Si dice solitamente che la storia di una vita si legga tra le rughe..
Ci fu un tempo in cui John Berger, scrittore inglese e dotto studioso di arte e di fotografia, parlò delle rughe delle persone attraverso un documentario che narrava di case che crollano e di vecchie cascine che vengono abbandonate dai loro proprietari e che in breve tempo divengono ruderi. Lui associava queste ai timori della nostra società, nei confronti di un mondo completamente riverso verso il panorama del futuro e ossessionato da ciò che potrebbe diventare. Causa principale l’invecchiamento dell’essere. Le persone infatti sono terrorizzate dalla mutazione di se stesse, si vergognano delle proprie rughe, vogliono eliminarle, per sembrare invece esseri giovani e freschi, affossando quindi il più possibile le tracce del passato sul proprio viso; una sorta di annientamento del “fu”.
La nostra idea di giovinezza fisica è legata soprattutto al viso e alla testa (alla pelle e ai capelli: le parti più visibili e quindi più significative che solitamente ci permettono di interfacciarci con più sicurezza nei confronti degli altri). Possiamo quindi affermare che qualsiasi tentativo di apparire più giovani può benissimo accomunarsi al fatto di indossare comunque e sempre una “maschera” che in qualche modo non ci renda consapevoli del nostro invecchiamento. Come la maschera di un costume che crea un’illusione, quella che da vecchi ci farà sembrare sempre giovani.
Quando diciamo che Paul Newman alla veneranda età di 80 anni ha un bellissimo aspetto, in realtà vogliamo dire che è riuscito benissimo a mascherare la sua vera età.
Paradossalmente però, molte altre culture non sono affatto affascinate dalla gioventù come noi. Per esempio i popoli appartenenti alla cultura indiana, credono che nella vita ci siano quattro fasi ben distinte. La nascita è la prima, poi arriva la gioventù, poi l’anzianità e infine la morte. Le fasi che quindi appartengono al passato vengono sempre meno evidenziate sulla scala dei valori delle loro priorità. Al contrario reputano molto più importante e interessante il futuro che verrà. Per cui, appena avranno la possibilità di alzarsi con le proprie gambe incominceranno da soli il percorso della loro vita e delle avversità che questa comporta, cominciando ad appassionarsi nell’attesa di avere figli, di guadagnarsi soldi, per poi arrivare alla fase del distacco, nella quale ci si ritira dal mondo e dalla corsa al successo, scegliendo invece la lettura e l’arte della buona filosofia, diventando praticamente eremiti. Pare che un’usanza indiana, porti gli indiani anziani a girare per le strade coperti di cenere e dal loro aspetto sembra che siano già passati a miglior vita.
Avanzano serenamente imparando e arricchendosi anche di sacrificio, fino ad arrivare gradualmente all’ultimo passaggio, quello della morte. Loro non temono di morire, per cui l’idea di lottare contro l’invecchiamento risulta per loro ridicola.
Culture quindi diametralmente opposte l’una dall’altra e quindi votate ad obiettivi completamente differenti.
Ma tornando alla nostra cultura, noi potremmo invece definirci esseri affamati di giovinezza, tanto da essere disposti, alle volte, a barattare questa con il rischio addirittura di cambiare i nostri connotati. Siamo letteralmente terrorizzati dall’invecchiamento più precoce. Amiamo quindi dipingerci come esseri sempre sognanti, avvolti dal desiderio di rimanere giovani all’unisono, quasi come appartenenti ai protagonisti di una fiaba senza tempo, contaminata da un’incantesimo irreversibile capace di immortalarci nella fase a noi più compiacente.
I mass media, le case di cosmesi e non solo, osano quindi sempre cercare di placare i nostri timori, presentando e incentivando prodotti in grado di dare ai consumatori la “maschera” della giovinezza. Una gara spasmodica volta innanzitutto a placare la paura e a soddisfare il desiderio.
Inutile nascondere che il nostro volto diverrà automaticamente il tramite più indispensabile per apparire evergreen.
La rughe sul viso delle donne e degli uomini sono la testimonianza dei segni del tempo che passa, della saggezza e dell’esperienza. Per esempio i contadini hanno le rughe molto più pronunciate a causa delle ore prolungate trascorse sotto il sole cocente dei campi. Le donne di mezza età odiano le rughe e cercano di eliminarle a tutti i costi, ricorrendo alle più moderne tecniche, da quelle più naturali a quelle che la medicina estetica plastica ricostruttiva sussurra.
Le ragazze più giovani spendono denaro nella cosmetica e nei trattamenti alle volte considerati “miracolosi”, per prevenirne la comparsa delle rughe.
Detto ciò, inutile dire quando sarebbe bello riuscire ad accettare le rughe così come si accettano tutte le altre cose della vita, senza ribellarci, rassegnandoci. Ma questo non è assolutamente possibile. Siamo troppo votati a soddisfare le nostre aspettative ma soprattutto anche quelle di altrui . Una progressione continua la nostra che non si placa per saggezza ma solo per necessità.
Segno assolutamente di allarme sono ad esempio le rughe naso labiali
Esse rappresentano le prime e più precoci avvisaglie dell’invecchiamento. Sono tra le prime rughe del viso ad apparire, non a caso si manifestano già intorno ai 30 anni.
Compaiono tra la base delle narici ed il labbro superiore, definite anche a “codice a barre”, perché formate da singoli solchi verticali, ravvicinati ed affiancati.
Oltre che sopra le labbra, collocazione tipica delle rughe naso labiali, queste possono anche formarsi ai lati del naso, con segni caratteristici che sembrano separare il naso stesso dalle guance.
La comparsa di queste rughe sul volto non deve spaventare, perché non è un sintomo dovuto ad una patologia ma solo ad un fenomeno fisiologico, dovuto all’invecchiamento della pelle, che muta e trasforma il nostro viso.
Questo è sicuramente un inestetismo molto fastidioso, perché ci rende nuovamente insicure. Non ci vediamo più giovani e fresche e ciò va inevitabilmente ad indebolire la nostra consapevolezza dinnanzi a coloro che dall’esterno si interfacciano con noi. Il viso risulta scavato e stanco, fuori fase. A quel punto perdiamo di autostima, cerchiamo di nascondere il più possibile i nostri difetti e tutto risulta innaturale, persino le smorfie sul nostro viso provano a trattenersi ed è così che la più autentica personalità che ci appartiene rischia di scivolare via.
Questo è sicuramente un fenomeno quindi che non dobbiamo assolutamente sottovalutare.
Quali sono i rimedi efficaci?
Esistono a tal proposito svariati rimedi per eliminare le rughe naso labiali, cominciando innanzitutto dai rimedi naturali.
Il motivo principale della comparsa delle rughe risulta essere la perdita di tono e di elasticità della pelle. Tale effetto è dovuto alla perdita di collagene, la proteina contenuta nel tessuto connettivo di tutte le specie animali e che ne fornisce la necessaria compattezza. Questo inestetismo si presenta lieve ma con l’avanzare dell’età si fa sempre più marcato.
Questa ovviamente una causa che coinvolge tutte le rughe del nostro viso, tuttavia, nel caso specifico di quelle che riguardano lo spazio compreso tra il naso e la bocca, la situazione può peggiorare a causa di un fattore peculiare, quello che comunemente chiamiamo espressione.
