Il trattamento PRP, elisir di freschezza per viso e capelli

Il trattamento PRP, elisir di freschezza per viso e capelli

Il trattamento PRP, elisir di freschezza per viso e capelli

È bello crescere per i bimbi, è soddisfacente sentirsi maturi per gli adolescenti, perché in questi periodi la vita e la vitalità esplodono. Ma per un adulto non è altrettanto entusiasmante vedersi invecchiare perché l’invecchiamento implica un’implosione della nostra energia, della nostra esuberanza e anche della nostra bellezza. Ognuno di noi vorrebbe trovare un elisir capace di portare la propria vita all’infinito, ma solo a patto di non cambiare mai.

La bellezza in tutte le epoche ha avuto un ruolo fondamentale nella comunicazione emotiva degli esseri umani, uomini o donne che fossero. Filosofi, poeti, scrittori e pittori fin dagli arbori dei tempi hanno arricchito le loro opere di bellezza cercando di darne, attraverso frasi o raffigurazioni, una definizione logica e di trasmetterla come oggetto di meritata e degna contemplazione, appagando gli animi di chi la riceveva. Dostoevskij diceva che “L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo!… La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza”.

Ed ecco allora che la scienza deve sostenere la bellezza e aiutare chi non vuole perderla perché secondo alcune ricerche, chi non si sente addosso la propria età anagrafica ha più probabilità di vivere una vita lunga e appagante. Uno dei segreti della giovinezza sta sicuramente nel mantenere la mente elastica e il corpo attivo e nel vivere una vita sociale dinamica, ma un altro importante segreto sta proprio dentro di noi e la scienza lo ha scoperto.

Negli ultimi anni si sono sempre più sviluppati ed approfonditi gli studi sui fattori di crescita che il nostro organismo produce. Le nuove scoperte sull’importanza e sul ruolo di questi fattori ha creato un crescente interesse per un loro possibile utilizzo terapeutico. Il termine “fattore di crescita” (spesso usato nella forma inglese “growth factor”) si riferisce a proteine capaci di stimolare la proliferazione e la differenziazione cellulare. Il Platelet-Rich Plasma, plasma arricchito in piastrine, comunemente indicato con l’acronimo P.R.P., è un prodotto di derivazione ematica studiato da numerosi anni in diverse branche della medicina, tra le quali la medicina estetica, il cui razionale d’uso risiede nel fatto che le piastrine, di cui è ricco il P.R.P., rilasciano  numerose sostanze che promuovono la riparazione tissutale e influenzano il comportamento di altre cellule modulando l’infiammazione e la neoformazione di vasi sanguigni. Le piastrine infatti giocano un ruolo fondamentale nel mediare la guarigione del tessuto danneggiato grazie alla capacità di liberare diversi tipi di fattori di crescita. I granuli contenuti nelle piastrine sono anche una fonte di altre proteine (le citochine”) variamente coinvolte nello stimolare la proliferazione e la maturazione cellulare, nel modulare l’infiammazione e attivare altre cellule regolando i processi rigenerativi.

Il PRP si ottiene grazie a una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue autologo (cioè prelevato dallo stesso paziente) all’interno di un processo che termina con la produzione di una parte di plasma ad alta concentrazione di piastrine. È utilizzato da diversi anni, con successo, come rigenerante di tessuti danneggiati, nella chirurgia maxillo-facciale, in odontostomatologia, in oculistica, in ortopedia, nella terapia di ulcere cutanee croniche e nella medicina estetica

In ambito estetico il campo d’azione è particolarmente vasto e rientra nel grande capitolo della Medicina Rigenerativa. L’utilizzo del PRP è legato per esempio al trattamento dei tessuti cutanei e sottocutanei per migliorare soprattutto la zona oculare e perioculare, le guance e le pieghe cutanee del collo, donando al viso un aspetto più fresco, ringiovanito e tonificato. Il PRP viene utilizzato a livello del volto anche come terapia rigenerativa molto efficace in esiti di acne e cicatrici.

Il PRP si sta rivelando inoltre come una delle migliori metodologie per curare i capelli: funziona grazie alla versatilità e all’efficacia nel potenziamento dei processi di autorigenerazione e riesce a bloccare la perdita di capelli e a indurre una discreta ricrescita nel giro di poche sedute. Le indicazioni che hanno portato al suo impiego in questo campo sono state sia teoriche che sperimentali attraverso studi scientifici pubblicati a partire dal 2013.

Recentemente è stato scoperto che le cellule staminali della zona del “bulge”, nei follicoli di pazienti affetti da calvizie, sono in arresto funzionale, cioè sono bloccate in uno stato di “riposo” in attesa di ricevere un segnale di attivazione. Il PRP, solo quando evoluto e adattato al singolo caso, è in grado di fornire lo stimolo di attivazione in quanto alcuni dei fattori di crescita che contiene sono il segnale fisiologico per indurre le cellule staminali a rientrare nel ciclo cellulare e replicarsi.

