Ringiovanimento della parte superiore del volto

Ringiovanimento della parte superiore del volto

Ringiovanimento della parte superiore del volto

C’è sempre stato, all’interno di un gruppo, di una classe o di una microsocietà chi a 35 anni sembra ancora un ragazzo e chi sembra quasi un pensionato. Ma non si tratta solo di atteggiamenti o modi di porsi e di vestirsi. La questione è più articolata e riguarda proprio l’invecchiamento biologico dell’organismo che avviene a un tasso diverso per ognuno di noi.

Per le donne il problema dell’invecchiamento si manifesta sfacciatamente soprattutto a livello della parte superiore del volto e contrastare il processo di invecchiamento del viso rappresenta soprattutto per loro un desiderio e un tentativo che trova origini molto lontane, nella storia degli esseri umani. Impossibile non restare affascinati dall’elaborato maquillage delle donne (e degli uomini) dell’Antico Egitto: i reperti archeologici mostrano l’uso di colori vivi, brillanti, talmente vividi e belli da far invidia alle migliori case cosmetiche attuali e che dovevano riuscire a coprire le imperfezioni dando al volto un aspetto unico, curato e giovane.

L’invecchiamento cutaneo è un processo legato ad alterazioni fisiologiche provocate da molte e diverse situazioni: la diminuzione progressiva di idratazione cutanea, la comparsa delle prime micro-rughe, una riduzione dell’elasticità, l’ipercheratosi e la comparsa di macchie iper-pigmentate (o macchie senili).

Esiste purtroppo un invecchiamento cronologico collegato a fattori genetici che solitamente comincia dopo i 25 anni, per manifestarsi più chiaramente dopo i 40 anni. In questa fase comincia a diminuire la capacità proliferativa delle cellule dell’epidermide che, di conseguenza, inizia ad assottigliarsi. Si riducono il numero e l’attività dei melanociti, cioè le cellule incaricate a produrre la melanina, pertanto la sensibilità cutanea all’esposizione solare aumenta sensibilmente e il pericolo di scottature con danno attinico è molto più elevato. Anche il numero e la funzionalità dei fibroblasti subisce un duro colpo perciò il tono e l’elasticità della pelle diminuiscono, così come l’acido ialuronico, il collagene e l’elastina naturalmente presenti nel derma.

Ma esiste anche l’invecchiamento dovuto a fattori ambientali e allo stile di vita: l’esposizione prolungata ai raggi solari può accelerare il processo di photo-aging (o foto-invecchiamento) e l’inquinamento atmosferico può aggredire la pelle diminuendone l’ossigenazione così come il fumo di sigaretta. In queste situazioni è assai probabile il manifestarsi di un’iper-pigmentazione cutanea che può iniziare con la comparsa di lentiggini che successivamente possono evolvere in vere e proprie macchie senili.

La comparsa delle rughe viene visto dalle donne, e sempre più anche dagli uomini, come l’inizio del processo d’invecchiamento, ma in realtà esistono rughe d’espressione definite “dinamiche” che sono il risultato della nostra mimica facciale e si possono manifestare anche prima dei 25 anni perchè determinate dalle abitudine espressive che ognuno di noi possiede, spesso da anomale ed involontarie contrazioni muscolari. A differenza di quest’ultime esistono invece delle rughe dovute all’età, cosiddette “statiche”, che sono invece strettamente legate al trascorrere del tempo e compaiono fisiologicamente dopo i 30 anni, quando la produzione di acido ialuronico, collagene ed elastina inizia a diminuire.

Il volto nel suo insieme e lo sguardo in particolare, sono per ogni donna e uomo un importantissimo strumento di relazione e di connessione con le altre persone in ogni ambito, da quello lavorativo con colleghi e interlocutori, a quello privato, con gli amici o con i partners.

Oggi tutti coloro che scelgono di rivolgersi alla chirurgia e alla medicina estetica per migliorare la parte superiore del viso desiderano un volto o uno sguardo  ringiovanito, ma senza perderne  l’armonia. Un buon chirurgo plastico dovrà sempre cercare di ottenere un ringiovanimento naturale, durevole, non invasivo e in grado di apportare freschezza senza snaturare la fisionomia del volto.

