Le ragazze chiedono ritocchi di chirurgia plastica per assomigliare ai filtri dei social

Le ragazze chiedono ritocchi di chirurgia plastica per assomigliare ai filtri dei social

Il quotidiano La Repubblica, grazie alla giornalista Adele Palumbo, ha dedicato ieri ampio spazio a un tema che, nel lavoro quotidiano, vedo crescere di settimana in settimana: la pressione dei filtri social e l’idea – diffusa soprattutto tra i più giovani – di “assomigliare” a un’immagine digitale.

È un confronto necessario, perché quando si parla di chirurgia plastica il punto non è inseguire un modello irreale, ma riportare la persona a una scelta consapevole, sicura e rispettosa della propria identità.

Per approfondire questi ed altri temi attinenti segnalo l’appuntamento istituzionale che si terrà a Roma, in Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, mercoledì 11 febbraio alle 18, dedicato al mio libro “Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza”.

L’evento è stato promosso dalla senatrice Paola Ambrogio e organizzato da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole.

Luca Spaziante, chirurgo plastico della Città della salute di Torino, riflette su come l’estetica si intrecci con il benessere psicologico:

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Arrivano nello studio del chirurgo con in mano il cellulare e un selfie. La pelle levigata, gli occhi grandi, le labbra carnose e gli zigomi appuntiti restituiscono subito al medico un’immagine irreale. «Capita sempre più spesso che i ragazzi ci chiedano interventi per assomigliare alla loro immagine filtrata dai social», spiega Luca Spaziante, chirurgo plastico della Città della salute di Torino, che riflette di come l’estetica si intrecci con il benessere psicologico.

A non sopportare la propria immagine nello smartphone non sono solo i giovanissimi. La costante esposizione al video, tra social, meeting di lavoro e chiamate, ha portato anche molti adulti a dover fare i conti con quelle che considerano delle imperfezioni del corpo.

Dottore, in quali circostanze ritiene giusto dire di “no” a un paziente che chiede di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica estetica?

«Per prima cosa, il professionista deve essere in grado di valutare la maturità emotiva del paziente stesso. Anche per questo generalmente la prima visita è molto lunga. Dopodiché, se la richiesta è innaturale bisogna applicare l’etica del no. Per me è un principio non negoziabile».

Cosa implica?

«Si cerca di capire cosa c’è dietro ogni singola richiesta. Quando l’anima non sta bene nel corpo in cui si trova, si genera sofferenza. Il medico deve indagare da dove proviene quel dolore e da quanto tempo cova dentro la persona. Solo così potrà capire se la chirurgia è utile oppure se è meglio accompagnare la persona verso altri percorsi».

Ad esempio?

«Un paziente dismorfofobico, che vede il proprio corpo in modo alterato, non trarrà alcun beneficio da un intervento. Anzi, l’operazione potrebbe avere effetti negativi, aumentando il senso generale di spaesamento.

A quel punto, il più grande gesto di cura da parte del chirurgo è quello di indirizzare il paziente verso un’altra modalità di assistenza».

Nell’immaginario comune si associa spesso la chirurgia estetica all’universo femminile. È un’idea superata?

«La richiesta del mondo maschile è sicuramente aumentata negli ultimi anni, però le donne la fanno ancora da padrone. Sono estremamente più sensibili al mondo dell’estetica e i cambiamenti di natura ormonale che impattano sul corpo delle ragazze hanno un peso particolare.

In generale, possiamo dire che oggi il mercato della chirurgia e della medicina estetica è ancora principalmente femminile».

La medicina estetica ha avuto una forte crescita negli ultimi anni.

Secondo lei, a cosa è dovuto? «Anche in questo caso, l’utilizzo degli smartphone ha portato le persone a vedersi molto più spesso riflesse nel telefono e quindi a notare maggiormente i propri difetti e a volerli correggere».

I trattamenti possibili sono tantissimi, il problema è che non sempre vengono fatti da chirurghi esperti.

«Ogni pratica dovrebbe essere fatta da professionisti qualificati. Basti pensare a quante persone vengono deturpate perché si sottopongono a un filler alle labbra o agli zigomi.

Ricordiamoci sempre che stiamo parlando di interventi medici».

Quindi meglio evitarli?

