Migliorare le cicatrici si può

Migliorare le cicatrici si può

interventi-per-cicatriciAlcuni dicono che bisognerebbe andare fieri delle proprie cicatrici…esse raccontano la nostra storia e alcuni aneddoti importanti che in qualche modo ci hanno segnato la vita ma che sono anche riusciti, in alcuni casi, a migliorarla.

Mentre si esercita il coraggio per mostrarle poi, non ci faranno neppure sentire in qualche modo inferiori.

La cultura giapponese ripara solitamente un oggetto rotto e non lo butta mai via. Essi valorizzano la sua crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro, credendo che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventi tutto più bello.

Beh, un’ottima filosofia per cercare di abbattere il suo inestetismo dando valore al suo significato.

Un giusto spunto questo, però noi non siamo oggetti, le ferite ledono la nostra psiche e in qualche modo segnano il percorso del nostro cammino, quello soprattutto votato alla bellezza interiore ma anche quella esteriore.

Esse rimangono; con il tempo, la mente, per proteggere sé stessa, le cicatrizza e il dolore diminuisce di gran lunga, ma non se ne vanno mai!

Le persone hanno cicatrici in svariati posti del proprio corpo, anche i più impensabili.

I bambini mostrano le cicatrici come medaglie ricevute in premio dalla vita. Gli amanti le usano come segreti da sussurrare. Esse sono una sorta di mappa segreta che racconta chi siamo o chi eravamo.

È però anche vero che gran parte di queste vorremmo cancellarle e tenerle solo nella mente come un ricordo che ci lega ad esse, una sorta di conservazione attiva che vive e vivrà nel cassetto della nostra memoria, quasi come fossero cartoline di posti lontani dove non tornare mai più.

Ogni evento traumatico crea una lesione sulla superficie del corpo e anche nei tessuti più profondi. Esso origina un processo ripartivo che si risolve in “cicatrice”.

Il formarsi delle cicatrici dipende da svariati fattori. Per questo stesso motivo esistono diversi tipi di cicatrici, antiestetiche, che possono dare oltre che dei problemi di tipo psicologico anche dei problemi di funzionalità.

Nel momento in cui si crea un evento lesivo sulla pelle, escludendo fattori di disturbo come infezioni o grandi lacerazioni dei tessuti, a fronte di una tecnica chirurgica corretta, l’evoluzione delle cicatrici varia molto a seconda di come la pelle di ognuno di noi reagisce.

Proprio per le loro svariate caratteristiche, le cicatrici possono comportare lesioni puramente estetiche soprattutto se in parti del corpo esposte (in particolare il volto, le gambe ecc…) che, nel corso della stagione estiva, quando ci si abbiglia di meno, si notano maggiormente.

Capita spesso che chi ha cicatrici piuttosto traumatiche e evidenti, si rivolga ad un chirurgo plastico ricostruttivo per richiedere il miglioramento delle stesse. Dicesi “revisione chirurgica delle cicatrici”.

La guarigione delle ferite chirurgiche o traumatiche (come, ad esempio, le ferite da taglio, lacero-contuse, ustioni) è un processo biologico complesso che si realizza attraverso diverse fasi e che esita in cicatrici cutanee permanenti. L’aspetto definitivo di una cicatrice è dunque il risultato di un lungo processo di maturazione, che può durare da alcuni mesi ad oltre un anno.

Affidarsi ad un intervento mirato per la cura delle proprie cicatrici

Migliorare-le-cicatrici-si-puòL’intervento per le revisioni di cicatrici viene effettuato per migliorare l’aspetto estetico di una cicatrice e/o eliminare i disturbi funzionali, come ad esempio dolore, sensazione di tensione e vera e propria retrazione. Esso può essere eseguito a qualsiasi età.

La visita specialistica dal chirurgo plastico ricostruttivo è considerata ovviamente fondamentale. Questo permette di valutare alla precisione il singolo caso, perché ogni tipo di cicatrice richiede uno studio approfondito per valutare quale intervento permetta di ottenere il massimo del risultato con il minimo rischio.

Le tecniche chirurgiche più semplici per la revisione di cicatrici prevedono la semplice escissione della cicatrice, la lisi (liberazione) delle sue aderenze con le strutture circostanti come muscoli, nervi o articolazioni e la chiusura della ferita con tecniche di Chirurgia Plastica Ricostruttiva.

Nei casi più complessi o di recidiva (ricomparsa della cicatrice patologica dopo un primo intervento correttivo) è necessario associare alla procedura medica (compressione, lamine di silicone, infiltrazioni di cortisone, radioterapia) o chirurgiche (plastica a Z, plastica a W, escissione seriate, espansione cutanea, ecc…).

Ci sono diverse variabili che influenzano la gravità delle cicatrici, tra cui la dimensione e la profondità della ferita, la vascolarizzazione dell’area, lo spessore, il colore della pelle e la direzione della cicatrice, che si renderà meno evidente attraverso le iniezioni.

In ogni caso nessun intervento eliminerà del tutto le cicatrici, soprattutto le più gravi ovviamente, ma si possono ottenere dei risultati comunque soddisfacenti.

Le cicatrici si suddividono in cicatrici cheloidee che si presentano grosse e danno prurito. Il tessuto cicatriziale che cresce oltre i bordi della ferita o incisione si presenta spesso di un colore rosso o più scuro rispetto alla pelle circostante. Il tessuto cicatriziale potrà essere tagliato e la ferita chiusa con uno o più strati di punti. Questa è generalmente una chirurgia di tipo ambulatoriale eseguita in anestesia locale.

Esistono poi invece anche le cicatrici ipertrofiche che sono molto simili alle cicatrici cheloidee poiché entrambe tendono ad essere spesse, rosse e sollevate.

Questo tipo di cicatrici rimangono solitamente entro i bordi dell’incisione originale o della ferita. Si andrà poi a rimuovere l’eccesso di tessuto cutaneo e a riposizionare l’incisione in modo da guarire in modo meno visibile. Questo intervento potrà essere eseguito anch’esso in anestesia locale o generale, a seconda della posizione della cicatrice e delle dimensioni della stessa.

Il risultato estetico varia ovviamente da paziente a paziente e cambia mediante diversi fattori come per il tipo di carnagione, area del corpo interessata ecc…

Il risultato è permanente e la sua perfezione si raggiungerà a distanza di circa un anno dall’intervento.

La durata dell’intervento varia a seconda dell’entità della cicatrice ma solitamente rimane nell’arco tra i 30 e i 60 minuti.

L’intervento si effettuerà con una anestesia locale tramite sedazione, tranne in alcuni casi specifici in cui invece si applicherà un’anestesia generale.

Gli effetti collaterali sono inesistenti e i risultati ottimali si vedranno nell’arco di un anno circa.