La blefaroplastica superiore è un intervento di chirurgia estetica che si effettua quando la cute nell’area superiore dell’occhio è in eccesso, andando a coprire  la rima palpebrale specialmente sul margine laterale rattristando lo sguardo.

L’intervento può essere effettuato sia in anestesia locale  (con o senza sedazione). Nell’intervento di blefaroplastica superiore viene valutato e disegnato l’eccesso cutaneo da asportare andando quindi a rimuoverlo. L’incisione sarà nascosta nella piega naturale della palpebra.

Nell’intervento di blefaroplastica inferiore, utile per esempio per la rimozione delle borse, ma non solo, l’incisione viene eseguita a circa 2 mm dalla rima della palpebra inferiore. Il tessuto adiposo in eccesso viene ridistribuito nei vari compartimenti anatomici e se necessario si asporta l’eccesso cutaneo, ridonando freschezza e naturalezza allo sguardo. In entrambi i casi la cute verrà suturata con un filo di sutura molto sottile e il post operatorio non lascerà alcuna cicatrice. Edema ed ecchimosi variano da paziente a paziente e possono essere di lieve o media intensità e scompaiono fra il quinto ed il decimo giorno.

La tossina botulinica invece è indicata per eliminare le rughe presenti soprattutto a livello del terzo superiore del volto. E’ una sostanza prodotta dal batterio Clostridium Botulinum, che iniettata nei muscoli  provoca a livello dei muscoli mimici del volto (contestualmente alla piccola dose concepita per questo tipo di trattamento e ovviamente mirato a seconda del risultato che si vuole ottenere), una riduzione dell’attività contrattile, attenuando così le rughe d’espressione provocate dalla contrazione dei muscoli in questione e ridonando al viso un aspetto eccezionalmente più fresco e più giovane. L’applicazione della tossina botulinica deve essere effettuata da professionisti esperti infatti è necessaria un’ottima conoscenza dell’anatomia dei muscoli mimici per iniettare il prodotto in modo da favorire un “effetto liftante”. Il trattamento si effettua senza alcuna anestesia ed è praticamente indolore.

I pazienti molte volte non sono soddisfatti del loro aspetto e vorrebbero migliorarsi, ma non sanno che cosa fare. Altri ancora sono curiosi oppure non sono troppo convinti, ma si sentono quasi in obbligo nel sottoporsi a qualche trattamento.
Occorre essere molto chiari e non promettere mai miracoli: un vero professionista deve comportarsi anche da psicologo e valutare che le aspettative del paziente non siano eccessive e, soprattutto, che non riguardino sfere personali in cui il ritocco estetico può fare ben poco.

Il volto è l’immagine dell’anima in cui gli occhi ne sono gli interpreti e solo un’armonia fatta di equilibri, di proporzioni e di naturalezza potrà donare allo sguardo e al volto stesso un aspetto migliore e più fresco, protagonista indiscusso di sicurezza e piacevolezza anche verso sè stessi.

Uno sguardo fresco e riposato, un viso tonico, disteso e ringiovanito creano sempre una risposta di ammirazione in chi ci sta di fronte perchè come scrive Paolo Coelho: “Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano”.

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

2 + 7 =

L’intervento di mastopessi: cosa bisogna sapere

L’intervento di mastopessi: cosa bisogna sapere

L’intervento di mastopessi: cosa bisogna sapere

Il seno impera sul corpo di una donna, giovane o meno giovane che essa sia, rimandando a vissuti emozionali e psicologici. Simbolo da sempre di femminilità, fertilità, maternità, è oltremodo rappresentato e vissuto come un attributo sessuale principe, con conseguenze importanti nell’immaginario collettivo, nei valori estetici, nella propaganda di abiti e moda, di cosmetica, di bellezza.

Protagonista dell’arte nei suoi dipinti più audaci, con donne che posavano a seno nudo, o in quelli sacri dove una giovane donna allatta il suo bambino. Nell’arte erotica come in quella religiosa, il nudo mostra il seno non come parte anatomica, ma come veicolo di amore, sensualità, relazione.

