un bendaggio elastocompressivo che verrà rimosso a una settimana dall’operazione. Per qualche giorno si potrà avvertire dolore più o meno intenso, ma assolutamente controllabile con i comuni farmaci analgesici.  È consigliabile limitare l’uso delle braccia per almeno 10/15 giorni dopo l’intervento onde evitare trazioni sulle ferite chirurgiche in via di cicatrizzazione.

Chi desidererà avere braccia più affusolate le avrà e chi vorrà mantenere solo la proporzione desiderata rimarrà soddisfatto. Sarà recuperata la tonicità e ritrovata l’armonia, sia per il corpo che per la mente, con il piacere di riconoscersi e di piacersi.

Le donne sanno che “In un abbraccio, come in una stretta di mano, a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore.” (Dacia Maraini)

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Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Borse, palpebre rilassate, occhiaie e quelle tanto detestate “zampe di gallina” possono cambiare lo sguardo, spegnere anche gli occhi più vivaci e diventare un certificato anagrafico troppo visibile.

Certamente è importante imparare ad accogliere e magari anche ad amare i propri cambiamenti, trasformando i nostri personali caratteri e i segni del tempo anche in un tratto inconfondibile della nostra personalità. Grandi attrici come Anna Magnani, Charlotte Rampling o Lauren Bacall si sono fatte vanto dei loro inestetismi per conferire a sé stesse un fascino che il pubblico ammirava però ciò non esclude la possibilità anche per una bella e seducente donna di ridare luce al proprio sguardo. Alla bellezza degli occhi fa bene l’allegria mentre la stanchezza, l’ansia e la tensione creano lineamenti contratti con precoce formazione di rughe: lo sguardo vincente si autoelimina con le sofferenze e le difficoltà che inevitabilmente segnano la vita di una donna.

Nel mondo dell’arte l’occhio è il centro, il nucleo, il tema fondamentale che alimenta qualsiasi estro. L’occhio sta nell’arte come il centro della Terra sta al pianeta: materia magmatica e iridescente che determina la struttura del tutto. Per questo è importante vestirlo di meraviglia e mantenere il suo significato. In ogni dipinto si trova una composizione la cui unità avvolge l’occhio e quindi lo sguardo e la sua importanza, che permette a chi lo osserva di evocare la forza di un’emozione che l’artista vuole trasmettere e far amare, quella più significativa. Sarà proprio lo sguardo a plasmare la pittura, perché l’occhio non è l’organo di un solo senso, ma anche e soprattutto quello del sentimento. Leonardo lo definì “finestra dell’anima” nel suo “Trattato sulla Pittura”, mentre Salvador Dalì fece dell’occhio una vera ossessione utilizzandolo per scenografie, sculture, film e scatti fotografici ironici e spiazzanti.

Gli occhi non sono solo lo specchio dell’anima, ma possono anche “frugare” negli occhi altrui. Uno sguardo penetrante può essere insostenibile. Gli occhi e le loro espressioni possono divenire tramite fondamentale di approvazione e di conferma.

La chirurgia plastica ci può aiutare a ridonare al nostro sguardo quell’espressione e quella naturale freschezza che trasmetta le nostre emozioni e il nostro carisma senza il peso dell’inestetismo portato dal tempo.

La blefaroplastica superiore è un intervento di chirurgia estetica che aiuta a cancellare i segni dell’età. Si effettua quando la cute nell’area superiore dell’occhio è in eccesso e va a coprire la rima palpebrale specialmente sul margine laterale, rattristando lo sguardo. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale (con o senza sedazione).

Nell’intervento di blefaroplastica superiore viene valutato e disegnato l’eccesso cutaneo da asportare. Si andrà poi a rimuovere l’eccesso di pelle e le eventuali borse adipose sottostanti attraverso un’incisione nascosta nella piega naturale della palpebra prolungata nella regione del canto esterno. La cute viene poi suturata con un filo di sutura molto sottile.