Il periodo postoperatorio non è assolutamente così invasivo ed è consigliabile l’applicazione di presidi medici a livello della nuova cicatrice durante la sua fase di maturazione. Questo permetterà di ridurre al minimo la possibilità della formazione di una cicatrice di cattiva qualità.

La ripresa di una normale attività è strettamente legata al tipo di intervento a cui il paziente sarà sottoposto.

Per le piccole revisioni chirurgiche dovute a cicatrici minime effettuate in anestesia locale, si possono riprendere i ritmi della vita quotidiana già dal giorno successivo all’intervento e con molta tranquillità.

Visi e corpi nuovamente plasmati a misura, senza però andare mai a stravolgere le loro entità.

Cicatrici e psiche è poi un connubio da non sottovalutare. Esse hanno un rapporto negativo sull’essere umano, lo dice anche un sondaggio condotto da Opinion Health nel Regno Unito su 1000 persone.

L’impatto psicologico di una vita “segnata” e marchiata dalle cicatrici ha su alcune persone un effetto davvero devastante che andrà ad influire assai negativamente nella percezione del sé.

Per alcune persone una cicatrice rappresenta fisiologicamente il risultato del processo di guarigione di una ferita o in generale di un trauma della pelle. Per altre persone una cicatrice diventa molto di più, come il ricordo perpetuo dell’evento traumatico che l’ha causata e, se in qualche modo tutto questo non verrà elaborato nel modo migliore, può diventare un grande peso a livello psicologico, assai difficile da elaborare e sostenere.

Una ferita quindi che segnerà il fisico e la mente.

Abituiamoci quindi a chiedere aiuto alle persone competenti in materia, senza la paura di metterci a confronto con gli altri e il nostro corpo oltre che con il nostro specchio.

E’ poi vero che non tutte le cicatrici possono guarire, ma tramite un dialogo accurato con un chirurgo plastico ricostruttivo referenziato, si potranno estrapolare tutte le problematiche e porre in qualche modo rimedio, per ritornare a piacersi come prima e magari più di prima…

Nel frattempo, impariamo anche ad adottare camouflage efficaci con un make-up accurato e professionale, sebbene non possa esserci di grande aiuto al normale processo di cicatrizzazione. Ma è già un piccolo inizio per cominciare a prenderci cura di noi stessi.

Il percorso di accettazione cosciente e attivo ci permetterà di fare i prossimi passi per andare poi verso la risoluzione più efficace. Una chiave di lettura eccellente per ricominciare a sorridere e per trovare la soluzione più adatta alla qualità di vita migliore per noi.

Paulo Coelho diceva: “non permettere alle tue ferite di trasformarti in qualcuno che non sei”.

Ascoltiamolo, perché anche nelle giuste intuizioni come nelle più corrette intenzioni, trovano conforto e conquista le risoluzioni.

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Pelle in eccesso dopo dimagrimento: cause e soluzioni

Pelle in eccesso dopo dimagrimento: cause e soluzioni

Pelle in eccesso dopo dimagrimentoDicono che le mongolfiere siano la reincarnazione di quei famosi palloncini che ce l’hanno fatta a non sgonfiarsi e a rimanere integri…

Ma è anche vero che non possiamo diventare mongolfiere perché gonfieremmo troppo, fino a scoppiare.

He he he… molto spesso facciamo riferimento agli oggetti per definire il nostro stato d’animo o quello fisico…una sorta di compensazione atta ad aiutare e a spronare le nostre insicurezze e a consolare le nostre paure.

Abbiamo il timore di affrontare lo stato di fatto delle cose andando a porgere il rimedio immediato ma senza renderci conto delle possibili conseguenze.

Ecco, facendo purtroppo riferimento non certamente alle silfidi ma magari a coloro che non godono di così meravigliosa forma, potremmo per esempio pensare alla nostra pancia gonfia e grassa o a quella pseudo obesità latente andatasi ad attenuare spropositatamente, di sgonfiarci solo grazie alla dieta miracolosa del secolo. Detto ciò, però non possiamo che farci delle domande nel considerare quanto quel grande desiderio di dimagrire possa essere, si compensato momentaneamente, ma non di certo dichiarato perfetto dall’ottenimento di un risultato così definito nella sua perfezione.

Siamo quindi come palloncini sgonfiati e non più mongolfiere, per cui dobbiamo farci venire in mente una buona soluzione per riappropriarci della nostra fisicità, continuando a poter poi volare come facevamo un tempo….

La comparsa della pelle flaccida dopo un’azione di dimagrimento é sicuramente un evento per nulla insolito. La perdita di peso é a volte dirompente e non permette all’epidermide di adattarsi alla nuova forma del corpo.

Da qui, infatti, il consiglio di evitare di avvalersi troppo di diete bomba miracolose quando decidiamo di perdere chili in eccesso.

Il nostro corpo ha un meccanismo impeccabile, perfetto, è un disegno complesso e finemente cesellato, splendido nella complessità del suo insieme.

Basta poco a volte per alterare il suo aspetto. Uno stile di vita scorretto come la pigrizia e la sedentarietà che assieme ad una dieta sbagliata fanno andare tutto in pappa… è cosa da considerare e non poco.

Il sovrappeso impera e noi ci avvaliamo allora di una buona, buonissima dieta questa volta, I risultati arrivano, dimagriamo, ma non siamo ancora a posto perché i postumi dello sgonfiamento precoce ci fanno apparire flaccidi e vuoti, inadatti alla soddisfazione del nostro meglio.

Un intervento di chirurgia estetica ricostruttiva come rimedio definitivo

Pelle-in-eccesso-dopo-dimagrimento-cause-e-soluzioniSe perdere peso, allora, è una necessità per ripristinare benessere e buona salute, non possiamo lasciare ancora qualcosa di inadeguato o in sospeso, per cui dobbiamo ricorrere al rimedio più definitivo, atto davvero a chiudere l’opera al meglio e senza la paura di andarlo ad affrontare.

La cosa primaria sarà ovviamente quella di affidarci ad un professionista serio, qualificato e referenziato per poter in qualche modo avvalorare la nostra scelta.

Un intervento, o una serie di interventi di chirurgia estetica ricostruttiva per andare a sanare il post dimagrimento, può sicuramente risolvere l’arcano delle nostre insoddisfazioni, risolvendo del tutto il problema della pelle flaccida e in eccesso che si verifica spesso in queste situazioni.

La forma fisica è significativamente compromessa dalla massa adiposa accumulata in più parti del corpo. Il necessario e conseguente dimagrimento effettuato rigorosamente anche dietro ad un controllo medico, è come abbiamo già detto supportato da una sana e ottima dieta oltre che dall’attività fisica.