Le staminali attive del follicolo possono tornare a svolgere la loro funzione e ripristinare il ciclo fisiologico di crescita del capello rigenerando il follicolo e riportandolo ad essere sano e funzionante.

È opportuno però specificare che non tutti i PRP hanno la stessa efficacia perché, sebbene possa sembrare una pratica semplice e unica, esiste in realtà una differenza importante tra vari tipi di applicazioni che può determinare il successo o l’insuccesso del metodo.

Dopo il prelievo di sangue, viene ricavata la formula concentrata che sarà iniettata su più punti del cuoio capelluto. A 8 mesi dal trattamento il buon risultato sarà già ben visibile: i capelli che erano più sottili risulteranno più forti. Il risultato si potrà dire completato dopo un anno ma saranno necessari cicli di mantenimento.

Potrebbe apparire davvero come una pozione dalle virtù terapeutiche e miracolose, questo elisir che viene da dentro e che il nostro stesso corpo ci regala annullando i rischi di effetti collaterali. Può riportarci naturalmente a quella bellezza che pensavamo perduta e che invece potremo rivedere in noi con ammirazione.

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Obiettivo “pancia piatta”!

Obiettivo “pancia piatta”!

Obiettivo “pancia piatta”!

Ci fu un’epoca in cui addirittura il ventre delle donne faceva tendenza.

Ad esempio, il grembo della Venere del Botticelli assomigliava a quella pancia oggi tanto odiata dalla maggior parte delle donne.

Eppure a quel tempo il capolavoro indiscusso del Botticelli, doveva rappresentare una dea e non una donna qualsiasi, proprio la dea della bellezza.

Con l’evoluzione delle mode però cambiano i modelli, a cui tanto alle volte amiamo appartenere, e nel corso dei decenni i profili si sono via via sempre più assottigliati.

I corsetti utilizzati nel passato per dare un’idea di perfezione delle forme e dei contorni hanno lasciato oggi il posto ai contenutissimi capi di lingerie disinvoltamente presentati dalle modelle facendo esibizione eccellente di fisici asciutti e scolpiti. Questo dimostra come l’addome sia diventato una parte del corpo molto considerevole nella nostra cultura moderna. La cosiddetta “pancia piatta” è diventata oggi un obiettivo estetico che molte donne cercano di raggiungere.

Vengono proposti svariati strumenti per ridurre l’adipe dall’addome e migliorare l’aspetto estetico della nostra figura: la palestra, la dieta, i massaggi, i prodotti cosmetico-estetici e altro ancora.

In molti casi purtroppo l’accumulo adiposo addominale è favorito dalla genetica per cui qualsiasi tipo di dieta o attività fisica non basta a risolvere il problema. E’ possibile però ottimizzare il risultato desiderato avvalendosi della Chirurgia Plastica, attraverso interventi chirurgici come la Liposuzione e/o l’Addominoplastica.

Per quanto riguarda la Liposuzione è richiesta un’anestesia locale con sedazione o generale in caso di maggiori quantità da rimuovere. Il chirurgo effettua piccole incisioni lunghe pochi mm, posizionate verso la zona dei fianchi e nell’ombelico e attraverso esse verrà introdotta una cannula chirurgica, della larghezza adatta al tipo di intervento, con cui potrà essere aspirato il tessuto adiposo in eccesso.

Il post-operatorio manifesterà delle ecchimosi nella zona traumatizzata come normale reazione all’intervento.  Durante questo periodo di convalescenza il paziente dovrà osservare un certo riposo, ma già dal giorno successivo il paziente sarà in grado di essere “staticamente operativo”. Per almeno 15/20 gg, il paziente dovrà astenersi dal fare attività fisica e si consiglia fermamente di evitare l’esposizione al sole fino al completo assorbimento delle ecchimosi e del gonfiore post operatorio.

Il risultato sarà eccellente dopo circa 6 mesi e le cicatrici non saranno rilevanti proprio per la piccola dimensione delle incisioni; sarà fondamentale per il mantenimento del risultato finale adottare uno stile di vita sano caratterizzato da una dieta corretta, equilibrata e bilanciata, non restrittiva, da associare a una regolare attività fisica, anche moderata.

Per quanto riguarda invece Il rilassamento cutaneo questo è sicuramente uno degli inestetismi addominali più comuni, non migliorabile con la dieta e l’esercizio fisico. L’intervento di Addominoplastica consiste proprio nella rimozione della cute e del tessuto adiposo in eccesso nella parte centrale e bassa dell’addome, al di sotto dell’ombelico, al fine di tendere la parete addominale e risistemare la parete muscolare.