«Non intendo questo. Il problema non è tanto la pratica in sé, ma chi la fa. Molte volte si finisce nelle mani di professionisti poco qualificati e i risultati sono quelli che vediamo».

Il prezzo dei trattamenti può essere un indicatore di qualità?

«La medicina estetica ha un costo e riguarda il professionista, la struttura dove viene effettuata e i prodotti che vengono utilizzati. Quindi il “low cost” spesso coincide con una minore sicurezza degli interventi. È sempre meglio informarsi sul professionista a cui ci si affida. Se è iscritto a una società, se lavora, se è uno specialista in chirurgia
plastica».

Il suo libro si intitola “Chirurgia dell’anima”. Cosa significa?

«La chirurgia dell’anima consente di riportare il paziente alla propria essenza. Attraverso la modificazione del corpo, la persona può riappropriarsi della sua unicità.

Questa è la stella polare che mi guida durante ogni intervento. Se immaginiamo il corpo come il tempio dell’anima, va da sé che un’anima non può star bene in un corpo che non sente suo»

 

La Chirurgia Plastica del dottor Spaziante è una ‘Chirurgia dell’Anima’

La Chirurgia Plastica del dottor Spaziante è una ‘Chirurgia dell’Anima’

Pubblicato su iltorinese.it – Quotidiano online di Informazione Società Cultura

“Posso dire che per me la Bellezza è qualcosa che fa sognare, ma è molto più forte del sogno. E’ un ideale, un miraggio, un enigma.”   Igor Mitoraj

Il Dott. Luca Spaziante, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, ha fatto di tre principi i perni della sua professione: armonia, eleganza e bellezza. Nato a Potenza da madre pittrice e padre architetto, risulta molto legato alla sua terra e ai valori umani ad essa appartenenti, coltivando l’arte e respirandola a 360⁰. Quest’ultima diventa per lui una grande eredità che decide di affinare e approfondire e che lo porterà a conoscere in modo più approfondito l’arte della scultura, da cui è profondamente attratto. Questa passione si unirà a quella per l’anatomia e lo renderà interprete e protagonista di questo connubio che, arricchito dai suoi studi in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, porterà la sua mano a operare con grande sensibilità, precisione e eleganza. Arte e Medicina rappresentano per lui una sorta di laboratorio della sanità, dell’esclusività e del miglioramento dell’essere fisico e mentale, ma anche di profonda etica.

Il Dott. Spaziante è un medico intraprendente nell’ambito di svariate realtà ospedaliere e private, realtà che si espandono subito dopo la sua laurea conseguita a Pavia, portandolo a lavorare a Roma, Firenze e Perugia. Successivamente si reca a Torino dove consegue la specializzazione in Chirurgia plastica, Ricostruttiva ed Estetica con il massimo dei voti e dignità di stampa, perfezionando la sua formazione con ulteriori Master universitari, tutti conclusi con il massimo dei voti.

Attualmente ricopre il ruolo di Dirigente Medico presso la SC Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e svolge la sua attività libero professionale tra Torino, Milano, Alba, Asti e Albenga. Naturalezza e innovazione vanno nella sua attività professionale di pari passo con la metodologia che ricerca il mantenimento di ciò che rende unico e irripetibile il volto umano, oltre che dell’armonia e dell’eleganza del corpo, utilizzando quello stesso garbo che lo scultore usa nello scolpire una statua.

La sua spiccata sensibilità artistica lo porta a estrapolare, attraverso una raffinata tecnica chirurgica, la versione più bella e naturale del volto e del corpo sul quale interviene.

Secondo il Dott. Spaziante il concetto di bellezza non ha mai avuto nel tempo un valore assoluto ma è sempre stato rappresentato da un ideale ricorrente, capace di percorrere i secoli mutando e adattandosi al ruolo che la figura femminile ha assunto attraverso le diverse epoche, a seconda della situazione sociale, economica, culturale e religiosa. Se le statuette più antiche, quali la Venere di Willendorf, risalente addirittura a 24.000 anni A.C mostravano seno, fianchi e addome abbondanti, mettendo in rilievo la funzione procreatrice femminile, anche nella Roma antica la figura femminile rimaneva opulenta, per cambiare poi in epoca rinascimentale, dove compariva il concetto di bellezza secondo canoni geometrici, rapporti proporzionali e sequenze matematiche, cosiccome tramandato dal mondo greco.