La perdita di circa 20 o 30 kg. comporta, infatti, un’iperlassità cutanea esteticamente poco gradevole, a cui solo un intervento di chirurgia Estetica ricostruttiva può ricorrere.

Le aree più interessate della ptosi cutanea sono sicuramente l’addome, le cosce, il seno e le braccia. L’elasticità cutanea è stata compromessa e la pelle appare sovrabbondante, cadente.

Pliche cutanee andranno a formarsi al di sopra dell’ombelico, le smagliature si disegneranno su tutto l’addome, la pelle cadente si spingerà in avanti nell’area sovrapubica, soprattutto se è presente una cicatrice da cesareo.

Tutti questi elementi sono la causa di un disagio interiore e di quella  difficoltà che si presenta dinnanzi alla nostra autostima.

Cominciano le paure, le paranoie e non riusciamo più a vederci armonioso, asciutte e toniche. La ricerca di un capo di abbigliamento diviene sempre più complessa perché nonostante il dimagrimento non ci sentiamo a nostro agio con il nostro corpo.

L’addominoplastica diviene quindi l’intervento d’eccellenza per ovviare a tutti questi inestetismi e problematiche.

La rimozione del lembo cutaneo in eccesso andrà ad agevolarsi da una iniziale liposuzione dell’area addominale da andare a trattare, molto efficace anche per rimodellare i fianchi quando non sia necessario estendere l’escissione lateralmente con un bodylift circonferenziale.

La pelle dell’area superiore verrà distesa e l’ombelico, rimasto in sede, riemergerà attraverso un’incisione centrale eseguita a doc.

Il post-operatorio é abbastanza agevole e il risultato estetico sarà di gran lunga soddisfacente.

Anche le cosce saranno un’area maggiormente colpita, nello specifico l’interno cosce. La pelle cadente scivola in basso formando delle ondulazioni che possono giungere fino in prossimità del ginocchio.

La soluzione chirurgica migliore sarà il Lifting delle cosce che consiste nell’asportare la pelle in eccesso.

Il post-operatorio é un po’ più delicato in questo caso a causa di una relativa limitazione nei movimenti e alla necessaria e attenta igiene. Nulla di grave e inaffrontabile.

Avremo poi anche la pelle in eccesso riguardante il seno.

Lo svuotamento del corpo mammario é davvero una costante in questi casi di precoce dimagrimento. Con una ptosi di vario grado che deve essere corretta con un intervento di Mastopessi si conserverà assolutamente l’integrità della ghiandola mammaria. Alle volte, nei casi più complessi, si consiglia di associare l’impianto di una protesi che restituirà volume al seno. La mastopessi periareolare non comporta un impegno psico-fisico importante e, in assenza di complicanze, soddisfa sempre le aspettative delle pazienti.

Infine, l’importante calo ponderale determina il più delle volte la comparsa a livello delle braccia di una evidente plica cutanea, chiamata “batwing” o anche  ali di pipistrello. La procedura chirurgica in questo caso viene denominata Branchioplastica ed è molto simile al Lifting delle cosce. Essa consiste nell’asportare un’ellisse di cute in mezzo all’ascella e un’altra più grande perpendicolare alla prima e che arriva fino al gomito. Il risultato estetico viene talora compromesso dagli evidenti esiti cicatriziali però, che si disegnano sulla superficie mediale delle braccia.

Diciamo che alla fine di questa carrellata di taglia e cuci sulla chirurgia estetica ricostruttiva post dimagrimento, andremo sicuramente a calare il logorio del sovrappeso e della obesità, cose che sicuramente avrebbero notevolmente disturbato la serenità dell’essere umano nei confronti di una buona convivenza con il proprio corpo.

Questi interventi possono sembrare complessi ma se eseguiti a doc possono davvero migliorare nettamente l’aspetto e la qualità della vita di coloro che ne sono state vittime.

L’elasticità della pelle sarà assolutamente e nuovamente vitale, come la distensione dei tessuti che non avranno più accumuli di adipe.

Dopo tutto questo si consiglia ovviamente una buona attività fisica e una dieta idonea e equilibrata, utili per migliorare il tono muscolare, bruciare calorie e ridurre il grasso.

Però solo la chirurgia estetica può fare il miracolo, eliminando del tutto quel bruttissimo inestetismo rappresentato da uno stato di flaccidità davvero brutta da vedere e da viversi addosso.

Il benessere psicofisico é assai importante per raggiungere una forma davvero evidente, ammaliante e splendente.

Non dobbiamo avere paura quindi di rimanere mongolfiere, perché il nostro destino da palloncini non sarà scoppiare ma al contrario volteggiarci come farfalle, laddove avremo lo spazio di poter danzare leggere e delicate.

Per farlo dovremo solo prenderci cura minuziosamente di quei palloncini flaccidi e tenerli verso lo specchio della vita oltre che dell’armadio.

A questo punto saremo forti abbastanza per pretendere il meglio senza stravolgerci per il peggio.

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Peeling: il trattamento di esfoliazione della pelle

Peeling: il trattamento di esfoliazione della pelle

Trattamento PeelingLe rose si correlano alla bellezza dell’essere femminile…

Esse sono bellissime, rappresentano la passione e l’amore.

Albert Samain, grande poeta francese, diceva: “quando siete in preda al pessimismo, guardate una rosa”.

Essa parla di amore e meraviglia silenziosamente, in un linguaggio che coinvolge solo il cuore.

Non a caso nell’antica Grecia era il simbolo di Afrodite, la dea dell’amore.

L’antichità è ricca di leggende sull’origine delle rose. In Grecia si narrava la storia della dea Cloris che, vedendo una giovane ninfa morta, l’ha trasformò in fiore. Mentre Afrodite le donava la bellezza rendendola una rosa.

Si raccontava anche, presso i Romani, che la splendida Rodante rifiutasse tutti i corteggiatori, i quali un giorno violarono la sua casa, andando a aizzare le ire della dea Diana che a sua volta trasformò la fanciulla in rosa e i pretendenti in spine.

Rifacendosi poi a quelle tradizioni, il noto pittore Sandro Botticelli, fece nascere la sua Venere dalle acque, sommersa da una cascata di petali di morbide e sensuali rose.

Nel Medioevo, invece, la rosa diventò il simbolo della purezza femminile e fu associata alla Madonna.

Non è un caso quindi che la bellezza femminile come la sua purezza e la sua luce, venga spesso identificata a quella di una rosa o di qualsiasi altro fiore delicato e rappresentativo.

I fiori non sono solo bellissimi ma portano anche tanto beneficio alla nostra pelle. Essi sono i protagonisti dei prodotti skincare green più efficaci e al contempo delicati. Le loro proprietà sono conosciute fin dai tempi antichi e sono sempre state utilizzate nella cosmesi.