Infatti alcune contrazioni muscolari favoriscono la nascita delle rughe del volto, soprattutto quando ridiamo o comunichiamo per esprimere sentimenti di varia natura.
Un’altro fattore di rischio assai dannoso riguarda il tenore del nostro stile di vita, come ad esempio dormire poco (meno di otto ore), abusare di alcolici, fumare o alimentarci con cibi non sani. Lo stress poi fa la sua bella parte, come pure l’esposizione al sole nelle ore di punta: un’impatto devastante sulla nostra epidermide che accelera sicuramente la fase dell’invecchiamento del nostro viso e quindi delle rughe.
In ultimo, l’incidenza dello smog e del make-up, in particolar modo quando vengono utilizzati prodotti di bassa qualità e soprattutto non dermatologicamente testati, favoriranno il progredire di questo tipo di inestetismo.
Quando parliamo di rughe naso labiali, la gamma dei rimedi naturali risulta davvero molto ampia e variegata, ma vi do comunque qualche consiglio per cominciare a dirigervi verso alcune sostanze che io considero più portentose di altre.
Il rimedio tipico per contrastare le rughe naso labiali è sicuramente l’utilizzo di creme antirughe per il viso. La scelta di una buona crema non è determinata molto dal costo ma dalla sua composizione e dall’utilità della stessa riferita al risultato a noi più consono.
Da una ricerca approfondita dei laboratori di cosmesi, rilevo che la giusta crema da utilizzare dovrebbe contenere il maggior numero di questi ingredienti : camomilla, liquirizia, arbutina, vitamina A, vitamina E, vitamina C.
La camomilla contiene proprietà infiammatorie, funge inoltre da smacchiatore per eliminare le macchie della cute. La liquirizia migliora l’irrogazione sanguigna dei vasi capillari dell’epidermide. L’arbutina contrasta gli effetti negativi dei raggi UV del sole e elimina gli accumuli di melanina.
Le vitamina A, E e C, sono degli antiossidanti naturali, rallentano la fase di invecchiamento dell’epidermide. Oltre ad essere assunte attraverso la nostra alimentazione, vanno integrate per mezzo delle creme con assorbimento diretto da parte della pelle del viso. (Ricordatevi oltretutto, durante la stesura della crema,di effettuare un vero e proprio massaggio delicato. Nel caso delle rughe naso labiali, posizioniamo i due indici delle mani sotto il naso, al centro del labbro superiore, e muoviamole verso l’esterno della bocca al fine di spandere la crema nella zona interessata. Tale massaggio dovrà essere ripetuto fino a quando il prodotto non sarà completamente assorbito dal derma).
Un’altro elemento interessante per eliminare le rughe è il Babchi : il fiore indiano. La sostanza che contiene questo fiore proveniente dall’India sarebbe in grado, grazie alle sue molteplici e portentose proprietà benefiche, di contrastare le rughe. A spiegarlo è il British Journal Dermatology che mostra chiaramente come questo estratto: il “bakuchiol” sia importante per combattere l’invecchiamento della pelle. Il risultato che questa sostanza da alla nostra pelle è simile a quello del retinolo, ma senza alcun effetto collaterale che invece quest’ultimo solitamente apporta. Tra le varie proprietà ha quella di agire sulla pelle con un effetto esfoliante, oltre che a farla rinascere, rinnovando alla stessa un aspetto molto più sano e giovane. Lo si trova in crema o in fiale.
Detto ciò, non posso fare a meno di ricordarvi che per questo caso specifico la medicina estetica è oggi giorno un rimedio quasi naturale, con la differenza che il suo risultato è assolutamente immediato e soddisfacente dopo pochissime ore dalla sua terapia. Consiglio il “filler” che è la terapia più eccellente in campo medico. E’ un composto di acido ialuronico che per combattere questo inestetismo, risulta oggi essere una delle terapie più eccellenti. L’acido ialuronico inoltre non è altro che una sostanza naturale che con il tempo il nostro corpo produce ma purtroppo in forma sempre più minore. Per questo i filler possono integrarne la mancanza fisiologica, producendo effetti notevoli e nell’immediato. Tramite questo trattamento si parte da risultati che perdurano per 2 o 3 mesi nei filler ad assorbimento ultrarapido, mentre nei filler ad assorbimento ultralento possiamo anche arrivare a 24 mesi.
Trattamento indolore, senza effetti collaterali e assolutamente anallergico.
Sicuramente, ogni ruga racconta il nostro essere. Esse sono i segni del riso, delle lacrime, delle domande, degli stupori e delle certezze. Dobbiamo andare orgogliose di queste perché in qualche modo è come se fossero la testimonianza dei tanti capitoli del libro di quella nostra vita che parla di noi, ma è anche vero che come per tutti i tomi preziosi che si rispettano, c’è bisogno di curarne i contenuti e la copertina, magari anche solo semplicemente per riscoprire il posto dove erano collocati i nostri sorrisi più solari e autentici.
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William Shakespeare diceva : “ride alle cicatrici chi non ha mai avuto una ferita…”
…le ferite lievi possono guarire senza lasciare traccia, ma quando il problema si fa peggiore, arrivano segni molto più evidenti, per questo le cicatrici altrui dovrebbero insegnarci la prudenza e non certo divenire un tramite di pettegolezzo o di derisione.
Le ferite rimangono; col tempo, la mente, per proteggere se stessa, le cicatrizza e il dolore diminuisce, ma non se ne vanno quasi mai.
Poniamo quindi innanzitutto l’attenzione su ciò che ci rappresenta cercando di allontanare le cause che hanno prodotto le cicatrici, avvicinandoci sempre più al rimedio e quindi ad eliminarle, in modo che queste possano poi davvero non assillarci più.
Forse solo Capitan Harlock, protagonista dell’omonimo manga di fantascienza, pirata misterioso e taciturno, poteva osare liberamente e senza imbarazzo il suo aspetto così inconfondibile, rappresentato da un enorme mantello nero e da una profonda cicatrice sul volto che osava sfoggiare per difendersi dalle avversità, diffondendo timore e forza…se pur la sua anima ed il suo cuore fossero molto preziose a se stesso e non solo…
Ma noi viviamo sulla terra, dove giorno per giorno siamo soggetti sempre più esposti alla curiosità della gente e a difenderci dalla stessa, però non ci discostiamo poi molto da quel mondo fantastico che ci narra storie di capitani e sirene, che, se pur possano apparentemente sembrarci solo frutto di una fantasia bizzarra estrapolata da una disegnatore e da uno sceneggiatore di tutto rispetto, corrispondono alla storia, alla realtà e alla qualità degli animi più veritieri.
Cicatrice, aiuto!
Molto spesso basta solo sentire nominare la parola per provare un brivido.
Sappiamo perfettamente che la cicatrice è un segno tangibile ed indelebile sulla nostra pelle. Una ferita ricevuta accidentalmente o a seguito di un intervento chirurgico che lascia inevitabilmente un’impronta non solo sul corpo, ma nella nostra interiorità, nelle nostre emozioni, nella nostra psiche. E’ una sorta di orma che racconta una storia : la nostra.
Racchiude in quel tessuto una memoria, quasi come se fosse una fotografia istantanea che ha identificato nell’immediato l’apertura di quel nostro involucro di protezione che per una causa o per l’altra è stato profanato.