La blefaroplastica inferiore detta anche mid-facial lifting invece, è un intervento che ha come obiettivo la rimozione delle borse palpebrali inferiori, donando all’intero viso un aspetto più riposato. Nell’invecchiamento del volto è soprattutto lo sguardo ad invecchiare, per tale motivo non è sufficiente compiere un semplice intervento di blefaroplastica inferiore con le tecniche tradizionali, ma è consigliato eseguire un mini-lifting (mid-facial) che permette di riposizionare i volumi sotto-palpebrali e zigomatici che si sono dislocati.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione. Nell’intervento di blefaroplastica inferiore l’incisione viene effettuata a circa 2 mm dalla rima della palpebra inferiore. Il tessuto adiposo in eccesso viene ridistribuito nei vari compartimenti anatomici e se necessario si asporta l’eccesso cutaneo, ridonando freschezza e naturalezza allo sguardo. La cute viene suturata con fili molto sottili. L’intervento richiede un regime ambulatoriale o di Day-Hospital: il paziente potrà quindi essere dimesso il giorno stesso dopo una degenza assolutamente rilassante. Potranno esserci eventualmente ecchimosi che potranno essere di lieve o media entità e che scompariranno fra il quinto ed il decimo giorno dall’intervento.

“Ci sono due modi per guardare il volto di una persona. Uno, è guardare gli occhi come parte del volto, l’altro, è guardare gli occhi e basta…come se fossero il volto.”
(Alessandro D’Avenia)

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Come intervenire sulle macchie della pelle

Come intervenire sulle macchie della pelle

Come intervenire sulle macchie della pelle

La pelle è un foglio di tessuto prezioso che avvolge il nostro corpo. Considerata un organo complesso soprattutto dal punto di vista sociale e psicologico, essa delimita un confine tra il mondo esteriore e quello interiore, tra l’ambiente e il proprio sé, spesso spia infallibile del nostro stato d’animo, quando arrossiamo o quando ci viene la pelle d’oca.

Sulla pelle nuovi colori si stratificano, elementi di forma si modificano nel tempo, a causa dell’ambiente, delle malattie e dell’invecchiamento naturale. La pelle può essere davvero paragonata alla tela di un pittore: la comparsa di una problematica come una malattia cutanea, cambia i colori, le linee e le forme rendendola in continuo rimaneggiamento.

L’arte invece, con i suoi dipinti e le sue sculture levigate, ci sussurra la valenza della bellezza estetica della pelle, capace di mostrare mediante il suo colore, la sua conformazione e i suoi incisi, culture, età, emozioni ed espressioni significative.

Persino l’arte del tatuaggio trova un nuovo orizzonte nel cosiddetto tatuaggio realistico o ritrattistico, trasformando la pelle del corpo in una tela su cui disegnare forme e colori in un messaggio che porta sempre con sè un significato intenso e personale.

L’iperpigmentazione si presenta più frequentemente nelle donne, soprattutto in un’età che varia dai 45 ai 50 anni, e può derivare spesso anche da assunzione di farmaci estroprogestinici con forte concentrazione ormonale, dalla gravidanza o per effetto di carenze nutrizionali importanti. Il melasma predilige le donne e si presenta soprattutto sul volto, sotto forma di macchie scure irregolari, che tendono a confluire e ad accentuarsi con l’esposizione al sole. Non sono ancora chiari i meccanismi che causano questa iperpigmentazione, ma diversi fattori, tra cui la predisposizione genetica, l’esposizione ai raggi solari o artificiali (lampade), i contraccettivi orali, la gravidanza e, più in generale, i cambiamenti ormonali, giocano un ruolo importante. Le lentigo solari, dette anche senili, perché più comuni negli anziani, sono invece macchie scure circoscritte della cute esposta ai raggi solari o alle lampade abbronzanti. Sono il risultato di un’eccessiva e incontrollata fotoesposizione. Oltre a essere più diffuse negli anziani, hanno una predilezione per chi ha un fototipo chiaro (I e II) e quindi una pelle più delicata. Compaiono soprattutto nelle zone più esposte alla luce solare (viso, decoltè, braccia e dorso delle mani) e hanno un colore che va dal marrone chiaro al nero con dimensioni da pochi millimetri a 1-2 centimetri.

Esistono diverse tecniche di medicina estetica che permettono un miglioramento o addirittura la risoluzione del problema, ma prima di utilizzarle è fondamentale un’accurata diagnosi medica basata non solo sulla valutazione delle macchie, ma anche sull’utilizzo di metodiche che permettano di definirne le caratteristiche in modo da indirizzare al meglio il tipo di trattamento.