Oggi però sono diventati una vera e propria tendenza per la cura della nostra pelle, dove vengono utilizzati petali e foglie fermentanti, come anche gli oli essenziali. Infatti, esiste un fiore per ogni esigenza, dalle rughe all’acne, andando a ridonare luminosità, tonicità e idratazione.

Ma si sa, la pelle, come i fiori, se non curati a dovere, si affievoliscono, si ammalano rendendosi spenti e senza linfa vitale.

L’autunno che verrà ci rammenterà il desiderio di rinnovare innanzitutto la pelle del nostro viso.

Test dermatologici hanno ormai accertato che riformare la parte superficiale della pelle, oltre che migliorarne l’aspetto nella sua immediatezza, previene anche l’invecchiamento cutaneo.

Ma come andremo a rinnovare la cute?

Peeling-il-trattamento-di-esfoliazione-della-pelleIl peeling viso è sicuramente un rimedio assai efficace. L’autunno come l’inverno, saranno le stagioni migliori per dedicarsi a questa pratica beauty.

La pelle sarà meno esposta ai raggi solari, condizione questa davvero ottimale per chi deciderà di sottoporsi a tale trattamento. D’altronde ora più che mai la nostra cute ha bisogno di essere rinnovata, dopo che il sole, l’acqua del mare, il cloro e il calore l’avranno messa a dura prova in questo periodo estivo odierno.

Iniziamo quindi sottoponendoci, soprattutto per i casi meno complessi, alla cura della nostra pelle con una pulizia del viso piuttosto accurata. Un insieme di azioni che non sostituiscono in alcun modo né il peeling, né lo scrub, ma saranno trattamenti intensivi che andranno a preparare la nostra pelle, al fine di donare ad essa un aspetto più pulito e levigato, nell’obiettivo di andare poi a modificarne ulteriormente la luminosità e il suo ringiovanimento con un Peeling chimico.

Andremo a pulire la nostra pelle attraverso l’eliminazione di cellule morte, punti neri e altre piccole imperfezioni cutanee. La pulizia del viso, se eseguita nel modo giusto può davvero prevenire il deposito di sebo e batteri sulla nostra cute, preparandola a trattamenti ancora più risolutivi e più invasivi.

Il peeling chimico dovrà essere eseguito da un medico specializzato in medicina estica. Esso è un trattamento di bellezza specifico che deve essere eseguito da mano esperta.

Grazie all’utilizzo di uno o più agenti chimici (acido glicolico, salicilico o tricloracetico, l’acido lattico, acido mandelico) che andranno ad agire sulla nostra pelle come un esfoliante, sarà possibile donare alla cute un aspetto più giovane, fresco e luminoso.

Successivamente al peeling chimico bisognerà applicare una crema protettiva sulla cute evitando assolutamente di esporsi al sole…

Dopo o durante l’applicazione del peeling chimico, sarà possibile percepire un senso di bruciore che però scomparirà nel giro di qualche minuto.

Nei giorni successivi potremmo notare lievi arrossamenti e desquamazioni: la cosa essenziale sarà applicare sul proprio viso una crema solare al fine di proteggersi per diverse settimane dai raggi UV, se pur questi deboli.

Il peeling chimico è un procedimento chimico profondo ed è una terapia medica specifica. Esso è indicato solo per alcuni tipi di pelle e deve essere consigliato e praticato solo da un medico competente in materia.

In caso di rughe superficiali o macchie della pelle il trattamento di medicina estetica individuato come peeling, consente di ottenere un progressivo ringiovanimento della pelle che apparirà molto più luminosa, elastica, morbida e priva di piccole rughe.

Esso si basa sulla naturale capacità della pelle di rigenerare tessuto dopo un evento traumatico.

Va a rigenerare le cellule della cute e consente di esfoliare in modo rapido e indolore gli strati superficiali della pelle consentendo così alle cellule di rigenerare in profondità nuovi strati cutanei.

La pelle che si andrà a riformare apparirà dunque anche più fresca, idratata e tonica.

Elimina inoltre le cellule cutanee danneggiate e degenerate, quelle che vengono sostituite da cellule epidermiche normali.

Produce un’infiammazione che attiva la produzione di collagene ed elastina (rivitalizzazione e ringiovanimento del derma mediante stimolazione dei fibroblasti con formazione di collagene autologo).

Il trattamento può prevedere un tempo che va dalle 3 alle 4 sedute con un intervallo di circa 20 giorni l’una dall’altra.

Non esiste una durata specifica per la messa in posa, poiché questa può variare in base alla pelle e soprattutto agli agenti chimici che verranno utilizzati nel trattamento. In genere non richiede più di pochi minuti.

Esistono poi anche peeling enzimatici per pelli assai delicate. Parliamo di peeling di ultima generazione che associano agli acidi esfolianti enzimi vegetali e sostanze bioristrutturanti.

La capacità di escoriazione si ha per il degrado delle proteine in amminoacidi che aiutano a stimolare la produzione di collagene e rafforzare la struttura cutanea. Il peeling enzimatico è molto delicato sulla pelle e si può fare anche a casa, anche due o tre volte la settimana. Ottimo per coloro che hanno la pelle scura.

La cura del sè farà rifiorire la rosa della bellezza che c’è in noi, quella che più ci rappresenta. In questo modo renderemo merito alla nostra giovinezza, anche quella che si nasconde nell’animo e nello spirito di ognuna di noi e che purtroppo spesso viene celata dalla noncuranza del nostro essere più delicato.

Lo stress, la paura di invecchiare, quella depressione velata che spesso si annida nel nostro inconscio più sensibile, rischiano a volte di farci scordare l’importanza che dovremmo donare a

noi stesse: osservarci e agire.

Partiamo dalle piccole cose per arrivare alle grandi e non scordiamoci mai che l’informazione più dotta potrebbe davvero donarci le risoluzioni migliori volte alla cura del sé, fisica e psicologica.

Volgiamo il pensiero a noi stesse, facciamolo come palestra giornaliera per questa nostra vita. Questo sarà l’unico mezzo capace di farci prendere la giusta direzione verso l’obiettivo più meritevole a noi stesse.

Non abbiamo più nulla da dire ma solo qualcosa da fare.

Dimentichiamo il passato, ripianifichiamo la nostra vita, cominciando a migliorare il nostro aspetto e ringiovanire!

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Blefaroplastica delle palpebre superiori

Blefaroplastica delle palpebre superiori

Blefaroplastica-superiorePaulo Coelho diceva: “possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano”.

Già, proprio così, parole sagge che ci rammentano il valore più significativo dell’essere, quello volto alla meraviglia per noi stessi e per gli altri, coloro davvero capaci di interpretare la nostra più segreta personalità, come quello spirito e quella nostra anima leggibili nel nostro sguardo.