Non importano poi le dimensioni della cicatrice, se piccola o grande, se superficiale o più profonda, esse interrompono la comunicazione a livello tessutale e questo potrebbe davvero arrecare conseguenze più o meno invalidanti sul corpo.. Incide, proprio come un bisturi, sul nostro modo di approcciarci alla vita, a noi stessi e agli altri, invalidando molto spesso la libertà di sentirci noi stessi.
Le cicatrici, ovviamente le più profonde ed evidenti, sono oltretutto spesso in grado di trasformare il nostro equilibrio in modi differenti e profondi.
Sul corpo ad esempio: sotto la pelle sono presenti le membrane che collegano gli organi tra loro, che, se cicatrizzate, informano e modificano tutta la meccanica del nostro corpo. Ciò può dar luogo (nei casi più complessi) anche a mal di schiena, mal di testa, difficoltà addirittura a fecondare; esistono anche cicatrici da parto molto evidenti che inibiscono di gran lunga la nostra femminilità nonché insicurezza nelle decisioni più importanti da prendere nell’arco della vita di ognuna di noi e non solo facenti parti della sfera dell’intimità.
Inoltre a tutto questo si aggiungono anche i problemi di insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, sensazione di estraneazione. Le cicatrici minano anche le emozioni. Esse trattengono tutte le informazioni nel tessuto connettivo rendendoci vittime rispetto alle emozioni. Rischiano di trattenere la memoria emozionale legata ad un incidente da cui ha avuto origine la cicatrice. Infatti una cicatrice, ad esempio quella evidenziata sul viso a causa magari di un brutto incidente stradale, o quella su di una gamba ecc…possono ovviamente causare traumi talmente forti da impedirci di muoverci così liberamente nel nostro quotidiano, causandoci vergogna e libertà di azione, quella che molto spesso disegna la nostra spontaneità e il nostro lasciapassare visivo come risorsa assolutamente fondamentale per comunicare con la società oltre che con noi stesse.
Detto ciò, dovremmo a questo punto davvero considerare l’importanza degli inestetismi dovuti alle cicatrici, perché queste rischiano di ledere la nostra personalità oltre che a celare a noi stessi l’aspetto più piacevole e appropriato.
Le cicatrici nascono dal processo di cicatrizzazione attivato da una ferita dovuta a un trauma (bruciatura, taglio ecc…), o possono essere procurate da acne giovanile o da interventi chirurgici (più o meno invasivi).
Esistono due vaste categorie nelle quali vengono suddivise le cicatrici : ipertrofiche, dove si genera tessuto in eccesso e la pelle risulta in rilievo; atrofiche, dove si genera una quantità di tessuto ancora più superiore, causando così la riapertura della ferita.
Come prendersi cura delle cicatrici
Per prendersi cura di una cicatrice, prima che questa divenga del tutto cronica, sarà necessario seguire i seguenti consigli : tenere sempre pulita la ferita per prevenire infezioni mediante disinfettante, andando a ripetere la stessa azione piuttosto costantemente durante il giorno (due o tre volte). Dopo di che applicare una crema cicatrizzante al fine di accelerare la guarigione. Evitare di grattarsi sia sulla cicatrice ma anche sull’area circostante. Mantenere la zona sempre ben idratata, aiutando così la pelle a rigenerarsi e proteggendo la cicatrice dai raggi solari.
Prima di mettere qualsiasi tipo di crema, a meno che questa possa essere al 100% naturale, rivolgersi al proprio medico per farsi indicare la più risolutiva. Le creme ovviamente cambiano a seconda del tipo di pelle o della gravità della ferita.
Ovviamente questi sono i rimedi “fai da te”, quelli che occorrono per facilitare la guarigione di una cicatrice e prendersene cura, ma come fare per eliminare del tutto (o quasi) le cicatrici ?
Inutile dire che i rimedi cosiddetti “della nonna” siano sicuramente validi per la miglioria della nostra pelle e in questo caso delle nostre cicatrici, ma non posso fare a meno di ricordare, soprattutto per i casi più gravi, che la chirurgia estetica plastica ricostruttiva abbia davvero fatto passi da gigante in materia.
Ad oggi l’intervento Laser risulta tra i più efficaci (esistono diverse tipologie di laser che differiscono a seconda della lunghezza d’onda emessa e quindi hanno differenti utilizzi; ciascun tipo di impulso laser viene assorbito da un particolare pigmento, avendo quindi un differente bersaglio).
insieme al PRP, utilizzato come terapia rigenerativa, molto efficace per il trattamento delle cicatrici, soprattutto quelle dell’acne. E’una terapia che sfrutta l’effetto dei fattori di crescita autologhi (cioè che appartengono allo stesso paziente). Effettuando quindi un prelievo, il sangue viene trattato in modo da separare plasma, globuli rossi, piastrine e fattori di crescita. Questa formula concentrata viene poi iniettata su più punti della cute dove si presenta la cicatrice rigenerandone l’aspetto in modo assai evidente.
I metodi naturali
Tornando però ai metodi più naturali, ovviamente indicati per cicatrici molto più lievi, con principi attivi davvero elevati, potrei suggerirvi alcune sostanze che possono di gran lunga aiutare il trattamento delle cicatrici favorendo l’elasticità della pelle.
Cominciamo con l’olio di Rosa Mosqueta. Questo è un olio ricavato da un arbusto spinoso, usato spesso per prevenire le smagliature e per alleviare le scottature. E’ molto utile anche in caso di cicatrici (come ad esempio quelle da acne), grazie al reticolo contenuto nello stesso. Tamponando mattino e sera con un batuffolo imbevuto potrete godere del miglioramento.
Il miele è un’altro rimedio piuttosto economico ma che possiede grandi proprietà cicatrizzanti. La presenza di vitamina C e glucosio, fanno si che, utilizzati come impacchi per circa 30 minuti una volta o due alla settimana, possano davvero ridurre le cicatrici idratando a fondo la pelle. (E’ preferibile utilizzare miele biologico)
Suggerisco anche l’aloe vera, capace di rigenerare i tessuti grazie alle sue molteplici proprietà. Permette infatti di far regredire le cicatrici. E’ preferibile utilizzare l’aloe sulle cicatrici bianche e non sui cheloidi (le cicatrici rosse).
L’olio essenziale di lavanda è un’altra essenza delicata capace di disinfettare e calmare la ferita. Può essere a sua volta mescolato con altri oli, come quello di mandorle dolci, applicandolo direttamente l’unguento sulla ferita.
Altro olio davvero miracoloso è l’olio di germe di grano. Come gli altri oli si consiglia di comprarlo puro e biologico. La sua applicazione aiuta a rendere elastica la pelle e la rigenerazione delle cellule.
Le capsule di vitamina E invece sono un’altra ottima sostanza per eliminare le cicatrici. Devono essere ingerite oppure si possono utilizzare anche aprendo il contenuto della capsula e spargendolo direttamente sulla cicatrice. Dopo alcuni mesi di trattamento noterete che la cicatrice tenderà davvero man mano a scomparire del tutto.
Anche il tatuaggio può divenire un tramite intelligente per coprire cicatrici scomode. Ovviamente parliamo di un rimedio piuttosto di tendenza.
La moda dei tatoo ha fatto si che negli ultimi anni siano apparsi sempre più artisti ben formati, non solo nell’arte del disegno ma anche molto professionali nell’utilizzare aghi e colori, referenziati e muniti di attrezzature davvero eccellenti.