Nei secoli il seno è voluto inizialmente grande, anche esageratamente grande, come si nota nelle arcaiche Veneri preistoriche, che oggi possono apparire addirittura dismorfiche e la simbologia che si cela dietro è chiara: col seno florido si inneggia all’abbondanza, alla fertilità, alla ricchezza. Con il passare del tempo la moda lo ha voluto più piccolo, accompagnato da forme piuttosto rotonde e generose dei fianchi, celato o svelato, ma pur sempre evidente, anche nella più oscurantista cultura cristiana, che non esita a ritrarre Madonne discinte o intente ad allattare. Non si tratta mai comunque di un seno troppo piccolo o poco tonico. Il forte inscindibile legame che unisce corpo e psiche è maggiormente evidente nel rapporto che ciascuno ha con le zone del fisico che più richiamano la propria identità di genere (seno, fianchi, tratti del viso) e un seno svuotato per diverse cause, innesca insicurezze e complessi nella donna, soprattutto se giovane, che lo vede come una minaccia per il suo aspetto e per la sua bellezza.

La chirurgia estetica del seno aiuta la donna a vedersi, ma soprattutto a sentirsi diversa, migliore o più giovane, e rafforza inconsciamente la sua autostima e la fiducia in sè stessa. Può intervenire non soltanto per ingrandire il seno con un aumento di volume, ma anche per rassodare il seno, renderlo più giovane, di dimensioni proporzionate, senza imperfezioni come smagliature e rilassamenti. Oggi la chirurgia estetica può creare un seno perfetto, bello ed esteticamente naturale.

Le cause della ptosi (o rilassamento delle mammelle) sono svariate e si legano principalmente al patrimonio genetico della donna, al suo stile di vita e a tutte le mutazioni ormonali più significative (gravidanza e allattamento), al dimagrimento troppo veloce e in ultimo all’età. E’ fondamentale rivolgersi a specialisti in chirurgia plastica esperti, in grado di valutare il quadro completo della situazione fornendo indicazioni e suggerimenti personalizzati circa le tecniche operatorie da adottare.

La mastopessi, più comunemente nota come lifting del seno, è un intervento molto richiesto in chirurgia estetica. E’ indicata per le donne che desiderano risollevare un seno cadente (ptosi mammaria) o ridurre e modificare la forma e le dimensioni dell’areola, senza l’utilizzo di protesi. Non è quindi prevista la variazione del volume della mammella.

L’intervento consiste nel rimodellamento della mammella, asportando la cute in eccedenza, e della ghiandola mammaria, ricreando una conicità ed una elasticità cutanea che erano andate perdute. Per il lifting della ghiandola viene utilizzata la tecnica dell’autoprotesi: la ghiandola mammaria stessa viene rimodellata come se funzionasse da protesi per dare la giusta proiezione ed il corretto risollevamento alla mammella con un discreto grado di pienezza a seconda dei singoli casi.

Le incisioni chirurgiche, un tempo molto estese sono oggi molto più ridotte e limitate esclusivamente a livello periareolare, più un’eventuale incisione verticale.

L’intervento viene eseguito in anestesia generale con ricovero di un giorno e posizionamento, quando necessario, di due drenaggi che vengono rimossi dopo 2-4 giorni. Il dolore è contenuto e controllato da analgesici. La paziente dovrà indossare un reggiseno contenitivo per 1 mese dopo l’intervento e la ripresa lavorativa è prevista dopo 1 settimana (solo in caso di attività particolarmente pesanti è necessario un periodo di convalescenza più lungo).

Non solo mastoplastica additiva quando il protagonista è il seno, perché non basta parlare di taglie. Intervenire sull’estetica di un seno è molto più impegnativo di un semplice aumento volumetrico: la forma e la compattezza nel loro insieme danno armonia ed elegante femminilità.

Pierre de Ronsard, conosciuto come “Il principe dei poeti”, a cui si ispirò Fabrizio De Andrè scriveva “Seni d’avorio, dove abita l’amore”.

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

14 + 3 =

Le protesi mammarie

Le protesi mammarie

Le protesi mammarie

L’utilizzo delle protesi mammarie per aumentare le dimensioni del seno risale alla fine del 1800. Il più antico intervento documentato avvenne in Germania, dove il grasso proveniente da un tumore benigno formatosi sulla schiena di una donna fu asportato e impiantato nel suo seno.

