L’evento Martedì 31 marzo, alle 17.30, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il Dott. Luca Spaziante (Chirurgo Plastico, Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva – AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico – Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico – ACTO Italia e ACTO Piemonte) inaugurerà il ciclo di conferenze dal titolo «Filosofia della bellezza: educare per generare valore e consapevolezza», legato al suo progetto editoriale Chirurgia dell’anima: oltre la forma verso l’essenza. All’evento parteciperanno, tra gli altri, la Dott.ssa Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, Livio Tranchida, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Elisa Picardo, Ginecologa presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente ACTO Piemonte e Ugo Nespolo, noto artista piemontese.
L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere una riflessione culturale e sociale sul significato contemporaneo della bellezza e sul rapporto, sempre più complesso e talvolta problematico, che molti giovani sviluppano con il proprio corpo e con la propria identità. In un contesto dominato dalla diffusione di modelli estetici spesso irrealistici e uniformanti, amplificati dai social media, diventa fondamentale aprire spazi di dialogo e consapevolezza capaci non solo di restituire alla bellezza una dimensione più autentica, personale e identitaria, ma soprattutto di contrastare un disagio psicologico giovanile sempre più dilagante. Il progetto si propone di sensibilizzare le nuove generazioni a sviluppare uno sguardo critico e consapevole, orientato verso la valorizzazione della propria individualità, dell’equilibrio interiore e della relazione armonica tra corpo, mente e identità personale.
All’interno di questa riflessione svolge un ruolo fondamentale la chirurgia plastica: una disciplina che, quando guidata da un solido principio etico e da una visione umanistica della cura può rappresentare per molte persone un importante strumento di recupero del proprio benessere psicofisico e sociale. L’intervento sul corpo non si configura necessariamente come ricerca di perfezione estetica, ma può diventare un percorso di riconciliazione con la propria immagine, contribuendo a ristabilire un equilibrio profondo tra l’aspetto esteriore e la dimensione più intima dell’individuo.
Attraverso contributi che intrecciano filosofia, arte, medicina e psicologia, il ciclo di incontri, che si svolgerà su tutto il territorio nazionale, intende offrire un’occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e nuove generazioni. L’obiettivo è promuovere una cultura della bellezza fondata sulla consapevolezza, sul rispetto dell’identità individuale e su un’etica della cura della persona: un nuovo paradigma in cui la bellezza non sia uno standard imposto o una semplice forma esteriore, ma espressione autentica dell’essere e percorso di armonia tra corpo, anima e identità.
Per info e prenotazioni inviare un WhatsApp al numero: 333 3528125
Mara Martellotta
Fonte: iltorinese.it
Martedì 31 marzo, alle 17.30, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il Dottor Luca Spaziante (Chirurgo Plastico, Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva – AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico – Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico – ACTO Italia e ACTO Piemonte) inaugurerà il ciclo di conferenze dal titolo «Filosofia della bellezza: educare per generare valore e consapevolezza», legato al suo progetto editoriale Chirurgia dell’anima: oltre la forma verso l’essenza. All’evento parteciperanno tra gli altri la Dott.saa Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, Livio Tranchida, direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute, Elisa Picardo, ginecologa presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente ACTO Piemonte e Ugo Nespolo, noto artista piemontese.
A portare i saluti istituzionali saranno il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’Assessore regionale al Bilancio, finanze e programmazione economica e finanziaria, Sviluppo delle attività produttive: industria, artigianato, Pmi e imprese cooperative, Internazionalizzazione e attrazione investimenti, Andrea Tronzano.
Il progetto
L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere una riflessione culturale e sociale sul significato contemporaneo della bellezza e sul rapporto – sempre più complesso e talvolta problematico – che molti giovani sviluppano con il proprio corpo e con la propria identità.