Ed è proprio l’arte classica greca, tutta basata sulla ricerca delle proporzioni ottimali, ad essere per lui, sin dall’inizio della sua attività, la strada da seguire, così come i grandi artisti dell’epoca rinascimentale che sposarono lo stesso ideale di bellezza.

Il senso delle proporzioni rappresenta per il Dott. Spaziante la stella polare per realizzare i suoi interventi con la massima precisione e senza mai stravolgere la naturalezza del viso e del corpo: “correggere senza stravolgere” è un suo principio di base a cui si affida per donare benessere psicofisico ai suoi pazienti.

Molto amante della scultura, si ispira ad essa nell’elaborazione della sua arte chirurgica. Oltre a Rodin, Mitoraj, Michelangelo, Canova, fonti costanti per lui di ammirazione e studio a cui ritorna spesso per trarre ispirazione, una delle sue scultrici contemporanee preferite, cui fa sempre riferimento, è senza dubbio Rabarama, capace di realizzare sculture e dipinti con creature ibride scomponendone le parti del corpo e del viso. Come lui stesso ha spiegato, quella stessa scomposizione visibile nelle opere dell’artista viene attuata nella sua mente ogni volta che si approccia chirurgicamente ad un volto o a un corpo per renderlo migliore.

Interviene spesso in modo differente e con altrettante tecniche sulle varie aree anatomiche, ma il risultato deve sempre rispecchiare i suoi principi di naturalezza, eleganza e armonia.

La sua chirurgia plastica, strettamente connessa all’arte e al senso delle proporzioni, armonia e equilibrio, la definisce “chirurgia dell’anima” quando, realizzata con maestria e etica, permette di donare al paziente una metamorfosi interiore attraverso il cambiamento corporeo. È fermamente convinto della stretta connessione tra mente e corpo che gli permette, attraverso il cambiamento delle forme esteriori (soma), di ottenere conseguenti positive ripercussioni interiori (psiche) che portano alla cura dei conflitti del profondo.

Arte e Medicina nel Dott. Spaziante sono ispirate da una profonda etica, dove la sofferenza causata dalla malattia trova conforto e salvezza e dove la volontà di apparire più giovani e più belli diventa parte integrante di un desiderio spontaneo, mai involgarito dalle mode o da una mancata serietà. Il progetto di Luca Spaziante accomuna l’umanizzazione del paziente nei luoghi di cura ad esso più adatti alla professionalità nei metodi e nelle finalità, considerando che “il paziente non è un numero ma un essere umano che richiede attenzione e professionalità”.

La pelle: come curarla al meglio

La pelle: come curarla al meglio

La pelle: come curarla al meglio

Pubblicato su LA NUOVA PROVINCIA – Salute & Benessere

Siamo abituati a pensare alla pelle come a un semplice “rivestimento” del nostro corpo che necessita “solo” di qualche crema cosmetica o di piccoli trattamenti per rimediare all’invecchiamento, all’esposizione prolungata al sole e agli eventi atmosferici.

Invece la pelle ha la stessa importanza degli organi interni quindi sovrintende al buon funzionamento del nostro intero organismo e merita cure appropriate di tipo medico.

A differenza degli altri organi (reni, fegato, cuore etc.) la pelle può essere trattata sia dall’esterno con trattamenti di medicina estetica sia dall’interno mediante una nutrizione adeguata.

Qualora decidiate di prendervi cura della vostra pelle, ad Asti Clinic troverete professionisti qualificati pronti ad aiutarvi.
Il dottor Luca Spaziante, specialista in chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è a vostra disposizione per fornire una consulenza personalizzata sui trattamenti medico-estetici più idonei.

Per prolungare gli effetti positivi dei trattamenti estetici è però necessario agire innanzitutto dall’”interno”con una corretta alimentazione.

La dottoressa Monica Binello, biologa nutrizionista dello staff di Asti Clinic saprà prendersi cura della vostra pelle aiutandovi a disintossicare l’organismo con alimenti e metodi di cottura che stimolino e sostengano adeguatamente l’attività del fegato, suggerendo cibi che favoriscano l’attività renale per un efficiente drenaggio delle tossine.