Negli anni sono state sperimentate protesi di diversi materiali, a partire da quelle in paraffina fino al primo utilizzo del silicone nelle prostitute giapponesi del periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, che pare si siano iniettate il silicone direttamente nel seno.

Le protesi attuali possono essere di diversa natura e forma: alcune presentano un involucro di silicone mentre altre di poliuretano e sono riempite con un gel di silicone con diversi gradi di coesività  per renderle più o meno morbide.

Possono avere una superficia liscia o testurizzata; la loro forma può essere “a goccia” o “rotonda” e a seconda della conformazione fisica della donna, il chirurgo saprà consigliarle quella più idonea. Le protesi rotonde sono simili ad una semisfera e quindi hanno il loro punto di massima proiezione al centro mentre le protesi anatomiche, con una forma simile ad una goccia d’acqua appoggiata ad una superficie verticale, presentano il punto di massima proiezione nella parte bassa, ad una certa distanza dal centro. Ad esempio, quando è presente una ptosi mammaria e cioè quando il seno è un po’ sceso, si può optare per una protesi tonda mentre quando il seno ha perso completamente la propria forma, magari in seguito ad un forte dimagrimento o all’allattamento, si consiglia una protesi a goccia che aiuta a conferire una maggiore pienezza a livello dei quadranti mammari inferiori.

Per una donna il seno rappresenta il carattere sessuale più evidente nel corpo e porta con sé una serie di implicazioni psicologiche profonde e arcaiche. Il seno è anche concepito come un organo simbolico e metaforico con significati diversi, che vanno dall’accoglienza, al nutrimento, al calore materno, alla sessualità, alla bellezza, all’arte, tutti fattori che condizionano la donna a livello culturale e morale. “Il seno si porta”, quasi come un taglio di capelli, un look, una moda.

Nei secoli il seno è apparso inizialmente grande, anche esageratamente grande, come notiamo nelle arcaiche Veneri preistoriche, che oggi vedremmo addirittura dismorfiche. Poi con il passare del tempo la moda lo ha voluto più piccolo, accompagnato da forme piuttosto rotonde e generose dei fianchi, celato o svelato, ma pur sempre evidente, anche nella più oscurantista cultura cristiana, che non esita a ritrarre Madonne discinte o intente ad allattare.

La Chirurgia Estetica mammaria è stata concepita per ingrandire il seno e/o per rassodarlo, per renderlo più giovane, di dimensioni proporzionate, senza imperfezioni come smagliature e rilassamenti, in altre parole: per creare un seno perfetto, bello ed esteticamente naturale. E qualcuno sostiene che anche l’armonia del seno possa essere razionalizzata in numeri con una formula matematica del seno perfetto: secondo uno studio una mammella esteticamente armonica si paragona a un cono ideale posto sopra il piano orizzontale che passa attraverso il solco mammario, il diametro orizzontale della base è simile o leggermente inferiore a quello verticale; la proiezione postero-anteriore misura circa metà del diametro verticale della base; la distanza tra bordo inferiore della mammella e capezzolo è 6-7 cm, tra capezzolo e bordo mammario superiore circa 9-10,5 cm. Sempre secondo lo studio il suo volume ideale è di circa 250-300 cc.

Ma non è solo l’estetica il motivo per cui si ricorre all’impiego di protesi, perchè esiste una primaria importanza psicologica che riveste il seno quando siano necessari interventi su di esso. Ad esempio, una mastectomia (asportazione della ghiandola mammaria) effettuata per eradicare il carcinoma mammario, non porta via solo la mammella ma anche e soprattutto la positività della propria immagine. La donna mastectomizzata si sente donna a metà, senza quella peculiarità corporea che per eccellenza la rende femmina. Ecco dunque l’enorme attenzione che la chirurgia plastica ricostruttiva pone nel rimodellare il seno dopo l’asportazione chirurgica. Le tecniche di ricostruzione del seno sono sempre più affinate e restituiscono un equilibrio tra la percezione del proprio Io corporeo e la personale concezione di normalità.

Anche se la mastoplastica additiva resta sempre ai vertici delle richieste tra gli interventi di Chirurgia Estetica, è crescente il numero di donne che vogliono ridurre il seno (mastoplastica riduttiva) oppure risollevarlo con un lifting (mastopessi).