In un contesto dominato dalla diffusione di modelli estetici spesso irrealistici e uniformanti, amplificati dai social media, diventa fondamentale aprire spazi di dialogo e consapevolezza capaci non solo di restituire alla bellezza una dimensione più autentica, personale e identitaria, ma soprattutto di contrastare un disagio psicologico giovanile sempre più dilagante.
Il progetto si propone di sensibilizzare le nuove generazioni a sviluppare uno sguardo critico e consapevole, orientato verso la valorizzazione della propria individualità, dell’equilibrio interiore e della relazione armonica tra corpo, mente e identità personale.
Il ruolo della chirurgia plastica
All’interno di questa riflessione svolge un ruolo fondamentale la chirurgia plastica: una disciplina che, quando guidata da un solido principio etico e da una visione umanistica della cura può rappresentare per molte persone un importante strumento di recupero del proprio benessere psicofisico e sociale.
L’intervento sul corpo non si configura necessariamente come ricerca di perfezione estetica, ma può diventare un percorso di riconciliazione con la propria immagine, contribuendo a ristabilire un equilibrio profondo tra l’aspetto esteriore e la dimensione più intima dell’individuo.
Un approccio interdisciplinare
Attraverso contributi che intrecciano filosofia, arte, medicina e psicologia, il ciclo di incontri – che si svolgerà su tutto il territorio nazionale – intende offrire un’occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e nuove generazioni. L’obiettivo è promuovere una cultura della bellezza fondata sulla consapevolezza, sul rispetto dell’identità individuale e su un’etica della cura della persona: un nuovo paradigma in cui la bellezza non sia uno standard imposto o una semplice forma esteriore, ma espressione autentica dell’essere e percorso di armonia tra corpo, anima e identità.
Fonte: torinooggi.it
Che cos’è la bellezza? E’ soggettiva o oggettiva? E’ una mera questione estetica o ha a che fare direttamente con l’anima? Me lo sono chiesto più volte in varie fasi della vita e in diversi contesti, dal personale al professionale.
Mia madre dipingeva e nel suo modo di guardare una tela bianca c’era già tutto il mistero della bellezza: qualcosa di silenzioso, di profondo, di impossibile da spiegare fino in fondo. Non era teoria, era presenza. Era la sensazione che davanti a certe forme e a certi accordi di colore si producesse dentro di noi un’emozione autentica, quasi una sospensione. In quelle pennellate la mamma esprimeva e creava bellezza, con una forza che irradiava tutta la casa come una luce intensa e magnifica.
Ma la bellezza e i concetti che gravitano intorno ad essa mi hanno seguito, forse per uno strano gioco del destino, per tutta la vita. Ho scelto di fare il medico, il chirurgo plastico, colui che, detta in parole semplici, restituisce forma ed estetica in chi l’ha perduta, riscopre la bellezza in chi ha perso la sua sicurezza e non si riconosce più allo specchio, colui che, con un atto medico, tenta di curare anche un forte disagio psicologico che può compromettere la qualità della vita di parecchie persone.
Il tutto, naturalmente, dopo uno studio rigoroso del corpo umano, della scienza medica, delle tecniche chirurgiche più sofisticate e innovative, non perdendo mai il focus sulla precisione e sulla responsabilità della cura. Ma quella domanda non mi ha mai lasciato. Anzi, proprio lavorando ogni giorno sulle forme del corpo, ho capito con ancora più chiarezza che la bellezza vera non coincide con una misura, con un canone o con un modello imposto. È qualcosa di più sottile e più profondo.
Forse per questo alla mia passione per la medicina e per la chirurgia, ho sempre affiancato quella per l’arte, che – in ultima analisi – è perlopiù ricerca di bellezza e armonia. Cosa c’è infatti di più bello di una statua di Michelangelo o di Canova, con le loro perfette rappresentazioni anatomiche e la quasi mistica espressività dei personaggi scolpiti nel marmo. O Cosa c’è di più armonioso di una sinfonia di Mozart, dove ogni nota sembra comunicare direttamente con le nostre anime. E ancora: che cosa c’è di più emozionante di un dipinto di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che ha rivoluzionato il mondo dell’arte con il sapiente uso delle luci o di una foto di Mitch Epstein, dove il colore quasi ti travolge con la sua intensità.