Grazie a questo sono sempre più numerose le persone che si avvalgono del tatuaggio per nascondere una brutta cicatrice o addirittura le smagliature.
Affinchè tutto ciò sia fattibile è necessario che si tratti di una cicatrice che sia completamente curata e che risulti indolore, cosa che solitamente accade quando saranno trascorsi alcuni mesi dall’intervento o da quando si è generata la ferita. Se hai una cicatrice che vuoi coprire, la cosa migliore è essere paziente e lasciar passare il tempo indicato da un professionista competente del settore.
Ma attenzione, non lasciamo che la moda diventi un tappabuchi per soffocare la medicina, ignorando quindi l’importanza di quest’ultima, nel rispetto della cura e della sanità del nostro corpo.
A causa della sfortuna si possono perdere le cose più preziose. Possiamo perdere la casa, l’auto e altri tesori, ma non possiamo sottrarci alla cura di noi stessi, mai. Impariamo in questa vita ad indossare il nostro cuore sulla nostra pelle. Solo così potremo davvero ritenerci guariti.
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“O sole mio…!”
Che bella cosa na jurnata ‘e sole
N’aria serena doppo na tempesta
Pe’ l’aria fresca para già na festa…
…così si raccontava la canzone del grande Enrico Caruso… Una canzone che pare sia stata ispirata da una splendida alba sul mar Nero e, soprattutto dalla nobil donna Anna Maria Vignati Mazza, detta “Nina”, sposa del Senatore Giorgio Arcoleo e vincitrice a Napoli del primo concorso di bellezza della città partenopea.
Storia di una canzone che pare quasi leggenda, ispirata in realtà dal volto fresco e meraviglioso di un’amata donzella che al risplendere del sole si illuminava. Lei, quale amante del poeta, e non propio il sole di Napoli.
Magia infinita, quindi, è la bellezza e ciò che può generare….
Quindi, quando il sole splende, determina inequivocabilmente tutte le sfumature della verità, le smanie più amabili che sussurrano la verità di ciò che davvero ci rappresenta, le risorse del belvedere dinnanzi ad una luce quasi trasparente che nulla cela ma tutto esalta.
Per questo stesso motivo siamo affascinate dal sole dell’estate ma al tempo stesso ne siamo quasi intimorite.
I colori si annunciano più frequenti, le carnagioni ne prendono la nuance e così anche il culto per quella bellezza che sempre vorremmo mantenersi integra, fresca, delicata e giovane, ci rende attenti fautori del nostro essere più esteriore ma al tempo stesso ci allena a costruire la filosofia vincente per noi stessi, nell’affrontare lo spoglio dell’inverno dinnanzi al sole.
Arriva l’estate
Ed ecco che l’estate bussa alle porte. Non vediamo l’ora di sotterrare i cappotti, i cappelli, gli squallidi fondotinta e goderci finalmente i primi raggi di sole con visi acqua e sapone, per dedicarci all’esposizione di noi stesse.
Mare, lettura, amici, trattamenti di bellezza, anche i più naturali, ci renderanno assolute protagoniste della nostra routine di bellezza!
D’estate ovviamente è complice l’abbronzatura, il movimento e le vitamine che ingeriamo in quella reale o presunta dieta che tanto vorremmo rendere assolutamente veritiera in quel nostro moto perpetuo vitale, che in estate diviene paradossalmente più importante rispettare e ottimizzare che in quei mesi più cupi e freddi quali quelli invernali.
La domanda però poi nasce spontanea: “cosa dovremmo fare per migliorare il nostro viso in estate?”
… seguire i dotti e saggi consigli della nonna? Quali: “vai al mare che il sole purificherà la pelle”, oppure “il sale asciugherà le imperfezioni”.
Chi, di ognuna di noi non ha mai sentito questi detti? Ma sappiamo tutte che lasciano il tempo che trovano …. Falsi miti!
Per questo stesso motivo, infatti, la ragione ci induce innanzitutto ad un’adeguata protezione, perché i raggi solari possono davvero danneggiare la pelle.
Inoltre, il sole renderà la stessa più spessa e dura, per cui anche la cosmesi troverà terreno difficile da irrigare. I principi attivi contenuti nelle creme e nei prodotti della più indicata e selezionata beauty routine, faranno sicuramente molta più fatica a penetrare in profondità e ottenere quindi un risultato più efficace.
I trattamenti estetici in estate
Molto spesso ci ritroviamo a consolarci utilizzando i risultati apparenti che l’abbronzatura cela, donando quindi alla pelle più tonicità, nascondendo difetti e macchie solari.
Una sorta di fondotinta naturale che nasconde gli inestetismi più scomodi, molto più visibili d’estate che in inverno.
Per questo è assai importante continuare a sottoporsi a trattamenti estetici anche nei mesi estivi, al fine di salvaguardare al meglio la pelle dal sole, evitando di peggiorare gli inestetismi “avanzati” una volta sparita l’abbronzatura.
Oltretutto i trattamenti estetici effettuati in estate non sono aggressivi per la pelle, proprio grazie agli acidi naturali utilizzati.
Un trattamento viso gestito poi da un professionista serio e referenziato, sarà assolutamente efficace anche nei mesi estivi e oltre, perché non utilizzerà mai alcun prodotto che possa andare in contrapposizione con le caratteristiche della stagione in corso.
La pelle del viso, date le alte temperature di stagione e soprattutto per coloro che abitano nelle grandi città che portano danneggiamento alla pelle per smog e tassi elevati di umidità, soffre non poco. Se a questo aggiungiamo anche mesi stressanti se non traumatici, noteremo visi fuori forma, che riportano evidenti segni di stanchezza, sfoghi e impurità, screpolature e disidratazione, nonché un processo di invecchiamento capace di esaltare ulteriormente rughe e decadimento della pelle.
Detto ciò, la lista della spesa per illuminare, tonificare e ringiovanire il nostro viso potrebbe essere la seguente.
Peeling viso – Filler – Tossina Botulinica e Biorivitalizzazione.
Ovviamente i trattamenti specifici da effettuare saranno mirati al tipo di pelle e all’età di ognuno di noi.
Il Peeling viso viene effettuato in caso di rughe superficiali o macchie della pelle. Consente di ottenere un progressivo ringiovanimento della pelle che appare più luminosa, elastica, morbida e priva di piccole rughe. Si basa sulla naturale capacità della pelle di rigenerare tessuto dopo un evento traumatico.
Il filler invece è particolarmente indicato per ridare alla pelle elasticità e volume. Con il passare degli anni la naturale produzione di acido ialuronico diminuisce e la pelle perde le sue proprietà. I materiali di riempimento vengono iniettati sotto pelle attraverso apposite siringhe dotate di aghi molto sottili, consentendo il turgore ad un tessuto che lo ha perso con il tempo.
A questo punto arriviamo alla tossina botulinica, per un effetto davvero definitivo, evidente e soprattutto naturalissimo (ricordiamo sempre che per ottenere risultati ottimali dobbiamo avvalerci di professionisti assolutamente affermati e referenziati quali chirurghi plastici ricostruttivi).