Se l’eccesso adipo-cutaneo non è eccessivo, talvolta non è necessario il riposizionamento dell’ombelico, allora l’intervento sarà di mini-addominoplastica.

L’intervento di addominoplastica è indicato per:

  • addome prominente e ptosico (pancia “a grembiule”) con rilassamento ed eccesso cutaneo dell’addome;
  • presenza di evidente diastasi (separazione) dei muscoli retti dell’addome associato;
  • addome grinzoso e cadente con eccesso di adipe.

L’addominoplastica si esegue in anestesia generale, cioè a paziente completamente addormentato ed ha una durata di circa 3 ore. Generalmente sono necessarie due incisioni: una nella porzione bassa dell’addome appena sopra la linea dei peli del pube che si prolunga lateralmente; la seconda è di forma circolare intorno all’ombelico ma, verrà effettuata solo se sarà necessario riposizionarlo più in alto per conferire un aspetto naturale. Dopo l’intervento i pazienti dovranno rimanere a riposo per almeno 48 ore. Il dolore è generalmente minimo e controllabile con i comuni farmaci analgesici.

Farsi seguire da professionisti altamente qualificati, come medici esperti e specializzati in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, può essere l’unica certezza per la corretta riuscita dell’intervento: grazie alla loro attenta conoscenza dell’anatomia, così dettagliata, accurata e dettata dalla qualifica della loro specializzazione, sarà assicurato un risultato eccellente.

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L’intervento di Otoplastica per dire addio alle “orecchie a sventola”

L’intervento di Otoplastica per dire addio alle “orecchie a sventola”

L’ intervento di Otoplastica per dire addio alle “orecchie a sventola”

Inutile negarlo, fin dall’infanzia, già nell’ epoca più remota, le orecchie a sventola sono sempre state causa di problemi psicologici anche complessi  e difficili da sopportare. Infatti di per sé  avere le orecchie a sventola non è un problema di tipo funzionale, perché non intacca l’udito, ma diventa una condizione estetica che può portare a stati di insicurezza e alla perdita dell’autostima, al disagio nel relazionarsi con gli altri e alla paura di essere notati, derisi, criticati. Questo difetto porta spesso le persone che lo presentano a camuffare la propria immagine, magari tramite l’utilizzo di un cappellino o di una taglio di capelli che può non essere così adeguato, anche un po’ antiestetico, ma efficace per sviare l’attenzione.

 

A provocare le orecchie a sventola è un fattore ereditario e la loro formazione avviene già nella vita intrauterina. Questa particolare formazione è dovuta, infatti, ad un blocco della rotazione della cartilagine esterna dell’orecchio che non si avvicina abbastanza alla testa. Questo blocco avviene verso il sesto mese di gravidanza, ma il motivo che lo scatena è ancora tuttora sconosciuto.

Questo problema congenito interessa un gran numero di persone nel nostro paese, ma la Chirurgia Plastica oggi è in grado di risolverlo grazie a tecniche all’avanguardia.

Se l’imperfezione si presenta molto pronunciata l’età ideale per intervenire con un intervento di chirurgia estetica ricostruttiva è  intorno ai 4/5 anni. Una ricerca medica sull’otoplastica pediatrica ha dimostrato che il successivo sviluppo fisico non disturba la forma dell’ orecchio per cui non ci sono motivi per posticipare l’intervento. Va chiarito anche che non esiste la possibilità che con il tempo le orecchie si “sistemino” spontaneamente.  Considerata la tenera età sarà opportuno ricorrere a un’anestesia generale e di conseguenza la degenza sarà un po’ più lunga. Considerando comunque ogni caso secondo la sua evoluzione di intervento, si tratterà normalmente di un paio di giorni.

Nel caso si decidesse invece di intervenire oltre i 10/12 anni fino all’età adulta, sarà possibile intervenire  ambulatorialmente con una maggiore flessibilità di azione, asportando la parte eccedente di cartilagine, se presente, e rimodellando il padiglione auricolare operando in anestesia locale.

I pochi punti di sutura saranno applicati nella parte posteriore, in modo che la cicatrice risulti non visibile, e sarà effettuata una piccola medicazione per permettere un assestamento dell’orecchio nella posizione che il chirurgo deciderà di definire.

La Chirurgia Estetica delle orecchie, nella maggioranza dei casi, si focalizza sull’inestetismo delle orecchie a sventola, ma i difetti estetici che possono presentarsi sul padiglione auricolare sono diversi e alcuni molto più complessi da risolvere. In alcuni casi infatti il paziente può presentare orecchie di dimensioni eccessive oppure padiglioni di forma non naturale e questo potrebbe incidere sul costo dell’ intervento che comunque resta piuttosto contenuto rispetto ad altri tipi di interventi di chirurgia plastica

Di assoluta importanza è scegliere Istituti, Ospedali e Cliniche sicure e certificate, perché si tratta comunque di un intervento chirurgico che necessita di una particolare attenzione anche e soprattutto nei controlli post-operatori.