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La cute è lo specchio del nostro corpo

La cute, spiega la dottoressa Binello, rispecchia la funzionalità del nostro organismo pertanto se tutti gli organi funzionano attivamente anche la pelle sarà
luminosa, sana e bella sotto il profilo estetico. Alimentare l’organismo in maniera completa con l’apporto di tutti i nutrienti fondamentali (carboidrati, proteine e lipidi) e della giusta quantità di acqua (pura o derivante da frutta e verdura) è un’autentica autostrada per la bellezza.
Se adotterete i consigli della dottoressa Binello non solo periodicamente in funzione di un “obiettivo stagionale”, ma in modo regolare, raggiungerete risultati sorprendenti. La cute, infatti, si rinnova ogni 14-15 giorni circa e si avvantaggia molto di un’alimentazione corretta e bilanciata continua.

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Luca Spaziante Il chirurgo plastico che si ispira all’arte

Luca Spaziante Il chirurgo plastico che si ispira all’arte

Intervista al dottor Luca Spaziante pubblicato su Torino Magazine nella sezione Protagonisti Metropolitani –  Periodico metropolitano che racconta l’attualità e gli eventi a Torino

CHIRURGIA PLASTICA E ARTE, UN’ALCHIMIA PERFETTA SECONDO IL DOTTOR LUCA SPAZIANTE, SPECIALISTA IN CHIRURGIA PLASTICA, RICOSTRUTTIVA ED ESTETICA. CONIUGARE L’ISPIRAZIONE ARTISTICA CON L’ESATTA ESECUZIONE CHIRURGICA CONDUCE A RISULTATI SORPRENDENTI

Perché un volto ci affascina e un altro, in apparenza bello, non suscita in noi emozione?

Se la bellezza non basta, qual è il segreto per raggiungere quel ‘non so che’ così importante per renderci unici? Ne abbiamo parlato con un professionista che, coniugando la precisione chirurgica con l’armonia ispirata dall’arte, ottiene risultati brillanti. È il dottor Luca Spaziante, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, chirurgo plastico presso AOU – Città della Salute e della Scienza di Torino e alla Clinica Santa Caterina da Siena.

«Io non interpreto la chirurgia plastica ed estetica solo come un lavoro, per me si tratta di una vera e propria missione: unisco l’approccio scientifico con quello artistico, basandomi sul canone armonico delle proporzioni dell’anatomia umana, elaborato dai greci nell’età classica. L’arte statuaria greca e la famosa sezione aurea svelano che i lineamenti di un viso o la struttura di un corpo suscitano fascino quando le singole parti rispettano proporzioni precise. Ma il rimodellamento deve al contempo tener conto della funzionalità. Il chirurgo, quindi, deve essere non solo artista, ma anche esecutore perfetto dell’intervento. Ed è proprio questo il mio obiettivo».

Il segreto della bellezza è dunque l’equilibrio. Dare armonia a un volto significa trovare la perfetta proporzione tra i suoi elementi. La forma, la superficie e l’espressione sono i tre punti da tenere in considerazione.

«Essere un bravo chirurgo plastico è essenziale, ma non basta, se per bravura intendiamo solo quella tecnica. Nel mio lavoro io cerco di andare oltre. Prima dell’operazione eseguo uno studio personalizzato del viso del paziente, proprio come fa uno scultore. Coniugo l’equilibrio delle proporzioni con la gentilezza e il garbo di un artista, in modo da raggiungere una naturalezza finale, ovvero quel ‘non so che’ percepito da chi osserva. Già Leonardo da Vinci, con il segreto dello sfumato, perfettamente applicato nella realizzazione della ‘Gioconda’, poneva l’accento sulla necessità di ottenere sul viso forme morbide. Eliminare le spigolosità è un’arte che si può raggiungere attraverso abilità chirurgica».