Ci sono sguardi che sono opere d’arte; attimi di complicità pura scambiati con gente che purtroppo non conosceremo mai, se pur gli sguardi a noi più cari non si possono confondere, né da vicino né da lontano.

Lo sguardo…esso, è’ un po’ come un barometro e ci permette di indovinare tutto: dalla tristezza, alla gioia, all’indecisione, alla paura.

All’interno di uno sguardo si cela quindi davvero tutta l’interiorità di un individuo. Non è un caso quindi se il viso di una persona si delinea attraverso la sua contrazione o il rilassamento dei muscoli facciali, portavoce di sentimenti e emozioni.

Fin dalla notte dei tempi l’uomo fu sempre affascinato dal potere dello sguardo, degli occhi. Persino la grande storia dell’arte rappresentata da svariate opere dipinte con occhi profondi, rammenta nel suo infinito i significati più disparati.

Si raccontano bizzarre leggende che abbracciano il significato degli occhi e quindi del loro potere. Ad esempio, gli egizi utilizzavano il simbolo dell’occhio per raffigurare l’onnipresenza e l’onniveggenza del Dio del sole Ra. La leggenda, infatti, narra che il Sole, Ra, perso il primo occhio, decise di inviare i propri figli a recuperarlo, ma il tempo passava e costoro non ritornavano. Ra decise quindi di sostituirlo, ma, nel frattempo, l’occhio ritornò e dalla rabbia per essere stato sostituito, si mise a piangere. Le sue lacrime diedero così origine agli uomini e alla loro infinita virtù di osservare ed esprimere.

Significativo racconto questo, persino incredibile nella sua unicità ed essenza, ma che in qualche modo ci dà la possibilità di dedurre che l’occhio è qualcosa di sacro ma che al tempo stesso cela in sé anche qualcosa di disturbante che emerge alla luce proprio quando ciò che lo nasconde lascia al suo posto un vuoto, cioè quando lo sguardo è quindi assente.

L’occhio dà la vita ed è il tramite con cui l’universo osserva sé stesso.

Josè Saramago, premio Nobel per la letteratura, diceva: “ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, ed è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima”.

Forse questa una considerazione amara ma che ci dona una riflessione che va oltre il senso di quelle parole.

Vi è mai successo di guardare intensamente negli occhi una persona? Ma non solo di colei o di colui che amiamo. Mi riferisco ad un discorso più amplificato e quindi a tutte quelle persone con le quali decidiamo di entrare in relazione. Sarebbe una cosa gradevolissima poterlo fare, perché gli occhi, mentre indagano il mondo, rivelano anche molto di ciò che appartiene a noi stessi.

Essi sono fondamentalmente una fonte di informazione costante. Ci sussurrano limiti e punti di forza del nostro corpo. Le modalità attraverso le quali le persone prendono decisioni, imparano, tendono a motivarsi o a memorizzare, proprio attraverso gli occhi, sono assolutamente fondamentali, sia attraverso una fonte che passa tramite il livello fisico ma anche quello emotivo.

Una trasposizione quindi questa assai utile per l’essere umano, diremmo quasi fondamentale.

Per questo motivo gli occhi sono la chiave di accesso oculare per arrivare persino a conquistare una compensazione sociale nella vita quale l’ambito lavorativo, della comunicazione, dell’amore e della magia. Non a caso l’elemento dello sguardo e dei suoi messaggi accomuna persuasione, fascino e eros.

Molto spesso snobbiamo i tesori infiniti che appartengono al nostro essere. Tendiamo a trascurare i tramiti più fondamentali di noi stessi capaci davvero di impreziosire ciò che ci rappresenta e che in qualche modo potrebbero davvero trasformarsi come forieri della nostra felicità o meglio ancora della serenità interiore a noi più appartenente.

A fronte di questo, tramite l’informazione più referenziata e dettagliata che oggi la vita ci offre, andiamo a identificare i mezzi più efficaci capaci davvero di compensare le nostre esigenze.

In questo caso, dove l’attenzione si focalizza proprio nella lettura della nostra anima più veritiera, potremmo cominciare a pensare a come migliorare l’apparato del nostro grande motore di comunicazione quali i nostri occhi.

Sicuramente dovremmo per prima cosa cominciare a curare gli occhi in superficie, utilizzando, per chi ne avesse bisogno, occhiali con gradazioni corrette, evitando di andare all’assalto di lenti usa e getta, che a forza di essere indossati, sfiniscono gli occhi rendendoli stanchi e arrossati. Curiamo il contorno occhi con detergenti delicati e di qualità, usiamo un make-up non esagerato   imparando a stenderlo con cura.

Ma questo non basta…

Alla base della nostra disciplina esiste innanzitutto una corretta dedizione per noi stessi, che si fonda sostanzialmente nell’apportare attenzione a piccoli accorgimenti che sono fondamentali per cominciare a pensare di ottimizzare il nostro aspetto con l’aiuto, in un secondo tempo, di metodi più costanti e risolutivi.

L’intervento di blefaroplastica superiore

Blefaroplastica-delle-palpebre-superioriLa chirurgia plastica ricostruttiva è sicuramente il tramite migliore capace di farci arrivare a risultati eccellenti senza invadere né danneggiare, o meglio lasciando integro, ma solo ringiovanito, il nostro aspetto originale.

La blefaroplastica superiore, la chirurgia della bellezza, è indubbiamente l’intervento più determinante, capace davvero di andare a modificare le imperfezioni dovute soprattutto all’invecchiamento e quindi al cedimento della palpebra.

La blefaroplastica superiore è un intervento di chirurgia estetica che tende a cancellare quasi del tutto i segni dell’età e a ridare freschezza e luminosità allo sguardo.

Questo metodo si effettua quando la cute, nell’area superiore dell’occhio, è in eccesso, andando a coprire la rima palpebrale specialmente sul margine laterale andando ad eliminare l’effetto triste dello sguardo.

I pazienti che vorranno sottoporsi all’intervento di blefaroplastica superiore dovranno essere trattati da chirurghi altamente referenziati e specializzati in materia. Diversamente si potrebbe rischiare di avere risultati non del tutto soddisfacenti.

Il dottore sarà in grado di stabilire, durante la prima visita, una stima accurata del risultato ottenibile, spiegando tutti i dettagli dell’intervento.

L’intervento potrà essere effettuato sia in anestesia locale (con o senza sedazione) che in anestesia generale.

Nell’intervento di blefaroplastica superiore verrà valutato e disegnato l’eccesso cutaneo da asportare. Si andrà a rimuovere così l’eccesso di pelle e le eventuali borse adipose sottostanti attraverso un’incisione nascosta nella piega naturale della palpebra prolungata nella regione del canto esterno.

La cute verrà poi suturata con un filo di sutura molto sottile.