Ad esempio, i trattamenti laser che permettono di combattere con efficacia inestetismi della pelle come rughe e rilassamento cutaneo, cicatrici ed esiti di acne, risolvono anche macchie cutanee, angiomi e  capillari. Si possono utilizzare diverse tipologie di laser, che differiscono per la lunghezza d’onda emessa, in quanto ciascun tipo di impulso laser viene assorbito da un particolare pigmento e quindi ha un diverso ”bersaglio”. Il laser CO2 , il laser frazionale e la luce pulsata sono gli strumenti più indicati per combattere questi inestetismi: intervengono in modo mirato andando ad eliminare le cellule della pelle invecchiata e promuovendo la crescita di nuove cellule del derma  e dell’epidermide.

Anche il peeling chimico aiuta ad eliminare le macchie della pelle, oltre a farla appare più luminosa, elastica e distesa. Stimola la rigenerazione cellulare e consente di esfoliare in modo rapido e indolore gli strati superficiali consentendo così alle cellule di rigenerare in profondità nuovi strati cutanei. Elimina le cellule cutanee danneggiate e degenerate, che vengono sostituite da cellule epidermiche normali. Agisce sulla pelle del viso attraverso l’azione di vari agenti chimici tra cui l’acido salicilico, l’acido glicolico, l’acido tricloroacetico, l’acido piruvico, l’acido lattico e l’acido mandelico. Dopo ogni peeling chimico è assolutamente importante evitare l’esposizione al sole.

Molti sono coloro che si mostrano spaventati dal sopraggiungere della vecchiaia e dai cambiamenti fisici che essa comporta, ma questa stagione della vita offre una saggezza capace di condurci con sicurezza verso il raggiungimento della propria accettazione, anche col supporto di piccoli interventi di qualità assicurati da professionisti seri, competenti e preparati.

Come diceva Oscar Wilde: “finchè una donna può sembrare più giovane di dieci anni di sua figlia, è perfettamente soddisfatta”.

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Il sorriso: espressione di bellezza e verità

Il sorriso: espressione di bellezza e verità

Il sorriso: espressione di bellezza e verità

Il sorriso è forse una delle più potenti armi di persuasione e seduzione appartenente al genere umano, uno strumento che permette di trasmettere ottimismo, simpatia, approvazione, complicità.

Oscar Wilde diceva : “Se vuoi dire la verità alla gente, falla ridere, altrimenti ti uccideranno”. Un aforisma assolutamente vero nel contesto di un mondo che cerca mezzi per trovare entusiasmo nell’esistenza quotidiana e qualcosa di positivo anche nelle realtà difficili.

Molti di noi sottovalutano il sorriso, forse perché convinti che, anche senza di esso, la nostra anima riesca a trasparire insieme alla nostra ilarità più accesa, al nostro spirito più divertente e intelligente. Ma un sorriso trasmette molto di più: svela le nostre emozioni in tutta la loro limpidezza, appaga lo sguardo di coloro che le ricercano e che sicuramente ne risponderanno con un loro sorriso.

Reso possibile dai muscoli facciali, il sorriso appartiene alla categoria dei gesti primari innati ed ha come unico scopo la comunicazione. Il messaggio di relazione che indica calore e disponibilità giunge all’interlocutore nella sua pienezza solo quando il sorriso non mostra elementi di incongruenza con i diversi e simultanei messaggi extra-verbali di altre parti del corpo.

Per l’arte il sorriso costituisce uno strumento forte per donare verità al volto, per rendere reali diverse espressioni con significati complessi, per trasmettere un messaggio anti-aggressivo, benevolo, di disponibilità e coesione. La rappresentazione del sorriso nell’arte figurativa ha origini piuttosto antiche: le prime bocche sorridenti risalgono all’arte greca, al periodo che ha preceduto l’età propriamente classica, quello definito arcaico. In epoca moderna gli artisti hanno prestato grande attenzione allo studio e all’espressione del volto e hanno rappresentato spesso visi animati dal sorriso in tutte le sue varianti. Il dato realistico e la spontaneità delle espressioni trovarono piena affermazione soltanto dal XVII secolo in poi e il sorriso più noto dell’arte moderna è quello di Monna Lisa, verosimilmente moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo, e per questo nota come la Gioconda, grande opera di Leonardo Da Vinci. Questo sorriso affascina lo spettatore perché anima con un’intensità inquietante il volto della donna, rimanendo però indefinito e indefinibile sul piano delle emozioni. Il grande fascino che esso ha esercitato nel corso dei secoli è testimoniato dall’altissimo numero di pagine che sono state scritte e dagli innumerevoli studi che sono stati elaborati. Primo fra tutti il Vasari lo descrisse nel suo trattato “Le vite” come “un ghigno tanto piacevole che era cosa più divina che umana a vederlo”. E Pierino da Vinci rubò allo zio Leonardo volti e sorrisi per le sue statue, proprio perché come lui intuì quanto fosse importante il sorriso per rendere le sue figure quasi vive.