Nei vari interventi di chirurgia estetica (rinoplastica, otoplastica, blefaroplastica, lifting cervico-facciale, liposcultura, addominoplastica, mastoplastica additiva, ecc.), ricostruttiva (ricostruzione mammaria, rimodellamento corporeo, ecc.) e nella medicina estetica (filler, tossina botulinica, ecc.), la tecnica innovativa è fondamentale, ma la vera bravura di uno specialista consiste nel non alterare mai l’equilibrio e l’armonia naturali del viso o del corpo su cui interviene. Bisogna accompagnare il paziente nella scelta dell’intervento più adatto alle sue forme fisiche, senza stravolgerne le naturali proporzioni, per evitare il rischio di interventi eccessivi che darebbero un effetto artificiale e sgradevole.

Il dottor Spaziante ha studiato al proposito le opere di Michelangelo, Rodin, Donatello, Brancusi, Canova, Mitoraj.
Ci ha anche rivelato come sia importante valutare i bisogni psicologici ed emotivi del paziente, quelli che lo spingono a migliorarsi. E da qui è fondamentale indirizzare a scelte consapevoli, affinché le persone siano felici del loro nuovo aspetto.

Spiegare attentamente l’iter diagnostico e terapeutico, specificando gli eventuali rischi connessi al tipo di intervento, è cruciale. «I miei pazienti sono i miei alleati nel raggiungere un brillante risultato complessivo finale».

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Come intervenire con la chirurgia plastica dopo una gravidanza

Come intervenire con la chirurgia plastica dopo una gravidanza

Come intervenire con la chirurgia plastica dopo una gravidanza

Pubblicato su iltorinese.it – Quotidiano online di Informazione Società Cultura

Pubblicato su targatocn.it – Quotidiano online della provincia di Cuneo – Sanità

Pubblicato su torinoggi.it – Quotidiano online della provincia di Torino

La gravidanza è per la donna una parentesi meravigliosa e se anche il fisico subirà una mutazione nulla ovviamente importa perché il protagonista primario è il nascituro, tramite indispensabile che dona alla futura mamma un’amabile sensazione di appartenenza e di miglioria alla propria vita.

Ci si dimentica di essere donne e si vive solo ed esclusivamente con l’abito da mamma, ampio e delicato, che non evidenzia certo le nostre forme, ma l’essenza ed il ruolo di quel momento così unico. Il fisico comincia a cambiare e accusa stanchezza fisica e mentale in quei lunghi nove mesi in cui nascono anche preoccupazioni tra cui, agli sgoccioli della nascita del proprio figlio, l’ansia per ciò che si dovrà sostenere anche dopo aver partorito.

Cominciano allora ad accumularsi libri e riviste informative con nozioni sull’estetica per capire come ritrovare la propria fisicità dopo un parto, i corsi di ginnastica vanno in pole position sulla lista delle priorità e gli alimenti più sani e ipocalorici compaiono sulla lista della spesa del giorno In molti casi però purtroppo la ginnastica, le creme e le diete restrittive non bastano per ritornare alla forma desiderata ed è necessario intervenire sulle imperfezioni di una pelle poco compatta, su un seno rilassato o sulle smagliature, con qualcosa in più. E’ sempre più diffuso il fenomeno del Mommy Makeover riferito a tutte quelle donne che, appena dopo il parto, si sottopongono ad interventi di chirurgia estetica per migliorare le parti del loro corpo in qualche modo compromesse dalla gravidanza.

Da una recente indagine dell’American Society of Plastic Surgeon – spiega il Dott. Luca Spaziante, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica – emerge che il 60% delle neo mamme americane si sottopone almeno ad un intervento chirurgico dopo il parto. Nel 2007 erano circa 365mila le donne tra i 20 e i 29 anni che avevano deciso di ricorrere alla chirurgia, e non si tratta solo di attrici o di protagoniste del mondo dello spettacolo. Gli interventi più richiesti – aggiunge il Dott. Spaziante – sono la mastoplastica additiva, che prevede l’inserimento di una protesi riempitiva all’interno delle mammelle, la mastopessi che consiste nel sollevamento del seno, l’addominoplastica, la liposcultura, ecc.

L’intervento di mastoplastica additiva viene eseguito dopo aver visionato tutti gli esami clinici richiesti durante una visita preoperatoria dove si discuterà anche il tipo di protesi da inserire. Per ottenere dei risultati sempre naturali, le protesi vengono poste frequentemente sotto il muscolo per evitare la mancata naturalezza che spesso si può notare sotto forma di due protesi semi-sferiche a livello del torace. Le protesi anatomiche sono la scelta più idonea per quelle pazienti prive di adeguato tessuto, per cui è necessario intervenire sia sul volume che sulla forma della mammella.