Essa è indicata per eliminare rughe presenti soprattutto a livello del terzo superiore del volto. Questa sostanza può essere utilizzata anche per il trattamento dell’iperidrosi ovvero l’eccessiva sudorazione. Un trattamento assolutamente indolore, non invasivo e non pericoloso. Dona al volto un ringiovanimento immediato e naturale.
La biorivitalizzazione è un altro trattamento assolutamente importante, soprattutto per mantenere la pelle elastica e luminosa, ristrutturante, anti-ossidante, idratante. Per cui si consiglia una costanza duratura nel tempo nell’effettuarlo.
E’ un trattamento medico non invasivo che offre la possibilità di trattare gli effetti dell’invecchiamento tramite l’infiltrazione di sostanze biocompatibili che andranno a biorivitalizzare i tessuti e rimettere in funzione i normali meccanismi di crescita e turnover della pelle.
Un trattamento che consente di ripristinare volumi e di reidratare profondamente la pelle per contrastarne il processo d’invecchiamento, dandole compattezza e luminosità.
Il sole rende belli! certo… ma noi dobbiamo innanzitutto imparare a conoscerlo e a ripararci dai suoi raggi per quanto capaci di illuminarci, proteggendo il nostro viso, rendendolo protetto, al fine di mantenerlo accogliente ai suoi raggi senza più la paura di danneggiarci.
Noi soprattutto saremo le stelle portatrici di bellezza, perché anche tramite la nostra delicata appartenenza alla conoscenza di noi stesse e di ciò che davvero dovremmo fare per la nostra pelle, sapendo quindi mantenere la nostra giovinezza, potremo soddisfare il sole e tutta la sua magia.
Un solo raggio di sole sbagliato per noi, sarà sufficiente per spazzare via il nostro sacrificio di bellezza. L’ora più buia allora sarà quella che precede il sorgere del sole, perché sarà la più difficile per meglio comprendere cosa fare della nostra pelle.
Saremo quindi dotte informatrici di noi stesse, riuscendo quindi a conquistare il sole senza più la paura di ripararci malamente dai suoi raggi. Sia quindi un giorno migliore domani per tutti noi.
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Dalla preistoria, agli Egizi, ai giorni nostri…
una storia infinita di immagini, colori, tratti e profumi, una forma d’arte, una trasposizione di se stessi dinnanzi all’ammirazione di altrui, quella che sempre speriamo possa divenire specchio della nostra felicità e delle nostre sensazioni più accattivanti.
L’utilizzo dei colori e delle essenze per la cura personale, sono sempre stati una sorta di rituale.
Si attesta l’utilizzo del trucco addirittura ai tempi della preistoria, testimoniato da graffiti in cui si possono evidenziare parti del corpo disegnate ad hoc. A seconda dei disegni, infatti, si poteva evincere la tribù a cui il soggetto facesse parte.
Chi asserisce quindi che il make up sia una pratica superficiale e poco importante, sbaglia clamorosamente. Esso infatti si afferma sin dall’antichità ed è sempre stato un tratto distintivo non solo delle donne, ma di una società in genere.
Nero fumo, fuliggine e polvere di minerali, furono i primi ingredienti che vennero utilizzati per disegnare simboli sul corpo, al fine di rappresentare e sottolineare la bellezza.
Fin dai tempi degli Egizi la cura del corpo fu innanzitutto sentita come una vera e propria cultura dell’essere. La regina Cleopatra, icona di fascino e virtù, si dipingeva gli occhi con del “kohl”, ottenuto da resine bruciate, o si dilettava colorarli con polvere di malachite, una pietra bizzarra dal colore verde/turchese.
Anche il profumo diveniva essenza fondamentale
Veniva utilizzato come un unguento, colato direttamente in testa! Utile anche per difendersi dagli insetti sotto forma di repellente.
La regina d’Egitto soleva anche avvalersi dello “scrub”, costituito da sabbie e argille di cui la zona del Nilo ne era assai ricca.
Inoltre, tonificava il volto ogni mattina e la sera con acqua di rose. In estate si faceva spruzzare la stessa dai suoi servitori per mantenere la pelle liscia, idratata e soprattutto per trattenere il make-up intatto.
Quel che è certo è che nella società egizia il culto della salute e della bellezza prevaricava su tutto, tanto che l’igiene personale era una esigenza che tra i nobili si traduceva in quattro bagni di pulizia quotidiana al giorno.
Uno dei grandi segreti di bellezza di Cleopatra fu la farina d’avena per purificare la pelle del viso: l’avena non fu e non è solo in grado di detergere a fondo la pelle, rimuovendone le impurità esfoliandola delicatamente, ma ha anche un effetto idratante e molto nutriente. La regina egiziana mescolava la farina d’avena con latte tiepido prima di farsi massaggiare delicatamente il morbido composto su tutto il viso per tre minuti.
Un’altro rimedio curioso che la regina utilizzava abitualmente era la maschera facciale, capace di sbiancare e illuminare la pelle del viso, idratarla e ringiovanirla. (Potremmo provare anche noi ad utilizzare la stessa ricetta : basta mescolare 1 cucchiaio di latte, 1 cucchiaio di argilla bianca, 1 cucchiaio di miele e la spremuta di mezzo limone. Tenere in posa per 20 minuti. Vedrete che risultati!)
Ma rimanendo nella curiosità di quei tempi così antichi, mi piacerebbe sussurrarvi le formule più accattivanti in cui tutti gli ingredienti utilizzati erano naturali e nessuna chimica andava quindi a contaminarne la valenza, ottenendo oltretutto risultati davvero eccezionali.
Elemento identificativo, quindi, ma anche simbolo di lusso e opulenza che sboccia in un tripudio di sfumature del periodo rococò, era quello di Maria Antonietta . Famosi erano i suoi rituali di toelettatura a cui avevano accesso solamente i membri favoriti più stretti. Rose Bertin, sua stilista dell’epoca e consulente di immagine personale, le procurava il make up di cui necessitava. Uno dei suoi cosmetici preferiti era il “rouge”, un prodotto combinato di cere e carminio (derivato della cocciniglia) che veniva applicato sulle labbra e sulle gote, al fine di donar loro il celeberrimo look denominato “bianco e rosso”. Pensate che persino i vari dandy dell’epoca, signori amanti dei viaggi, delle tendenze e della cura del look, usavano lo stesso composto di Maria Antonietta per vezzeggiarsi.
Durante la storia si sono susseguiti svariati diktat di stile, ma l’avvento del cinema e della star di Hollywood ha davvero cambiato (quasi) tutto. Quelli che erano i modelli delle epoche precedenti, da Cleopatra, ai reali e alle dee dei dipinti, nel ‘900 lasciano il posto alle dive, che diventeranno vere e proprie icone di bellezza.
Da Audry Hepburn, Marilyn Monroe a Greta Garbo: la scelta non è più univoca. L’offerta cosmetica comincia ad ampliarsi a macchia d’olio sul mercato, offrendo davvero una varietà di scelta incredibile. Sophia Loren prediligeva solamente rossetti color del bronzo oppure albicocca per esaltare il suo incarnato, mentre Vivian Leight utilizzava il rouge sia per le guance che per colorarsi le labbra.
Ma non solo il cinema…
L’avvento della musica rock e pop, della televisione e della pubblicità cambia drasticamente il concetto estetico femminile e quindi le mode e le tendenze appaiono come esplose in un caleidoscopio di varietà.