E, forse come riflesso condizionato, ho portato questo sensibilità per la bellezza nel mio mestiere tenendo sempre ben presente che quando andiamo a modificare anche un solo difetto non lo facciamo per stravolgere, ma per restituire.
Restituire l’immagine nella quale il paziente si riconosce senza stravolgere. Rivelare e non trasformare. Con la consapevolezza che, proprio come recita il titolo del mio libro, la chirurgia plastica non è soltanto un mero intervento sul corpo: è e deve essere anche “chirurgia dell’anima”.
Luca Spaziante
Chirurgo Plastico
Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva – AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico – Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico – ACTO Italia e ACTO Piemonte.
CHI AVESSE PIACERE DI RICEVERE UNA COPIA DEL LIBRO “CHIRURGIA DELL’ANIMA: OLTRE LA FORMA VERSO L’ESSENZA” PUO’ PRENOTARE UN INCONTRO CON IL DOTTORE IN UNO DEI SUOI STUDI INVIANDO UN WHATSAPP AL NUMERO 333.352.81.25
Fonte: torinooggi.it
C’è un equivoco che, da sempre, accompagna la chirurgia plastica come un’ombra. L’idea che sia una scorciatoia: un colpo di spugna sull’insicurezza, una bacchetta magica contro il tempo, una promessa di felicità “da cartolina”, riservata a milionari eccentrici e vanitosi. È un equivoco comodo, perché semplifica tutto. Ma è anche un malinteso pericoloso, perché riduce una storia complessa, quella di una persona, a una questione di centimetri e simmetrie.
È per smontare questo equivoco che nasce il mio libro “Chirurgia dell’anima: oltre la forma verso l’essenza”: non per suggerire “trucchi” o per promettere miracoli, anzi: mette subito in chiaro che qui non troverai un manuale per diventare qualcun altro. L’ambizione è esattamente opposta: provare a raccontare, con parole accessibili, ma senza addolcire la realtà, come il lavoro sul corpo possa diventare un modo per riaprire un dialogo con sé stessi. Un dialogo che spesso si interrompe per ferite invisibili: quelle che non sanguinano, ma scavano. Quelle che non fanno rumore, ma cambiano la postura con cui stiamo nel mondo.
Perché scriverlo, allora? Perché dietro molte richieste di chirurgia non c’è solo un “non mi piaccio”. C’è una storia. A volte c’è una cicatrice che ricorda un evento traumatico, a volte un corpo che dopo una gravidanza, una malattia, un dimagrimento importante, non viene più percepito come “casa”. A volte c’è il peso specifico di parole ricevute negli anni, giudizi, svalutazioni, confronti, che si depositano addosso come polvere e finiscono per farci credere che la nostra identità sia un difetto da correggere. Il libro nasce per dire che queste dinamiche esistono, che non sono debolezze “da social”, e che il tempo da solo non è sempre quel medico saggio che ci raccontiamo: talvolta lascia che l’infezione diventi abitudine, che il dolore si faccia normalità.
Questo volume insiste su un concetto che oggi è quasi controcorrente: la bellezza non è la perfezione, è coerenza. È quell’armonia unica che nasce quando ciò che sentiamo dentro e ciò che mostriamo fuori tornano a parlarsi, senza guerra. Non è “essere più belli” nel senso di somigliare a qualcuno, ma riconoscersi. E riconoscersi, spesso, è un gesto terapeutico in sé.