Pubblicato su iltorinese.it | venerdì 16 marzo 2018 – su targatocn.it e torinoggi.it | sabato 17 marzo 2018

Le protesi rotonde vengono invece utilizzate quando il seno necessita di un semplice aumento volumetrico, senza che se ne debba modificare la forma. Quando lo spessore del sottocute non penalizza il risultato finale, le protesi possono essere collocate in sede sottoghiandolare. La mastoplastica additiva si effettua in anestesia totale ed ha una durata di circa un’ora. La cute viene chiusa con punti sottocutanei riassorbibili e/o colla cutanea, la paziente può riprendere le sue attività dopo 3-4 giorni senza sforzi mentre per l’attività fisica si dovrà attendere circa 1 mese. Non vengono applicate fastidiose fasciature dopo l’intervento, ma solo un reggiseno contenitivo.

L’intervento di mastopessi invece consiste nel rimodellamento della ghiandola mammaria asportando la cute in eccedenza e ricreando una conicità ed una elasticità cutanea che erano andate perdute. Per il lifting della ghiandola viene utilizzata la tecnica dell’autoprotesi, ossia la ghiandola mammaria stessa viene rimodellata come se funzionasse da protesi per dare la giusta proiezione ed il corretto risollevamento della mammella. Le incisioni chirurgiche, un tempo molto estese, grazie agli sviluppi avvenuti anche nell’ambito della chirurgia mammaria riduttiva, sono oggi molto più ridotte e limitate esclusivamente a livello periareolare più un’eventuale incisione verticale.

Il dolore è contenuto, controllato da analgesici per bocca e la paziente indosserà un reggiseno contenitivo che dovrà portare continuativamente per 1 mese dopo l’intervento. Dopo un parto cesareo che prevede un’incisione e il taglio della fascia muscolare, si può presentare un problema estetico all’addome, dalla cicatrice antiestetica alla cosiddetta “pancia a grembiule” che si forma soprattutto in conseguenza di uno stato di sovrappeso della paziente (striscia di pelle sovrastante la cicatrice che va come ad appoggiarsi formando uno scalino). In questo caso la chirurgia estetica può essere d’aiuto con una mini-addominoplastica.

La mini-addominoplastica si esegue in day-hospital con anestesia locale e sedazione e prevede la rimozione di una striscia di pelle con il grasso eccedente, subito sopra la cicatrice del taglio cesareo. Con questo intervento si ottiene un addome nuovamente piatto e tonico e l’eliminazione di eventuali smagliature. L’addominiplastica si effettua quando invece è un po’ tutta la zona del ventre ad essere compromessa. Si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentata ed ha una durata di circa 3 ore. Generalmente sono necessarie due incisioni: una nella porzione bassa dell’addome, appena sopra la linea dei peli del pube che si prolunga lateralmente; la seconda è di forma circolare intorno all’ombelico e verrà effettuata solo se sarà necessario riposizionarlo più in alto per conferire un aspetto naturale.

Dopo l’intervento è consigliabile riposare quanto più è possibile a letto per la prima settimana ed aumentare l’attività gradualmente dalla settimana successiva.

Spesso in seguito ad una gravidanza – precisa il Dott. Spaziante – al semplice rilassamento dell’addome può associarsi la diastasi addominale, un problema molto sentito dalle donne nel post-parto. Nonostante non se ne parli moltissimo, si tratta di un disturbo assai diffuso: il 30% delle neo-mamme ne soffre, spesso in maniera inconsapevole.

La diastasi addominale, infatti, è normalissima durante la gravidanza, ma si risolve in maniera spontanea nel post-parto, dopo circa 4-5 mesi dalla nascita del bebè. Alcune donne, però, continuano ad avere la pancia gonfia e il muscolo addominale sporgente anche nei mesi successivi. Se in alcuni casi finisce col trattarsi solo di un problema di tipo estetico, in altri può portare complicazioni e diventare una vera e propria patologia. La diastasi addominale consiste nella scissione in linea longitudinale delle due parti che costituiscono il muscolo principale della parete addominale, il cosiddetto “retto dell’addome”.