L’intervento verrà eseguito in clinica e in regime ambulatoriale o di Day Hospital e comporta un dolore davvero minimo e quindi sopportabilissimo.

Il paziente potrà essere dimesso il giorno stesso dell’intervento.

Ci sarà ovviamente la possibilità che si possano presentare echimosi che variano a seconda del paziente e possono essere di lieve o media intensità. La maggior parte di tali ecchimosi scompare fra il quinto ed il decimo giorno. Durante questo periodo le palpebre possono apparire un po’ gonfie e si può riscontrare una maggior lacrimazione.

Il lavoro e le attività sociali saranno limitate per 10-15 gg. circa dopo l’intervento. Per il make-up si dovranno attendere almeno 5 gg…

A volte ci sono parole che non dicono niente, ma sguardi che dicono tutto. Questo ci porta a pensare quanto sia indispensabile ottimizzare l’armonia del nostro sguardo, la sua intensità, la sua luce e la sua verità, al fine di poter trasmettere davvero il valore della nostra anima come quello del nostro spirito.

In questo tempo ormai così cullato dall’avanguardia di una medicina e chirurgia estetica così sorprendente e accurata, non dobbiamo avere timore di osare nella sua innovazione.

Il risultato sarà eccellente se potremo unire la competenza dei medici e la fiducia per loro, con la tenacia del nostro volere, ma sempre nel rispetto di noi stessi e della meraviglia di ciò che la nostra mente può estrapolare da tutto questo.

Il linguaggio dello sguardo è ormai divenuto un’essenza universale capace davvero di interpretare il meglio o il peggio di noi. Lottiamo per far emergere la parte più spettacolare di noi stessi sopprimendo per prima cosa la paura.

Solo così potremo sì, celare la verità uscita dalla nostra lingua, ma mai quella che emergerà dai nostri preziosi occhi.

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Il rapporto tra chirurgo e paziente

Il rapporto tra chirurgo e paziente

Medicina. Non esiste competenza senza umanità innanzitutto.

Per tutti coloro che si recano da un medico, l’ascolto e il dialogo sono aspetti assolutamente fondamentali per la cura o l’intervento (qualsiasi natura esso possa avere) che si prospettano per il paziente.

La genetica e i progressi della medicina hanno migliorato di gran lunga la vita di molte persone, ma il supporto medico stesso, ormai così hi-tech e parcellizzato, riscopre enormemente l’essenza più fondamentale che è quella dell’importanza del rapporto umano con i suoi pazienti.

Il rapporto medico-paziente è una delicata e significativa relazione che si instaura tra il medico e il suo paziente. Esso diviene man mano un rapporto simbiotico che si plasma tra la vulnerabilità del paziente e la competenza del medico che ne fa tesoro donando specifici doveri morali e giuridici.

Da qui, da questi principi estremamente fondamentali atti a portare il paziente a maggior consapevolezza, dovremmo tutti farci anche un esame di coscienza e provare ad immaginare che sicuramente, per la maggior parte dei casi, la competenza del medico dovrebbe essere la prima a guidarci per un percorso congeniale alle nostre patologie e quant’altro, ma sta anche a noi cercare di creare un equilibrio con il medico, la sua competenza e la sua sensibilità. Collaborare.

Il vittimismo del paziente crea molte volte un alibi assai subdola che crea inevitabilmente dei limiti a volte persino pericolosi.

Ricordiamoci sempre che la scienza medica è così imperfetta che non è sempre possibile sapere per certo, prima di trattare un paziente, quale sarà il risultato, se pur l’esperienza sia di gran supporto per opzionare delle “quasi” certezze di realizzazione.

Ogni terapia diviene comunque sperimentale e ogni medico correrà dei rischi se vorrà davvero aiutare i suoi pazienti. L’incompetenza poi è un’altra cosa: se un medico risulta incompetente non dovrebbe praticare la medicina, punto e basta.

La percentuale dei medici-nati, i veri medici, è sicuramente minore rispetto alle aspettative amabilmente ignoranti che ognuno di noi crea solitamente nella propria mente rispetto alla categoria dei medici. Rimane però il fatto che la figura del medico rispecchia in ognuno di noi la quasi certezza del cambiamento e quindi della guarigione.

Per cui ciò che resta da fare al paziente è il fatto di non voler veramente sapere, bensì ubbidire.

L’autorità del medico è un punto fermo assai gradito e che lo dispensa nel più delle volte dalla riflessione e dalla propria responsabilità.

Ma non bisogna mai esagerare. L’equilibrio è paritario e chiama l’attenzione di entrambi se pur in misure e metodi completamente differenti.

Più il medico si presenta autorevole e sicuro di sé, maggiore sarà l’effetto placebo, quello davvero capace di placare le paure e rafforzare le speranze. Più il paziente crederà nei poteri al di fuori di sé stesso (per cui quelli del medico, delle medicine, della tecnologia e dell’assistenza) maggiore sarà l’effetto placebo.

Rapporto medico-paziente nella chirurgia plastica

Nella chirurgia plastica ricostruttiva le sfumature nell’approccio sono forse ancora più delicate da affrontare.

I migliori chirurghi plastici devono avere estrema comprensione e umanità che, unite alla professionalità e all’utilizzo di nuove tecniche, divengono la base fondamentale per stabilire una relazione di fiducia paziente-specialista.

Quando un paziente deciderà di farsi visitare da un esperto in chirurgia plastica, cercherà si un aiuto medico ma andrà innanzitutto a mirare sulla comprensione e sull’umanità del professionista che lo supporterà.

Egli ha un estremo bisogno di un supporto morale, assolutamente dedicato alla compensazione innanzitutto delle sue paure. Ed ecco che così il medico, oltre alla maestria delle sue competenze diviene anche una sorta di amico. Un amico si circoscritto dalle mura bianche e asettiche di un ambulatorio, con il camice impeccabile e lo sguardo fisso sulla parte da andare a trattare, ma sempre un componente indispensabile che con il paziente costruirà una sorta di navicella spaziale capace di sorvolare il pianeta ad esso circoscritto, ma senza terrorizzare.

La comprensione e l’empatia di un medico sono le basi essenziali capaci davvero di instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

La disciplina della chirurgia plastica ricostruttiva tratta innanzitutto la bellezza, qualcosa quindi di molto soggettivo.

Nessuno potrà affermare con assoluta certezza che una cosa è bella e l’altra no. Al contrario sarà molto più facile fare una netta differenza tra ciò che è corretto da ciò che non lo è. Tutto ciò che dovrebbe essere corretto e quindi dal risultato quasi perfetto, dovrà avere un aspetto lineare ed armonioso.

La normalità e l’armonia sono l’obiettivo principale della medicina estetica e della chirurgia plastica ricostruttiva.