La Chirurgia Plastica può portare ogni donna a trovare la piacevolezza nell’ammirazione del proprio corpo ed in particolar modo di questa importante parte del corpo, ottenendo la forma e la dimensione che più sente sua e che più rispecchia la sua femminilità.

Una donna senza seno è un letto senza guanciale”, scriveva il Premio Nobel per la Letteratura francese Anatole France.

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

2 + 15 =

Come tonificare l’addome

Come tonificare l’addome

Come tonificare l’addome

Un proverbio dice: “Il solo grosso ventre per il quale si deve gioire è quello della donna incinta.”

Desiderare un addome tonico, compatto e senza accumuli adiposi accomuna le donne e gli uomini, i più giovani e i meno giovani per cui le strategie proposte sono rivolte a tutti e sono infinite, dalle tisane carminative, alle creme riducenti fino alle diete lampo ipocaloriche.

Avere la pancia piatta va oltre il semplice fattore estetico perché il grasso addominale non è bello, non ci piace, ma soprattutto non è sano e può essere un indicatore diretto di diverse patologie, come le malattie cardiache e il diabete di tipo 2.

Perdere peso in questa zona del corpo non è facile e non è possibile dal giorno alla notte. Bisogna essere motivati e soprattutto impegnarsi nel migliorare le abitudini quotidiane. L’alimentazione la fa da padrona: i una dieta sana e completa che preveda un giusto apporto calorico e l’assunzione di cibi che aiutino ad eliminare il gonfiore addominale o il buon drenaggio dei liquidi è sicuramente l’arma più potente per evitare accumuli adiposi e uno sgradevole aspetto prominente del ventre.  L’attività fisica, effettuata con equilibrio e magari con l’aiuto di un personal trainer qualificato che possa personalizzare l’allenamento, può contribuire certamente al miglioramento dei fianchi e della zona dell’addome.

Tutto questo purtroppo però ha soprattutto una valenza preventiva, ma può non essere sufficiente per risolvere situazioni più complicate, dove si rilevano ventri eccessivamente pronunciati con magari una cute che, a causa degli anni, non è più perfettamente elastica.

Col passare del tempo la pelle si assottiglia con un aumento del rischio di smagliare quando si crea ridondanza di grasso. Importanti perdite di peso inoltre possono portare ad un aspetto di cute lassa fino ad arrivare al cosiddetto “grembiule” quando la pancia arriva ad adagiarsi sulle cosce.

La chirurgia plastica riesce ad intervenire con diversi metodi a seconda del tipo di inestetismo.

Se c’è un aumento di adipe con pelle tonica ed elastica il trattamento consigliato è la liposcultura ossia il rimodellamento corporeo attraverso l’eliminazione di depositi di grasso localizzati, resistenti a qualunque tipo di dieta o ginnastica. Consiste nell’asportare il grasso sottocutaneo in eccesso con l’utilizzo di microcanule. L’intervento può essere eseguito in regime di Day-Hospital o con un ricovero che non supera generalmente le 24 ore, con anestesia locale, spinale/epidurale o, in alcuni casi, generale.

Se invece la pelle è anelastica si consiglia una addominoplastica, ossia la rimozione della cute e del tessuto adiposo in eccesso nella parte centrale e bassa dell’addome, al di sotto dell’ombelico, al fine di tendere la parete addominale e risistemare la parete muscolare. Se l’eccesso adipo-cutaneo non è eccessivo, talvolta non è necessario il riposizionamento dell’ombelico, allora l’intervento sarà di miniaddominoplastica.  Questo intervento si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentato ed ha una durata di circa 3-4 ore.