Le due parti si allontanano l’una dall’altra in maniera eccessiva per via della pressione esercitata dall’utero in crescita durante la gravidanza: sulla linea che li separa (la “linea alba”) viene a crearsi un vero e proprio buco. In realtà, le cause che provocano la diastasi addominale non sono ancora del tutto chiare: pare ci siano ulteriori fattori a determinarla, oltre alla crescita dell’utero, quali la predisposizione ereditaria, l’età elevata della donna o un feto molto pesante (o gemellare).

Parrebbe inoltre che un eccessivo esercizio fisico nell’ultimo trimestre di gravidanza possa portare ulteriori controindicazioni. Se dopo 4-5 mesi il buco non sparisce, la diastasi del retto diventa un problema estetico evidente, che rischia addirittura di peggiorare e portare altri disturbi quali dolori addominali e alla schiena, lombalgie, incontinenza, nausea e perfino difficoltà di respirazione e digestione. A volte la diastasi può portare anche alla formazione di ernie epigastriche o addominali. Nei casi più gravi, quando cioè le due fasce muscolari arrivano a distanziarsi di oltre 6 centimetri, sarà necessario ricorrere ad un intervento chirurgico di correzione.

Oltre agli interventi chirurgici sopra citati – conclude il Dott. Spaziante – anche la medicina estetica ha ottimizzato moltissimi trattamenti (biorivitalizzazione, filler, peeling, laser, mesoterapia, ecc.) per far fronte ai principali inestetismi cutanei post-partum:

  • la cellulite favorita dalla ritenzione idrica tipica della gravidanza;
  • le teleangectasie degli arti inferiori, dilatazioni di piccoli vasi ematici venule, arteriole, ben visibili oltre la pelle;
  • le smagliature, causate dall’aumento e dalla perdita di peso;
  • il volto invece può essere interessato dal cosiddetto melasma, detto anche cloasma. Questo inestetismo è caratterizzato da un imbrunimento a chiazze della cute, causato da un accumulo eccessivo di melanina, causato dagli sbalzi ormonali.

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L’utilizzo del Laser nelle problematiche della nostra pelle

L’utilizzo del Laser nelle problematiche della nostra pelle

L’utilizzo del Laser nelle problematiche della nostra pelle

Pubblicato su iltorinese.it – Quotidiano online di Informazione Società Cultura

Col passare degli anni il cambiamento del nostro aspetto è inevitabile, ma resta un fenomeno assai poco gradito soprattutto alle donne, seppur ultimamente anche gli uomini comincino a preoccuparsene.

Non sono solo le rughe a preoccuparci, spiega il Dott. Luca SpazianteSpecialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ma anche quel fisiologico invecchiamento della pelle causato dall’età che avanza e che si presenta col cedimento dei tessuti, con la comparsa di macchie e con capillari evidenti spesso difficili da mascherare.  Sulla pelle nuovi colori si stratificano, elementi di forma si modificano, non solo per il tempo che passa, ma anche a causa dell’ambiente e delle malattie. La pelle può essere paragonata alla tela di un pittore su cui la comparsa di una problematica può cambiare i colori, le linee e le forme provocando un continuo rimaneggiamento. Ma nell’arte i dipinti e le sculture alla fine risultano levigate e ci sussurrano la valenza della bellezza estetica della pelle, che mediante il suo colore, la sua conformazione e suoi incisi, può mostrarci la sua età, le emozioni e le espressioni più significative. Alcune ricerche dimostrano che in Italia più di 3,5 milioni di persone soffrono di infiammazioni della pelle, in diverse zone sensibili del corpo e soprattutto sul volto. Fra queste l’88% presenta importanti ripercussioni a livello emotivo per la difficoltà a relazionarsi con gli altri, mentre il 22% delle persone restanti soffre di disturbi depressivi. Dati da non sottovalutare e utili soprattutto per capire l’importanza di offrire gli strumenti giusti per contrastare questi detestati inestetismi.

Pubblicato su iltorinese.it | venerdì 8 marzo 2019

Ecco perché inizia allora la lotta alle rughe, alle macchie cutanee, al rilassamento dei tessuti del viso e del corpo che dà vita a un floridissimo mercato in ambito farmaceutico e cosmetologico. Ma la sicurezza di un risultato eccellente, afferma il Dott. Spaziante, si può trovare solo nel connubio tra l’utilizzo di un buon cosmetico e un trattamento di medicina estetica di qualità.