Il sorriso non semina solo seduzione, fascino e bellezza, ma crea innanzitutto relazioni e questo influisce sicuramente sul fatto che il miglioramento del proprio sorriso sia in testa ai trattamenti di medicina estetica più richiesti dagli italiani.

La medicina estetica ha affinato negli ultimi anni metodi efficaci capaci di migliorare il sorriso perché non solo denti bianchi e perfetti, ma anche altri elementi del volto e dell’area periorale aiutano a renderlo penetrante e irresistibile. Belle labbra naturalmente disegnate così come un solco naso-genieno disteso non possono che aggiungere espressività ad un sorriso smagliante.

I fillers e la biorivitalizzazione sono tra le tecniche più immediate atte a soddisfare queste richieste.

I fillers consistono nell’iniezione di acido ialuronico sottopelle attraverso apposite siringhe dotate di aghi molto sottili. Consentono di riempire con armonia e simmetria le labbra e di ridare al tessuto della zona periorale (solchi naso genieni, rughe della marionetta, labbra, ecc.) quel tono che è stato perso con il tempo. L’acido ialuronico è una molecola naturalmente prodotta dal nostro organismo (quindi assolutamente biocompatibile), totalmente riassorbibile nel tempo attraverso un meccanismo di digestione enzimatica. Il graduale riassorbimento del filler rende necessaria la periodica ripetizione del trattamento, circa ogni 6 mesi, per un mantenimento adeguato.

Anche la biorivitalizzazione è particolarmente indicata nel trattare gli effetti dell’invecchiamento della zona periorale. E’ una tecnica di medicina estetica che consiste nell’iniezione di una serie di molecole bio-stimolanti. Si tratta di acido ialuronico, usato come rivitalizzante e non come riempitivo, sali minerali e vitamine (A, B3, B5, B6, B12, C, E) che si iniettano nel viso allo scopo di favorire la sintesi di collagene e di idratare in profondità la pelle, ripristinandone l’equilibrio naturale e garantendo al viso un aspetto fresco e levigato. Questo trattamento risulta molto utile per contrastare l’inestetismo, tanto odiato dalle donne, definito “codice a barre”.

Anche se un sorriso può durare un solo istante, nel ricordo può divenire eterno.”

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Il seno: simbolo di femminilità e fertilità

Il seno: simbolo di femminilità e fertilità

Il seno, simbolo di femminilità e fertilità

Il seno è un protagonista assoluto, tramite importante di gioia, amore materno e virtù, simbolo nel contempo religioso e profano, metafora insieme di purezza e di peccato.

Da sempre grande fonte di ispirazione di artisti e di poeti, è stato celebrato dall’arte fin dai tempi più antichi. Fino agli inizi del XIV secolo non era considerato troppo scandaloso e i seni esposti erano accettati dalla censura, mentre gambe, caviglie o spalle scoperte di una donna venivano considerate audaci. Nei circoli aristocratici e di alta classe l’esposizione dei seni nei ritratti invocavano associazioni con la mitologica bellezza greca e un discreto sfoggio del seno veniva considerato persino carattere di eleganza, ricchezza e affermazione sociale.

Oltre ai dipinti di Renoir e al Beauty Revealed di Sarah Goodridge, sono molte le opere di pittori che esaltano il seno mantenendone incisa l’armoniosità e la sensualità, segno evidente che l’arte ha ben compreso ciò che la moda di oggi non sempre riesce a tenere in considerazione e cioè che le misure del seno devono essere in armonia con il resto del corpo femminile.