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

10 + 4 =

Come ottenere braccia più sinuose

Come ottenere braccia più sinuose

Come ottenere braccia più sinuose

Fernando Botero, grande artista d’arte contemporanea, diede vita alle “figure grasse” attraverso l’uso di “forme dilatate” che costituirono un tratto di estrema riconoscibilità e altamente distintivo della sua arte. Ma perché Botero dipingeva donne grasse e con le braccia grosse? Ecco la risposta: all’età di ventiquattro anni Botero per la prima volta applicò la sua dilatazione non a un essere vivente, bensì a un oggetto, un mandolino. L’artista stava dipingendo uno studio per una natura morta (poi divenuta nota come Natura morta con mandolino) e aveva però raffigurato il foro di risonanza dello strumento in proporzioni decisamente più piccole rispetto al normale, facendolo risultare molto più tozzo e allargato rispetto a un mandolino raffigurato con il foro nelle proporzioni corrette. L’artista fu allo stesso tempo colpito e attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava una profonda sensualità. Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare le forme di altri oggetti, di animali e di esseri umani.

“Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna ho sempre quest’idea del volume e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse” scriveva Botero.

Per la maggior parte delle donne invece i lineamenti e le forme si muovono con armonia solo se risultano esili e delicati e gli inestetismi allontanano dalla convinzione di perfezione provocando uno stato di disagio.

Il disagio di avere le braccia grosse affligge molte donne perché non correlato semplicemente ad un inestetismo che si fa presente d’estate, nel momento di scoprirsi, ma piuttosto ad un accumulo adiposo, ad un rilassamento cutaneo e ad uno scarso tono muscolare che, fuori da ogni stagione, tolgono piacevolezza nell’osservazione di quella parte del proprio corpo che prima appare davanti allo specchio.

Secondo gli esperti di MedlinePlus, le braccia incominciano a mostrare flaccidità già a partire dai 30 anni principalmente per due cause: l’accumulo di grasso e la perdita di elasticità della pelle. L’eccesso di tessuto adiposo può essere causato, oltre che da un eventuale peggioramento delle abitudini alimentari, anche dai normali cambiamenti del corpo dovuti al passare del tempo. La riduzione fisiologica della massa magra con perdita del tono muscolare rende inoltre maggiormente evidente il rilassamento cutaneo che caratterizza l’età avanzata.

Sull’accumulo adiposo e sul tono muscolare sono sicuramente determinanti una buona alimentazione, sana e bilanciata insieme ad una adeguata attività fisica mirata al mantenimento della massa muscolare, ma più difficile diventa l’intervento sul rilassamento cutaneo. La chirurgia estetica può provvedere con il lifting braccia, operazione ottimale per risolvere questo tipo di inestetismo

Con il lifting si elimina quell’eccesso di tessuto dalla parte interna delle braccia che provoca un inestetismo denominato “braccia ad ali di pipistrello”. Il lifting delle braccia viene eseguito, in anestesia locale o generale, praticando una incisione nella piega ascellare e lungo la parte interna del braccio attraverso la quale vengono rimossi gli eccessi di pelle e/o adipe. Viene così ripristinato il tono dei tessuti ed eliminate pieghe e rugosità, restituendo al braccio un aspetto più definito. L’operazione termina con l’applicazione di un bendaggio elastocompressivo che verrà rimosso a una settimana dall’operazione. Per qualche giorno si potrà avvertire dolore più o meno intenso, ma assolutamente controllabile con i comuni farmaci analgesici.  È consigliabile limitare l’uso delle braccia per almeno 10/15 giorni dopo l’intervento onde evitare trazioni sulle ferite chirurgiche in via di cicatrizzazione.

Chi desidererà avere braccia più affusolate le avrà e chi vorrà mantenere solo la proporzione desiderata rimarrà soddisfatto. Sarà recuperata la tonicità e ritrovata l’armonia, sia per il corpo che per la mente, con il piacere di riconoscersi e di piacersi.

Le donne sanno che “In un abbraccio, come in una stretta di mano, a volte c’è più sensualità che nel vero e proprio atto d’amore.” (Dacia Maraini)

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

8 + 1 =

Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Blefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere

Borse, palpebre rilassate, occhiaie e quelle tanto detestate “zampe di gallina” possono cambiare lo sguardo, spegnere anche gli occhi più vivaci e diventare un certificato anagrafico troppo visibile.