Gli anni ’70 furono interpretati con il gusto hippie : poco trucco ma acconciature protagoniste. Gli anni ’80, con l’avvento della disco dance, cominciano ad evidenziare texture brillanti, vistose e metallizzate. Mentre negli anni ’90 e 2000, invece, arrivano i gusti estremi e misture di stili si fondono fra loro. Si poteva passare dal trucco/non trucco con pelle abbronzata sino al make-up dark e di ispirazione gotica. Vi ricordate quegli occhi neri incorniciati come quadri da esposizione ?
L’avvento di internet poi ha portato una commistione di stili e culture che offre davvero una gamma di idiomi e modelli di bellezza femminile davvero ampissima.
Nei giorni d’oggi infatti è ormai possibile scegliere se adottare un make up “all’americana” , piuttosto marcato, oppure “all’italiana”, molto leggero, oppure “alla francese” con labbra dipinte di rosso e eye-liner sulle palpebre. Le varie sfumature sono davvero innumerevoli, basta prendere ispirazione dalle star.
Questo ci porta a pensare a quanto le mode, gli stili, ci portino sempre più inesorabilmente a sognare di essere ciò che non siamo e che vorremmo essere.
Per evitare però di inciamparci in questa ambiguità, dovremmo cercare di trasmettere a noi stesse innanzitutto l’arte della bellezza nella sua più integra essenza. Osiamo si il make-up , ma solo come forma di miglioria e non come un’eterno e pesante cammuffamento carnevalesco.
L’arte dei colori, nella loro proporzione, ci aiuterà a trasmettere la parte più bella di noi ma anche la più trasparente, dipinta su pelle patinata dal sapore delicato.
Sotto il nostro trucco si evidenzia la storia della nostra vita, della nostra stanca ma anche della nostra gioia. Cerchiamo quindi di rendere patinato il suo panorama con colori tenui e corretti per il nostro essere.
Cerchiamo di porre attenzione anche alla qualità delle creme per il nostro viso che apporremmo come base sotto il trucco. Molti dei prodotti di cosmesi sul mercato del make up sono stati inventati dalla Corea, dove è altrettanto presente una grandissima cultura del trucco.
Apprezzatissimi questi loro prodotti per il loro facile utilizzo, hanno fatto esplodere un interesse davvero molto accentuato verso la produzione cosmetica orientale, oggigiorno sempre più di tendenza.
Arrivati a questo punto non possiamo fare a meno di menzionare le cosiddette influencers, make up artists o sinceramente semplici appassionate del genere che sono state capaci di popolare canali come You Tube e le bacheche di Instagram.
Moltissimi prodotti sono ormai divenuti di dominio comune solo perché recensiti dalle blogger. Se ci pensiamo bene, non molto tempo fa, certi prodotti erano davvero considerati assolutamente introvabili, come fondotinta multicolori, all’illuminante, al primer.
Alla fine rimane molto trasparente il concetto che è nel nostro DNA ricercare piacere per l’occhio, una sorta di sesto senso che ci trasmette felicità e armonia. La bellezza è un atto di ottimismo che dona positività all’anima e al corpo, insomma, se c’è trucco c’è speranza! E poi, non dimentichiamocelo, il make up è diventata una prassi per tutte le donne, ormai indispensabile.
Però, come tutte le belle cose che si rispettano bisogna innanzitutto salvaguardare la qualità di ciò che ci mettiamo sulla pelle oltre a saperla valorizzare con maestria, stile e gusto delicato.
Il mercato del make up
Ormai sappiamo che il mercato del make up si divide in low cost per indicare prodotti con una fascia di prezzo medio-basso e high cost per indicare prodotti con una fascia di prezzo medio-alta.
Fino a 10 anni fa circa, eravamo use a trovare prodotti eccellenti nelle profumerie, firmati Dior o Chanel, marchi solitamente votati a donne mature. Dopo di che si scendeva sulla fascia, diciamo più idonea ad un target di donne giovani. Marche quindi come Pupa o Maybelline, facilmente reperibili persino sugli scaffali dei supermercati, andavano a ruba. Dopo di che è accaduto un qualcosa che ha letteralmente rivoltato tutto il mercato, anche tramite il supporto dei media e dei social network, evidenziando quindi anche quei marchi che in un primo tempo erano considerati di basso livello.
Probabilmente, vista la concorrenza, il mercato è molto più competitivo e agguerrito, per cui i prodotti avanzano, anche se sull’asse di cosmetici meno griffati. Per cui anche la qualità migliora e così pure l’effetto visivo sulla pelle di coloro che la utilizzano.
Esistono fondotinta eccellenti firmati Armani ma altrettanti, molto meno cari, altrettanto validi. Prodotti sempre high cost che però sono fenomenali e valgono ogni centesimo speso. La Urban Decay o la Essence, son fra questi. Anche Kiko offre prodotti di qualità, se pur convenga acquistare in saldo soprattutto per quanto riguarda le Limited edition. Altre case molto valide sono Diego della Palma e Estée Lauder : rapporto costo/qualità validissimo.
Insomma, davvero una vasta gamma abbiamo oggi giorno a disposizione per valorizzare il nostro viso ma anche la nostra anima e il nostro spirito.
La cosa essenziale è cercare ovviamente di creare equilibrio tra il prodotto e la qualità della nostra pelle, molte volte assai delicata.
Consiglio un ottimo fondotinta, matita per l’interno dell’occhio e il rossetto per i quali optare sulla maggior qualità, mentre su ombretti , blush e mascara soprassederei su marche medio basse.
Eviterei cineserie varie…molto spesso i contenuti di certi cosmetici sono davvero di dubbia provenienza e alla lunga potrebbero davvero provocare reazioni sulla pelle e all’organismo davvero compromettenti per la nostra salute.
Il trucco a mio avviso deve accompagnare delicatamente la copertura dei nostri difetti ravvivandone i lineamenti, il colore e la compattezza, ma non deve divenire una maschera : MAI. Lasciamo agli attori teatranti il trucco assai marcato, perché in quel caso dovranno interpretare un personaggio che non gli appartiene se non solo nel lasso di tempo di un’arte che esprime altrui ma non se stessi.
L’eleganza dell’essere molto spesso, si cela anche nel difetto.
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Il tema della bellezza, mutevole per definizione, in un tempo odierno ormai invaso e filtrato il più delle volte per mezzo di uno schermo, è sempre più fluido.
Siamo passati dal Selfie face alla definizione: Lockdown face, rappresentata ormai dal boom dell’utilizzo di piattaforme di videoconferenza nello scorso 2020 e dagli smartphone di ultima generazione.
Donne affascinanti naturalmente ormai offuscate e impaurite dalla realtà di una visione non più autentica e rappresentativa, dettata il più delle volte da un’intelligenza artificiale poco ricettiva che tende a trasformare la propria immagine reale per apparire più telegeniche.
Per questo e non solo per questo, esistono sempre più donne, anche giovanissime, che si rivolgono al chirurgo plastico perché angosciate da questo fenomeno e insoddisfatte quindi del loro aspetto in video. Si moltiplicano anche gli studi e i servizi che usano l’intelligenza artificiale per identificare gli interventi per rendere il nostro viso e il nostro corpo sempre più armonici e oggetto di seduzione. Ma la realtà è una cosa molto diversa.
Oscar Wilde diceva: “La Bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino”
Sulla scia di questa meravigliosa affermazione bisognerebbe cercare di estrapolarne il significato più delicato e veritiero.