C’è poi un’altra ragione, più personale, che attraversa queste pagine: il privilegio (e la responsabilità) di incontrare persone nel momento in cui sono più vulnerabili. Chi va dal chirurgo spesso arriva dopo mesi, a volte anni, di esitazioni, di vergogna, di tentativi di “farsela passare”. E in quel momento la chirurgia diventa anche ascolto: non solo un gesto tecnico, ma un accompagnamento. Lo scritto è un’estensione di quella mano tesa: un modo per raggiungere chi forse non si incontrerà mai di persona, offrendo non risposte preconfezionate, ma domande utili, strumenti di consapevolezza, e soprattutto un invito a non fermarsi alla superficie. Perché le domande quando sono oneste mettono in cammino più delle risposte.
In filigrana, c’è una posizione chiara anche rispetto al nostro tempo: viviamo immersi in immagini, filtri, confronti continui. Il rischio è confondere l’unicità con l’omologazione, l’autenticità con la performance. Questo libro prova a fare l’operazione più difficile: riportare la chirurgia plastica alla sua dimensione più autentica e più etica, quella di uno strumento. Uno strumento che, quando è usato bene, non ti trasforma e ti aiuta a riappropriarti della tua vera essenza.
Il cammino che viene proposto, infatti, non è un viaggio per tornare “a prima”, ma un percorso per diventare ciò che possiamo essere adesso, con le ferite trasformate in feritoie da cui entra luce. Non è retorica motivazionale: è una constatazione clinica e umana insieme. In sala operatoria si lavora su tessuti, certo. Ma nella vita reale si lavora su significati, identità, libertà. E la libertà, molto spesso, comincia quando smettiamo di nasconderci perfino a noi stessi.
Per chi vorrà approfondire e confrontarsi dal vivo, il libro sarà presentato anche attraverso una serie di conferenze dal titolo “Filosofia della Bellezza: educare per generare valore e consapevolezza”. La prima, alla quale siete tutti invitati, si terrà all’Accademia Albertina di Torino la sera del prossimo 31 marzo.
Luca Spaziante
Chirurgo Plastico
Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva – AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico – Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico – ACTO Italia e ACTO Piemonte.
CHI AVESSE PIACERE DI RICEVERE UNA COPIA DEL LIBRO “CHIRURGIA DELL’ANIMA: OLTRE LA FORMA VERSO L’ESSENZA” PUO’ PRENOTARE UN INCONTRO CON IL DOTTORE IN UNO DEI SUOI STUDI INVIANDO UN WHATSAPP AL NUMERO 333.352.81.25
Fonte: torinooggi.it
Un incontro molto seguito, quello promosso dalla senatrice Paola Ambrogio (Fdi) e organizzato da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole tra scienza, ascolto e cura: quando la bellezza diventa un percorso di consapevolezza
Ampia partecipazione e un confronto intenso, ieri, in Senato, a Roma, per la presentazione del volume del chirurgo plastico torinese, Luca Spaziante, “Chirurgia dell’Anima. Oltre la forma verso l’essenza”, un libro che propone una prospettiva originale sulla cura di sé: non come scorciatoia o trasformazione “da copertina”, ma come cammino graduale, fatto di ascolto, consapevolezza e rispetto dell’identità personale.
Nel corso dell’incontro – promosso dalla senatrice Paola Ambrogio e organizzatao da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole – è emersa con forza l’idea che il benessere non possa essere ridotto alla superficie: corpo e mente, nel vissuto quotidiano, restano un tutt’uno “indissolubile”, e la cura autentica passa anche dalla capacità di riconoscere quelle ferite invisibili che non fanno rumore, ma incidono in profondità.
“Chirurgia dell’Anima” non è un manuale di tecniche né un elenco di “trucchi” per apparire diversi; è piuttosto un invito a ricucire con pazienza “gli strappi del nostro tessuto più intimo”, dando un nome ai dolori silenziosi, alle insicurezze, alle cicatrici interiori che possono diventare “sbarre invisibili” se non vengono guardate con delicatezza e lucidità.