Al Louvre di Parigi esiste un dipinto, di un anonimo pittore del tardo Cinquecento, della scuola di Fontainebleau, che riproduce su tela una storia affascinante in cui il seno è al centro dell’attenzione, con entrambi i suoi significati, quello che simboleggia la femminilità e la sensualità e quello che rappresenta la fertilità. La consapevolezza della funzione e non solo l’immagine estetica del proprio seno consentirà ad una donna di ampliare la visione del proprio corpo in tutte le sue espressioni e le permetterà di scegliere se esibirlo o se celarlo, se rimpicciolirlo o se ingrandirlo.

Oggi i media hanno sdoganato immagini di donne con seni grandi, come se abbondanza fosse obbligatoriamente sinonimo di bellezza. L’aspetto e la bellezza del seno sono di profonda importanza per il senso di femminilità, di autostima e di fiducia in se stessa per la donna. Il seno, nell’immaginario femminile, è il vero perno attorno al quale ruota la propria immagine corporea: una donna si identifica spesso con il proprio seno, grande o piccolo che sia e questo è un aspetto fondamentale che non dovrebbe essere mai sottovalutato quando si decide di cercare una risoluzione chirurgica alla propria insoddisfazione.

Oggigiorno la Chirurgia Plastica ha affinato minuziosamente e con grande delicatezza questa branca, attivandosi a ricercare metodi capaci di soddisfare le esigenze di ogni donna nel rispetto assoluto degli aspetti psicologici legati all’intervento e alle motivazioni che ne hanno determinato la scelta.

La mastoplastica riduttiva ha come principale obiettivo quello di ottenere una mammella conica di volume sufficientemente ridotto e proporzionato alla corporatura della paziente con una minima estensione delle cicatrici, compatibilmente con la situazione di partenza. L’intervento consiste nella rimozione di parte della cute in eccesso e dei sottostanti tessuti della mammella, tramite un’incisione periareolare e verticale o a J. Non vi sono quindi cicatrici al di sopra dell’areola. Questa tecnica può essere adattata a mammelle di varie dimensioni e forme, determinando risultati soddisfacenti e stabili a lungo termine. Talvolta sono previsti drenaggi. I punti di sutura, qualora siano posizionati esterni, vengono rimossi dopo circa 7 giorni, ma spesso sono riassorbibili e quindi non necessitano di rimozione. Dopo l’intervento dovrà essere indossato un reggiseno di tipo contenitivo per circa 2 mesi e l’attività lavorativa potrà essere ripresa dopo otto giorni, mentre quella sportiva dopo un mese.

La mastoplastica additiva invece è indicata per chi ha il desiderio di aumentare il volume del proprio seno. Consente di modificare la forma e le dimensioni di un seno troppo piccolo o di correggere un’asimmetria mammaria migliorando l’armonia del corpo con un risultato dall’aspetto estremamente naturale. Le mammelle dovranno essere morbide al tatto e il risultato deve durare nel tempo. Per ottenere dei risultati sempre più naturali, le protesi vengono poste frequentemente sotto il muscolo, soprattutto nei casi in cui lo spessore poco consistente del tessuto mammario della paziente favorirebbe la visibilità e la percezione dell’impianto. Altre volte invece, quando lo spessore del sottocute risulta adeguato, possono essere collocate in sede sottoghiandolare. La via di accesso maggiormente utilizzata è quella attraverso il solco sottomammario. L’intervento viene eseguito in Day-Hospital o con una sola notte di degenza e preferibilmente in anestesia generale. Talvolta sono previsti drenaggi. La cute viene chiusa con punti sottocutanei riassorbibili. La paziente può riprendere le sue attività dopo circa 7 giorni senza sforzi mentre per l’attività fisica si dovrà attendere circa 1 mese. Non vengono applicate fastidiose fasciature dopo l’intervento, ma solo un reggiseno contenitivo.

Raffinatezza e stile sono assicurate dalla tecnica e dalle mani di un valido chirurgo, ma il seno è un organo di relazione e come tale deve essere assolutamente in completo equilibrio con la mente e col comportamento. Il chirurgo può aiutare a piacersi e il piacersi può aiutare a sentirsi meglio. La serenità che ci offre l’armonia del nostro corpo può regalarci sicurezza ed eleganza. Quando si parla di seno si parla spesso solo di taglie, ma solo l’armonia e l’equilibrio ne fanno la differenza.

Come scriveva Norman MailerC’è una differenza straordinaria tra un seno bello e un seno qualsiasi”.

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