La bellezza è un valore assolto e la sua percezione è sicuramente legata a gusti personali, propensioni, appartenenza culturale.
Fin da piccini ce lo siamo sentiti dire dalle nostre madri e dalle nostre nonne: “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”. Il valore aggiunto di una donna è dato soprattutto da quella luce che le illumina il volto e che proviene dall’interiorità. Da lì in poi la consapevolezza fa da padrona, al fine di poterne perfezionare la bellezza sotto un aspetto più consono alle donne, per armonia, equilibrio e proporzione, divenendo così sempre più sensuali e avvenenti.
Tuttavia, se è vero che la forma è anche sostanza, diviene difficile non giudicare il fascino di un volto, del suo sorriso, dei suoi occhi o la perfezione di un seno, l’eleganza di un paio di mani curate.
Per tutto questo la chirurgia estetica plastica ricostruttiva ha davvero fatto passi da gigante sull’argomento. Partiamo però sempre dal presupposto che un vero professionista non deve e non dovrà mai trascurare un aspetto basilare: quando si parla di chirurgia plastica e di medicina estetica il primo stereotipo che emerge è soprattutto legato all’immagine di una donna che desidera migliorare l’aspetto ma senza mai stravolgere ciò la loro Madre natura ha creato.
Dietro ad ogni paziente poi esiste una storia personale, a volte anche complessa da superare.
Il desiderio di essere più bella per sé stessa, per il proprio partner o per coloro che vogliono apparire anche per sedurre, riconquistare, è sempre molto impellente, soprattutto per quelle donne che si avvicinano all’invecchiamento, sentendosi così sempre meno sicure e quindi più fragili.
Sta quindi al chirurgo plastico interfacciarsi con la paziente seriamente e comprendere se dietro alle richieste della stessa ci sia il desiderio di apparire al top, per un complesso da superare, per il desiderio di essere più bella e sexy, o se si celi una patologia più complessa come, ad esempio, un disagio psicologico o psichico.
Un argomento quindi molto ricercato che richiede da parte del chirurgo una sensibilità particolare capace di eleggere i canoni della bellezza più raffinata e naturale, nel contesto di un insieme di appartenenze molto delicate da approfondire e elaborare.
L’arte della chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica deve essere un risultato poco percettibile nella sua artificialità. Al contrario deve apparire elegante, anche leggermente snob, mai volgare.
D’altronde la sensualità deve percepirsi tale per essere vincente. La bellezza è movimento, è seduzione, è intrigo, è spontaneità, è come una donna riesce a valorizzare piccole parti di se stessa pur non essendo eccezionalmente bellissima.
La bellezza e la sensualità di una donna non devono necessariamente essere un naso perfetto, un seno grande e arrogante. Per questi stessi motivi occorre prendere per mano le pazienti e accompagnarle passo passo sul loro cammino volto al miglioramento ma senza stravolgimenti immediati, al contrario suggerendogli di volta in volta e con costanza, piccole correzioni che la renderanno più sicura di sé, più estroversa, più femmina.
Non bisogna rendere “sfacciato” il cambiamento ma sfumarlo piano piano, con l’aiuto psicologico del proprio sé, d’altronde l’umiltà dovrebbe essere la qualità dei forti. Avere quindi sempre il contatto con la realtà, guardarsi allo specchio, osservarsi con attenzione nel desiderio di piacere ma mantenendo sempre la propria personalità, a volte ironica, a volte affascinante, vulcanica, decisa, gentile con tutti. Ed è così che anche il corpo prende forma anche grazie all’armonia del pensiero e delle intenzioni, divenendo sempre più bello e sensuale.
Non bisogna mai montarsi troppo la testa, ma questo vale per la paziente come per il chirurgo plastico che la accompagnerà nel suo percorso con la cura, i consigli e gli interventi ad essa più appropriati.
La chirurgia plastica richiede estrema responsabilità
Quando una donna affida il suo corpo ad un chirurgo fa una scelta davvero importante. Il fine non è solo quello di creare sculture viventi armoniose e affascinanti, ma è soprattutto quello di osare con infinita competenza, dedicandosi con tutta l’anima oltre che con estrema attenzione.
Occhi da gatta, bocca a cuore, nasino alla francese, seno prosperoso alla Sofia Loren, gambe affusolate, busto da regina egizia Nefertiti e glutei di ferro non sono certo i canoni da imitare.
Il concetto di bellezza nel mondo deve, in un tempo così viziato come quello odierno, cambiare i suoi connotati.
La sensualità è l’armonia degli zigomi, la dolcezza delle labbra, la perfezione del naso o anche la sua irregolarità, dovranno trasformarsi delicatamente in equilibrio globale con il viso. Un seno poi proporzionato e naturale dovrà essere il risultato di una ricerca assai personalizzata e non certo lo scempio di uno schiavismo dettato da una pubblicità assillante sui media, o tra le righe stupide di un chiacchiericcio invadente di amiche inette.
È l’equilibrio che regna nell’interno volto, è l’espressione rilassata, fiera e consapevole di uno sguardo rinato dopo una blefaro fatta a doc.
Allora sì che quel profilo e quel corpo divengono quasi un’icona, una luce infinita capace di illuminare lo sguardo di chi lo osserva, ipnotico, stimolante e propulsivo, per un ricordo destinato a vivere per sempre nella mente curiosa di chi lo ha ammirato anche una sola volta rimanendone incantato.
L’evoluzione della bellezza non si deve mai negare alla ragionevolezza di una donna che sa come muoversi e di un chirurgo che sa come aiutarla a volteggiarsi nel suo mondo incantato e fantastico, svuotato dalle paure e dalle amare conseguenze di scelte sbagliate.
La bellezza è potere. La sensualità di un bel corpo e il fascino di un bel viso sono un ricordo indelebile. La bellezza è seduzione e la sua carica erotica è l’atavica fonte della vita.
Un tempo c’erano le muse dell’antica Grecia, le figlie di Zeus, stupende creature divine e protettrici delle arti, che venivano invocate dagli artisti per essere fonte di ispirazione e custodi delle proprie opere. Nel corso dei secoli queste creature mitologiche hanno subito un processo di umanizzazione. Oggi le muse sono bellezze in carne e ossa, sono vip, attrici, volti del cinema, ma anche donne della porta accanto e i chirurghi sono divenuti i loro artisti.
Tutte quindi possono divenire dee…
E non stiamo a prenderci in giro, chi non ha mai fatto leva sulle proprie qualità fisiche per ottenere qualcosa? O per piacere ulteriormente perché innamorate di qualcuno?
La bellezza estetica è sì un bel dono ma lo si può impreziosire ovviamente fin dove i principi dell’etica ce lo permettono. La cosa più importante è infine quella di sentirsi meravigliose ed essere consapevoli del proprio potere.
Di bello c’è poi che oggi, grazie alla medicina estetica e alla chirurgia plastica, la bellezza è davvero accessibile a tutti, basta non abusarne.
E poi, la sensualità dopotutto è anche l’amabile follia di riconoscere e di riconoscersi, osando senza troppa paura. L’importante è sentirsi forti e potenti dinnanzi a noi stessi.