Accanto al tema della guarigione interiore, il volume porta al centro anche una visione etica della medicina estetica e della chirurgia plastica: il compito del medico non è “trasformare” imponendo un modello astratto, ma accompagnare le persone a far emergere una bellezza personale, coerente e riconoscibile. Un principio sintetizzato in una formula che ha fatto da filo rosso anche durante la serata: “correggere senza stravolgere, rivelare e non trasformare”.
Il libro si propone così come un percorso di consapevolezza: non promette risposte universali, ma offre prospettive, domande e strumenti di riflessione, con l’obiettivo di aiutare il lettore a guardarsi con occhi più “dolci” e comprensivi, e a ricomporre un equilibrio più profondo tra ciò che si è dentro e ciò che si mostra fuori.
Oltre all’autore e alla senatrice Ambrogio, hanno portato i saluti istituzionali i senatori Francesco Zaffini, Presidente della Commissione Affari sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Previdenza Sociale, Giorgio Maria Bergesio, membro della Commissione Industria e l’On. Guido Quintino Liris, Presidente dell’intergruppo parlamentare sulla prevenzione e le emergenze sanitarie nelle aree interne. Sono poi intervenuti Livio Tranchida, direttore Generale della stessa Azienda Ospedaliero-Universitaria; Maurizio Pompili, direttore UOC di Psichiatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma; Elisa Picardo, ginecologa presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente ACTO Piemonte; Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO). A introdurre e moderare è stata Cristina Del Tutto, CEO & Founder di Radio Parlamentare – Percorso Consapevole.
Fonti: SavonaNews – LaVoceDiAsti – TargatoCN – TorinOggi
In Senato presentata una nuova visione della Chirurgia Plastica che valorizza l’identità
“Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza” è il titolo del volume scritto dal noto chirurgo plastico torinese Luca Spaziante, che verrà presentato a Roma, a Palazzo Madama, nella sala Caduti di Nassirya, mercoledì 11 febbraio alle ore 18.
L’evento, a cui parteciperanno importanti ospiti, è stato promosso dalla senatrice Paola Ambrogio, da sempre attenta ai tema della sanità locale e nazionale e sarà organizzato da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole.
Il dottor Luca Spaziante è Dirigente Medico presso La SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva della Salute e della Scienza di Torino, Coordinatore degli Ambulatori di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso GVM Clinica Santa Caterina, Direttore Scientifico di Art Beauty Clinic e Membro del Comitato Tecnico Scientifico di ACTO Piemonte.
Presenterà il volume “Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza”, un testo che si discosta dal formato del manuale tecnico per proporre una narrazione in cui medicina, arte e filosofia sono accostate.
Cuore del volume è rappresentato da un ‘idea controcorrente nell’era dei filtri, dei social e delle mistificazioni digitali, vale a dire la bellezza intesa non come artificio, ma come ritorno alla vera essenza umana.
Attraverso riflessioni, aneddoti e storie di pazienti, il dottor Spaziante descrive un approccio alla chirurgia plastica che “ non stravolge, ma restituisce, non cancella, ma ricuce” e che legge proporzioni, armonia e naturalezza quali “firma invisibile” di ogni trasformazione.
La medicina è strettamente legata all’arte e all’armonia delle proporzioni, la prima si focalizza sul corpo, la seconda sulle immagini e i simboli, mentre la filosofia si pone domande che non si lasciano limitare dalla diagnosi.
All’evento di presentazione, dopo i saluti Istituzionali della Senatrice Paola Ambrogio, parteciperanno anche il Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida; il Prof. Maurizio Pompili, Direttore UOC di Psichiatria AOU Sant’Andrea di Roma; la Dott.ssa Elisa Picardo, Presidente ACTO Piemonte e ginecologa AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, oltre al Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO. Moderatrice Cristina Del Tutto, Direttore di Radio Parlamentare.
Mara Martellotta
Fonte: Il Torinese