Ma non è solo questa l’unica ragione capace di soddisfare la competenza di un chirurgo. Parliamo di qualcosa di molto più profondo. Qualcosa che va a toccare argomentazioni davvero munite di valori profondi, come la fiducia in sé stessi e la ricerca volta alla felicità.

Proprio per questo motivo ogni paziente che deciderà di avvalersi della grande competenza di un chirurgo plastico, avrà diritto ad una personalizzazione di sé stesso davvero accurata.

Sicuramente la chirurgia estetica non allunga la vita ma ci aiuta a sentirci di gran lunga più amabili, almeno dinnanzi agli occhi di coloro che spesso ci scrutano e ci giudicano, nonché, cosa più importante di tutte, a quelli di noi stessi.

Spesso i pazienti ricorrono innanzitutto a metodi naturali prima ancora di rivolgersi ad un vero e proprio specialista del settore. Si sa, ognuno di noi ha il terrore delle nuove tecnologie, forse quelle che intendiamo essere le più invasive e che in qualche modo pensiamo possano peggiorare il nostro stato di fatto, oppure quelle che semplicemente temiamo ci facciano soffrire fisicamente.

Possiamo però credere che la chirurgia plastica ricostruttiva sia davvero l’ultima speranza capace davvero, a volte, di fare miracoli, soprattutto quando all’apparenza sembra non ci sia davvero più nulla da fare.

I problemi fisici congeniti o derivati da un trauma, recano turbe emotive il più delle volte anche molto difficili da superare.

Il chirurgo plastico può sicuramente restituire loro, soprattutto se munito di grande esperienza, la speranza di un forte cambiamento, restituendo a queste persone una vita “normale”, aiutando loro a superare le difficoltà di un reinserimento nella società. Non a caso i chirurghi plastici non si occupano solo di limare nasi, fare botox, iniettare acido ialuronico e quant’altro, ma sono anche protagonisti di grandi interventi volti a generare forti cambiamenti su deformazioni congenite, ricostruzioni oncologiche, gravi ustioni ecc…

Ogni persona ha diritto ad una seconda opportunità, per cui vale davvero la pena di tentare.

Detto ciò, non possiamo ignorare il fatto che ricorrere al medico ideale sia un’impresa poi così facile.

Ognuno di noi cerca un professionista che trabocchi di sapere, di energia, di ottimismo, di vivacità culturale, di intensità umana, con una carriera pubblicizzata su miriadi di copertine dalla carta spessa e lussuosa, di lauree e di specializzazioni, di un medico cosmopolita che viva un incessante work in progress, in grado di aggiornarsi di continuo, supportato da tecnologie all’avanguardia, capace innanzitutto di collegarsi con immediata empatia   e con le stesse affinità elettive.

Sono tutte qualità queste che sicuramente favoriscono il completamento al 100% delle nostre aspettative.

Ma partendo dal presupposto di selezionare un medico dalle ottime referenze anche se non sempre così blasonate, dobbiamo davvero concentrarci nel risultato del nostro intuito intelligente ed emotivo.

Oggi il medico, oltre che a utilizzare bene aghi e bisturi, prescrivere medicine e seguire la degenza dei suoi pazienti, ha una nuova e fondamentale missione: entrare in empatia con il paziente, ascoltarlo e creare con lui un rapporto di completa fiducia. Questo sarà così il medico che potrà essere definito colui che ha una marcia in più.

Si parla di bellezza e non solo bellezza, ma anche di corpo e psiche, di maggiore sicurezza nei confronti di se stessi e quindi tutto nasce dal piacere di piacersi e di piacere.

Il connubio quindi tra paziente e la competenza del suo medico, non dovrà rimanere un semplice cliché, ma spingersi ad un livello molto più profondo e quindi essenziale.

Essi avranno quindi un obiettivo comune che sarà quello di conquistare la soddisfazione del risultato e della felicità.

Questo sottile, delicato e grandioso rapporto empatico, vincerà enormemente sul panorama dell’etica disciplinare ed emotiva di tale ambito, donando alle intenzioni la certezza di  una conquista più che soddisfacente, volta al raggiungimento  compensativo di una nuova vita e  della  qualità  eccellente per la stessa.

Rendiamo l’ordinario straordinario, ma con la collaborazione di tutti noi.

Vuoi affidarti alle mani di un professionista serio, capace ed esperto? Effettua una visita da uno Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica a Torino, Asti e Alba, ti invito a contattarmi telefonicamente o compilando il modulo di contatto seguente: CLICCA QUI

Medicina e chirurgia estetica in estate: cosa fare e cosa no

Medicina e chirurgia estetica in estate: cosa fare e cosa no

Medicina-e-chirurgia-estetica-in-estateQualcuno dice che l’estate sia come una domenica smisurata, nella quale poter fare mille cose; divertirsi spensieratamente, godere della luce piena del giorno e del suo sole, sdrammatizzare il buio della vita in un giardino d’estate e sognare con un po’ di tintarella addosso.

Vagheremo nelle azzurre sere d’estate, per i sentieri, lungo la spiaggia bianca, sfiorando il mare fresco e la sua schiuma. Sentiremo la frescura sotto i piedi e lasceremo che il vento ci accarezzi i capelli.

Andremo poi lontano, molto lontano, come gitani innamorati della vita, senza doverci chiedere né troppi ma e né troppi perché.

Bella l’estate, buono il suo sapore, delicato il suo profumo. Essa ci attende nell’accoglienza assoluta che abbraccerà la nostra nuova veste.

L’estate fa sì che le cose migliori succedano velocemente. Per questo non bisogna perdere troppo tempo e cominciare davvero a pensare come prepararci per accoglierla.

Prima cosa in assoluto sarà conoscere l’abito umano che indosseremo per questa spettacolare domenica smisurata… L’abito sarà innanzitutto il nostro volto, protagonista essenziale per attirare le belle energie che la vita ci offre.

Partiamo dal presupposto di ottenere il più possibile i benefici e limitare al minimo i danni del sole (e del mare). L’estate deve rappresentare non solo un momento di recupero della forma fisica, ma anche un periodo di assoluto riposo volto a cancellare tutte le fatiche e gli stress concentrati durante l’anno lavorativo. È una occasione preziosa che ci dovrebbe portare a rigenerare il nostro organismo e soprattutto la nostra pelle.

Cominciamo con il detergere spesso il viso in profondità dalle tossine e dalle impurità accumulate durante la stagione invernale e primaverile.

Idratare la nostra pelle per resistere al caldo, al sole e alla salsedine o al cloro (soprattutto per coloro che frequentano le piscine).

Con l’arrivo delle giornate più calde, lasceremo spesso nel cassetto il fondotinta o il primer. La crema però non dovrà assolutamente mancare. Utilizzeremo texture leggere e a rapido assorbimento.