I trattamenti laser permettono di combattere con efficacia gli inestetismi della pelle come rughe e rilassamento cutaneo, macchie cutanee, angiomi, capillari, cicatrici ed esiti di acne. Gli inestetismi della pelle abbracciano innanzitutto le preoccupazioni delle donne e possono svelarsi già durante la giovinezza, in quel periodo in cui i teenager divengono molto critici nei confronti del proprio aspetto fisico facendo nascere in loro la preoccupazione di non essere apprezzati dai compagni di scuola e dai propri coetanei. Tra gli inestetismi più temuti e detestati sono sicuramente da annoverare l’acne giovanile con i conseguenti esiti cicatriziali. Cicatrici e psiche, sottolinea il Dott. Spaziante, spesso si scontrano creando disagi emotivi importanti, soprattutto nei ragazzini. Lo rammenta anche un sondaggio condotto da Opinion Health nel Regno Unito su 1000 persone: l’impatto psicologico di una vita “segnata” da una cicatrice su alcune persone può diventare così pesante a tal punto da far cadere l’individuo in una profonda depressione. La disarmonia tra cicatrice e psiche è agevolata dal fatto che sovente non viene chiesto un aiuto o un consiglio nemmeno al proprio medico. Si tende sempre a dire: “tanto non si può fare nulla“, quando invece questa conclusione è assolutamente errata.

Esistono diverse tipologie di laser che differiscono a seconda della lunghezza d’onda emessa e quindi hanno differenti utilizzi; ciascun tipo di impulso laser viene assorbito da un particolare pigmento e quindi ha un differente “bersaglio”.

 

IlLASER CO2 è un trattamento efficace e sicuro che può minimizzare la comparsa di cicatrici acneiche ed è anche in grado di determinare una importante contrazione delle fibre collagene ed elastiche presenti nel derma, rendendo così la cute molto più tonica. La profondità di trattamento è basata fondamentalmente sulla quantità di energia CO2 utilizzata e dal numero di passaggi eseguiti. Oltre al laser CO2, consigliato per le cicatrici dell’acne, ma adoperato con successo in generale per il ringiovanimento cutaneo, può essere proposto il LASER FRAZIONALE, utilizzato anche sulle piccole rughe del volto e per il ringiovanimento cutaneo non ablativo. Attraverso le fibre ottiche, il laser produce dei minuscoli forellini in profondità provocando la denaturazione del collagene e la conseguente produzione di nuovo collagene, processo alla base del ringiovanimento del tessuto cutaneo. Tra i trattamenti laser è il più versatile, perché i tempi di ripresa sono rapidissimi.

La LUCE PULSATA o IPL (Intense Pulsed Light) è una tecnologia che, grazie all’emissione di energia luminosa, permette di colpire la zona interessata senza ledere i tessuti circostanti. La luce pulsata ad alta intensità, è utilizzabile solo ed esclusivamente, per le sue particolari caratteristiche, da personale medico e permette di trattare in modo efficace e poco invasivo una vasta gamma di lesioni benigne. L’azione della luce pulsata è particolarmente evidente nei trattamenti di ringiovanimento cutaneo, nella riduzione delle iperpigmentazioni della pelle e di epilazione definitiva.

Le metodologie descritte sono assolutamente non pericolose e in grado di ridonare alla pelle il suo aspetto naturale, ma è di primaria importanza essere informati correttamente, da medici esperti, sui vari trattamenti possibili e sulle giuste aspettative “La scelta del trattamento più indicato – sostiene il Dott. Spaziante – deve essere sempre concordata con il paziente dopo un’accurata visita, per definire insieme un programma personalizzato“. Solo così si potrà arrivare ad una ritrovata freschezza del volto senza un’alterazione delle sue caratteristiche naturali perché comunque “La pelle con le sue caratteristiche di colore, odore, rugosità, con gli elementi suoi propri, permette di evidenziare una individualità unica ed irripetibile: ogni individuo possiede la sua pelle personale” (Didier Anzieu, psicoanalista francese).

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