Certamente è importante imparare ad accogliere e magari anche ad amare i propri cambiamenti, trasformando i nostri personali caratteri e i segni del tempo anche in un tratto inconfondibile della nostra personalità. Grandi attrici come Anna Magnani, Charlotte Rampling o Lauren Bacall si sono fatte vanto dei loro inestetismi per conferire a sé stesse un fascino che il pubblico ammirava però ciò non esclude la possibilità anche per una bella e seducente donna di ridare luce al proprio sguardo. Alla bellezza degli occhi fa bene l’allegria mentre la stanchezza, l’ansia e la tensione creano lineamenti contratti con precoce formazione di rughe: lo sguardo vincente si autoelimina con le sofferenze e le difficoltà che inevitabilmente segnano la vita di una donna.

Nel mondo dell’arte l’occhio è il centro, il nucleo, il tema fondamentale che alimenta qualsiasi estro. L’occhio sta nell’arte come il centro della Terra sta al pianeta: materia magmatica e iridescente che determina la struttura del tutto. Per questo è importante vestirlo di meraviglia e mantenere il suo significato. In ogni dipinto si trova una composizione la cui unità avvolge l’occhio e quindi lo sguardo e la sua importanza, che permette a chi lo osserva di evocare la forza di un’emozione che l’artista vuole trasmettere e far amare, quella più significativa. Sarà proprio lo sguardo a plasmare la pittura, perché l’occhio non è l’organo di un solo senso, ma anche e soprattutto quello del sentimento. Leonardo lo definì “finestra dell’anima” nel suo “Trattato sulla Pittura”, mentre Salvador Dalì fece dell’occhio una vera ossessione utilizzandolo per scenografie, sculture, film e scatti fotografici ironici e spiazzanti.

Gli occhi non sono solo lo specchio dell’anima, ma possono anche “frugare” negli occhi altrui. Uno sguardo penetrante può essere insostenibile. Gli occhi e le loro espressioni possono divenire tramite fondamentale di approvazione e di conferma.

La chirurgia plastica ci può aiutare a ridonare al nostro sguardo quell’espressione e quella naturale freschezza che trasmetta le nostre emozioni e il nostro carisma senza il peso dell’inestetismo portato dal tempo.

La blefaroplastica superiore è un intervento di chirurgia estetica che aiuta a cancellare i segni dell’età. Si effettua quando la cute nell’area superiore dell’occhio è in eccesso e va a coprire la rima palpebrale specialmente sul margine laterale, rattristando lo sguardo. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale (con o senza sedazione).

Nell’intervento di blefaroplastica superiore viene valutato e disegnato l’eccesso cutaneo da asportare. Si andrà poi a rimuovere l’eccesso di pelle e le eventuali borse adipose sottostanti attraverso un’incisione nascosta nella piega naturale della palpebra prolungata nella regione del canto esterno. La cute viene poi suturata con un filo di sutura molto sottile.

La blefaroplastica inferiore detta anche mid-facial lifting invece, è un intervento che ha come obiettivo la rimozione delle borse palpebrali inferiori, donando all’intero viso un aspetto più riposato. Nell’invecchiamento del volto è soprattutto lo sguardo ad invecchiare, per tale motivo non è sufficiente compiere un semplice intervento di blefaroplastica inferiore con le tecniche tradizionali, ma è consigliato eseguire un mini-lifting (mid-facial) che permette di riposizionare i volumi sotto-palpebrali e zigomatici che si sono dislocati.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale con sedazione. Nell’intervento di blefaroplastica inferiore l’incisione viene effettuata a circa 2 mm dalla rima della palpebra inferiore. Il tessuto adiposo in eccesso viene ridistribuito nei vari compartimenti anatomici e se necessario si asporta l’eccesso cutaneo, ridonando freschezza e naturalezza allo sguardo. La cute viene suturata con fili molto sottili. L’intervento richiede un regime ambulatoriale o di Day-Hospital: il paziente potrà quindi essere dimesso il giorno stesso dopo una degenza assolutamente rilassante. Potranno esserci eventualmente ecchimosi che potranno essere di lieve o media entità e che scompariranno fra il quinto ed il decimo giorno dall’intervento.

“Ci sono due modi per guardare il volto di una persona. Uno, è guardare gli occhi come parte del volto, l’altro, è guardare gli occhi e basta…come se fossero il volto.”
(Alessandro D’Avenia)

Richieda un appuntamento con il Dott. Luca Spaziante per un parere completo e professionale compilando il seguente form:

13 + 4 =