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Seni giunonici, seni piccoli, seni medi, seni esagerati, seni sproporzionati, seni lussureggianti, seni intimiditi da…? Dalla paura di essere in qualche modo condizionati dal pubblico ma innanzitutto condizionate da noi stesse.
Pensare che l’anatomia come la prosperità di un seno o dell’esatto opposto, sono spunto di svariato interesse. C’è a chi piace in un modo e a chi in un altro, ma in ogni caso, tendiamo spesso a valutarne la proporzione e la bellezza, soprattutto a seconda di ciò che ci sussurrano le mode o quelli stereotipi votati ormai dal giudizio di massa, il più debole e scarno quindi e non certo valutato per la capacità invece di intravederne la più vera, intensa e valida intesa che dovremmo dare e a noi stesse nei confronti del nostro corpo e della nostra psiche, la più delicata e attenta.
A questo punto sarebbe importante innanzitutto introdurre il valore di un seno femminile nella nostra cultura e valutare quali potrebbero essere stati i vissuti emozionali e psicologici che esso rimanda.
Il seno è sempre stato simbolo di fertilità, maternità. Da un’altra visione invece, venne e viene sempre considerato un attributo sessuale assai significante. Nell’immaginario collettivo, i suoi valori estetici divengono assai importanti per identificarne il tramite, atto a soddisfare propagande di abiti e quindi di moda, cosmetica e quant’altro. In ultimo, il più importante e assoluto, definisce l’equilibrio psichico che ci rapporta dinnanzi a coloro che frequentiamo, nel nostro lavoro e nella nostra intimità.
Persino nell’arte, il seno viene spesso evocato. È un aspetto questo che vale la pena osservare e considerare, per meglio cogliere come la percezione del nostro corpo e di quello altrui, sia il frutto dell’immagine che nel tempo l’arte e la cultura hanno evocato ed evocano tutt’oggi. Non è quindi un caso che molti siano i dipinti e le opere a descrivere il seno femminile in tutte le sue manifestazioni.
Sono molti i pittori che esaltano questa parte del corpo, senza forzarne l’aspetto estetico, anzi, tenderebbero a farlo apparire armonioso e sensuale; praticamente l’esatto opposto di ciò di cui siamo abituati oggi a vivere, quasi dilaniati da forme statiche e per nulla plastiche.
Segno chiaro e significativo che ci rammenta quanto l’arte (grande ispirazione di bellezza) abbia ben compreso ciò che la moda non ha intenzione di tenere in considerazione, mantenendo quindi una proporzione equilibrata, in armonia con il resto del corpo femminile. Tale interpretazione, se giustamente integrata alla concezione che ogni donna dovrebbe avere di sé, ci consentirebbe di ampliare la visione del proprio corpo in tutte le sue espressioni, estetiche e non.
Tutto questo dovrebbe indurci a pensare quanto forte sia il suo significato, in quanto oggetto che cattura infinitamente la nostra attenzione e quella di altrui, oltre che elemento d’ispirazione erotica non indifferente. La conclusione della perfezione dello stesso però, dovrebbe essere ispirata innanzitutto alla correttezza dei concetti e della decenza.
La cosa più bella che una donna dovrebbe percepire è che il seno sia qualcosa che appartiene a sé stessa innanzitutto, prima che ad altrui e alle concezioni che gli altri ne potranno avere, affinché il corpo divenga la consapevolezza del proprio sé, consapevoli quindi della propria femminilità che, tra le altre cose, sposa l’erotismo con la fertilità e non solo.
Il seno, dunque, dovrebbe essere qualcosa innanzitutto atto a soddisfare se stesse, perché non è un abito da mostrare o esibire, ma è un tramite per sentirsi bene, a prescindere dalle forme e dai volumi.
Detto ciò, il seno non dovrebbe essere una sorta di elemento esterno rispetto al sé, ma parte fondante del proprio essere femminile in tutta la sua complessità. Un organo misterioso ma assolutamente prezioso da accudire.
Ci sta quindi, partendo però innanzitutto da questi presupposti, che l’attenzione di una donna verso il proprio seno sia attenta ma non maniacale. In ogni caso porta la femminilità della stessa a porre maggiore attenzione sul proprio se e quindi su quella parte delicata che in qualche modo la rappresenta.
L’avanzamento dell’età, la gravidanza, la non accettazione del proprio stato fisico, portano inevitabilmente una donna al grande desiderio di porre cambiamenti.
Il più delle volte il desiderio dell’aumento del seno è quello senza dubbio più frequente.
L’intervento di mastoplastica additiva
Oggi giorno esistono svariate modalità per far apparire un seno più prosperoso e invitante. Dalle più soft, come l’utilizzo di reggiseni wonderbra per generare un seno più voluminoso a tempo determinato, al rimedio più invasivo, affidandosi quindi alla chirurgia plastica ricostruttiva con un intervento di mastoplastica additiva a Torino, Asti e Alba.
Si intende che tali interventi debbano essere strettamente tenuti sotto controllo affidandosi a chirurghi plastici ricostruttivi altamente referenziati a Torino, Asti e Alba. Professionisti assolutamente capaci di generare bellezza, mantenendo i canoni della naturalezza più assoluti, facendo innanzitutto attenzione allo stato psico fisico del paziente.
L’intervento di mastoplastica additiva è indicato per chi ha il desiderio di aumentare il volume del proprio seno. Esso consente di modificare le dimensioni e/o la forma di un seno troppo piccolo o di correggere un’asimmetria mammaria, il tutto con un risultato dall’aspetto naturale.
Esso consiste nella collocazione di protesi mammarie contenenti gel di silicone al di sotto della ghiandola mammaria o del muscolo grande pettorale, dove si andrà a creare una tasca adatta ad accogliere la protesi mammaria prescelta.
L’incisione è piccola e si esegue intorno all’areola mammaria, nel solco sottomammario, o, meno frequentemente, a livello del cavo ascellare. L’uso di drenaggi avverrà dopo una valutazione attenta del chirurgo plastico, in quanto, se pur fastidioso nell’immediato, consente di prevenire o scongiurare diverse complicanze post-operatorie.
L’intervento verrà eseguito in anestesia generale e con le tecniche più innovative che fortunatamente la chirurgia plastica ricostruttiva oggi ci offre. L’intervento di mastoplastica additiva ha una durata di circa 60-90 minuti circa.
Il post-operatorio non è dolorosissimo e nel giro di qualche mese si possono nuovamente effettuare attività fisiche come da principio.
I risultati sono davvero sorprendenti e soddisfano di gran lunga le aspettative.
Vittorio Andreoli diceva: “non si può descrivere compiutamente la bellezza di un seno, lo si deve solo ammirare”
…amabile delicatezza dell’essere diviene la capacità di ammirare la bellezza in tutte le sue forme, perché chi davvero saprà apprezzarla nella sua più autentica natura e verità, saprà anche godere del suo cambiamento. La cosa essenziale è che questo sia dettato, si dalla maestria anche di un chirurgo, ma innanzitutto dal più autentico desiderio personale, il più intimo e nostro, quello che sarà stato davvero capace di indurci a fare la scelta migliore per noi stesse. Solo così potremmo osservarci e sentirci comunque e sempre NOI.
Per valutare un possibile intervento di mastoplastica additiva, rivolgiti ad uno Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica a Torino, Asti e Alba, ti invito a contattarmi telefonicamente o compilando il modulo di contatto seguente: CLICCA QUI