L’invecchiamento generato dai raggi UV interessa anche i soggetti giovani. Il fotoaging provoca perdita di elasticità e secchezza, facendo apparire lamelle ispessita e più rigida.

Cosa assolutamente fondamentale poi è l’alimentazione. Grazie ad una dieta ricca di cibi che contengono betacarotene e antiossidanti, possiamo fornire al nostro organismo un valido aiuto per affrontare la bella stagione. Abituiamoci quindi a consumare cibi di stagione ricchi di antiossidanti come frutti di bosco, le fragole (ricche di vitamina A, i kiwi, gli spinaci, l’insalata. In ultimo carote, melone, peperoni gialli che contengono tarassaco.

La pelle, per resistere alla calura estiva dovrà essere assolutamente idratata. Per chi ha una cute secca invece, attenzione ai raggi solari.

Bevete molta acqua (almeno 2 lt. giornalieri) ma occorre scegliere un prodotto giusto per idratare la pelle in profondità.

Per quanto riguarda invece il tocco di bellezza definitivo, la medicina estetica è davvero un tramite vincente per coronare il risultato ottimale e divenire davvero delle donne stupende.

È vero, l’abbronzatura dona al viso e al corpo un aspetto più energico e affascinante, ma resta pur sempre un cambiamento cutaneo da trattare con cautela per non danneggiare la pelle e favorire le rughe.

Cerchiamo quindi di trattare il viso con rimedi che in qualche modo mantengono il nostro viso sempre elastico e luminoso.

I trattamenti di medicina estetica in estate

Medicina-e-chirurgia-estetica-in-estate-cosa-fare-e-cosa-noLa medicina estetica suggerisce dei trattamenti davvero efficaci quali la biorivitalizzazione con acido ialuronico e filler, tossina botulinica.

La biorivitalizzazione è una tecnica non invasiva di medicina estetica che attraverso microscopiche iniezioni sul derma di molecole bio-stimolanti, dona un aspetto molto più fresco, luminoso, giovane e levigato.

Le sostanze che vengono utilizzate per questa tecnica sono preparati a base di acido ialuronico (che come è già noto è questa una sostanza presente nella nostra pelle) con aminoacidi, vitamine e peptidi biomimetici.

Il trattamento avrà una funzione ristrutturante data dal ricambio cellulare dovuto alla stimolazione della produzione del collagene e dell’elastina.

L’azione sarà assai idratante grazie al richiamo dell’acqua dei tessuti, ottenendo un effetto antiossidante.

L’azione dell’ago nella rivitalizzazione viso provoca delle microscopiche lesioni quasi impercettibili, che contribuiranno a far si che il derma attivi fisiologicamente il processo di riparazione portando anch’esso alla produzione di componenti della matrice del derma.

Il risultato, nella costanza del trattamento, sarà davvero eccellente, donando ringiovanimento alla pelle del viso, portandolo ad una maggiore compattezza visiva e turgore della pelle. Anche la trama della pelle sarà altamente migliorata e donerà luminosità oltre che ovviamente un appiattimento delle rughe ed una migliore idratazione del derma.

Nel mix che verrà iniettato tramite microaghi, indolore, oltre al quasi sempre presente acido ialuronico, vi sono anche all’interno vari tipi di vitamine che presentano una funzione  specifica, come la vitamina C, la vitamina E e A, le vitamine B12, B3 e B2.

Risulta chiaro il risultato, perché dopo tali iniezioni la tonificazione del derma è eccellente.

Questo tipo di trattamento non è assolutamente portatore di effetti collaterali e si può effettuare tranquillamente in uno studio medico autorizzato.

Passiamo alla tossina botulinica. Il meccanismo d’azione del botulino consiste nel bloccare il rilascio di una sostanza chimica prodotta dall’organismo, l’aceticolina, che trasmette gli impulsi nervosi ai muscoli, regolandone la contrazione e, quindi, il movimento.

E’ quindi particolarmente indicata per eliminare le rughe presenti soprattutto a livello del terzo superiore del volto (rughe frontali, glabellari e periodulari) ridando al volto un aspetto molto più fresco e più giovane.

L’applicazione della tossina botulinica deve essere effettuata da professionisti super qualificati. E’ infatti necessaria un’ottima conoscenza dell’anatomia dei muscoli mimici per iniettare il prodotto in modo da favorire un effetto “liftante”.

Il trattamento è praticamente indolore e il suo effetto ottimale definitivo si svilupperà entro 3-5 gg. Ovviamente, come in tutti i protocolli previsti dalla medicina estetica, ci vuole costanza nella sua attuazione periodica. Bisognerà considerare di rifare il trattamento dopo 4-5 mesi dall’ultima seduta.

Il filler è un altro trattamento assai fondamentale. Con il passare del tempo la naturale produzione di acido ialuronico diminuisce e la pelle perde elasticità e volume. Il tessuto cutaneo appare quindi raggrinzito con rughe visibili. Il filler è praticamente indicato per questo tipo di inestetismo che oltretutto nei mesi estivi, con l’intensità del sole sulla pelle, tende a peggiorare.

I materiali di riempimento vengono iniettati sottopelle attraverso apposite siringhe dotate di aghi molto sottili, consentendo di riempire e ridare turgore a un tessuto che lo ha perso con il tempo.

La tecnica dei filler consiste nell’iniettare una certa quantità di materiale di diversa densità e profondità, a seconda delle esigenze, per ottenere un riempimento o un aumento di volume.

Queste sostanze hanno ovviamente una durata limitata a seconda del protocollo utilizzato e dal soggetto in questione. Si dovrà quindi ripetere il trattamento nel tempo.

L’acido ialuronico è un filler biocompatibile con il nostro organismo, per cui in grado di allontanare il rischio di complicazioni, rigetto e allergia.

Per cui per questa estate il trend di bellezza che spopolerà sarà una beauty routine costante e delicata, un’abbronzatura perfetta, prodotti eccellenti da applicare e trattamenti di medicina estetica non invasivi, ma assolutamente efficaci.

La naturale evoluzione delle tendenze si mescola con gli inevitabili cambiamenti che ha portato con sé questo tempo un po’ costretto e problematico, come ad esempio una pandemia che in qualche modo ha reso dormiente la cura del sè.

Adeguiamoci quindi alle conseguenze ma corriamo ai ripari, proponendo a noi stessi, con l’aiuto dei professionisti più specializzati, tecniche di miglioramento efficaci e sorprendenti.

Vogliamoci bene sotto il sole caldo senza però eccedere. Ricordiamoci sempre che prevenire è meglio che curare. Anticipiamo i tempi e proroghiamo la sorpresa del domani che verrà, aiutandoci con rimedi capaci davvero di farci apparire belle ma con intelligenza.

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