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PRP: il trattamento più innovativo per i nostri capelli

PRP: il trattamento più innovativo per i nostri capelli

PRP: il trattamento più innovativo per i nostri capelli

Lo sapevate che i capelli sono la manifestazione fisica dei nostri più arditi pensieri e un prolungamento di noi stessi?

Ogni singolo capello che ci appartiene  è una sorta di estensione di noi stessi, una connessione  tra corpo e spirito. Storie, leggende , fiabe incantate, si raccontano  in tutto il mondo e in esse i capelli  giocano un ruolo fondamentale nel destino di ognuno di noi, infatti, non a caso, personaggi come uomini e donne di saggezza hanno generalmente i capelli lunghi, mentre la tirannia spesso è stata rappresentata da teste dai capelli corti o addirittura inesistenti.

Il capello quindi appartiene ad un linguaggio del corpo molto sottile, ad uno stile ben definito, sta a delineare il  carattere delle persone e può rappresentarci per svariati contenuti. Ad esempio i capelli sciolti sembra significhino sicurezza mentre i capelli raccolti convinzione.

Bisogna prendersi cura dei capelli per riuscire a mantenerli nel tempo, salvaguardandone l’aspetto e la salute.

Dopo approfonditi studi e importanti ricerche, dopo svariati test ottimizzati su persone calve o con serie difficoltà di crescita del capello, gli esperti sono arrivati alla conclusione che la tecnica più efficace per mantenere sani e forti i nostri capelli è il “PRP” (Platelet Rich Plasma). Una sorta di siero naturale che noi stessi produciamo.

L’utilizzo del plasma arricchito di piastrine è una tecnica scientificamente validata che viene utilizzata già da molti anni nell’ambito della Chirurgia Plastica per la cura ad esempio delle grandi ustioni e su quei pazienti con ferite che hanno serie difficoltà di guarigione con le normali tecniche convenzionali.

I forti fattori di crescita racchiusi nelle piastrine sono capaci di stimolare meccanismi cellulari richiamando e attivando le cellule staminali nella sede anatomica in cui si rende necessario questo tipo di intervento, migliorandone lo stato della cute e di tutti gli annessi cutanei.

Per la perdita precoce dei capelli, per l’alopecia androgenetica, per il rinvigorimento dei capelli sfibrati che tendono  ad assottigliarsi notevolmente sia nell’uomo che nella donna, il PRP è senza ombra di dubbio uno dei trattamenti più potenti che attualmente la medicina abbia a disposizione.

Già utilizzato negli USA e in Brasile questo trattamento si dimostra eccezionale anche come terapia e sostegno per il trapianto dei capelli. Meraviglioso è il risultato di questo trattamento anche su quei capelli fortemente sfibrati per conseguenza di utilizzi eccessivi di tinte e decoloranti.

Si precisa inoltre che il trattamento con fattori di crescita piastrinici PRP non è un mero trattamento estetico, ma una metodica biologica  che ripristina di gran lunga le condizioni vitali della nostra cute.

I primi risultati si potranno notare già dopo qualche mese: blocco della caduta eccessiva dei capelli, maggiore vigore del capello e del cuoio capelluto. In alcuni casi si potrà addirittura apprezzare una ricrescita di alcuni capelli.

Il trattamento è ambulatoriale. Il sangue viene prelevato attraverso un banale prelievo venoso quindi centrifugato per separare le piastrine dai globuli rossi. Solo una parte di plasma selezionato, ricco di piastrine, verrà  estratto ed utilizzato per il trattamento. Una volta attivate le piastrine, il PRP verrà così iniettato nel cuoio capelluto tramite micropunture effettuate con aghi sottilissimi.

E’ un procedimento molto semplice che a seconda dei trattamenti può durare dai 30 ai 40 minuti circa.

La sua straordinaria efficacia  è dovuta al fatto che con questa metodica si riesce a generare una concentrazione di piastrine molto più alta di quella presente normalmente nel plasma.

Prendetevi quindi cura dei vostri capelli perché come diceva Martin Lutero: “I capelli sono l’ornamento più ricco delle donne”…e anche degli uomini!

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La vera bellezza di un volto risiede nella sua naturalezza

La vera bellezza di un volto risiede nella sua naturalezza

La vera bellezza di un volto risiede nella sua naturalezza

Può capitare che possa venire estrapolata dalla bocca cattiva di qualcuno una frase che in qualche modo voglia danneggiarci usando l’esempio di una caricatura per offenderci. Alla luce di ciò, possiamo benissimo intuire che quanto si è detto possa esserci attribuito accomunando la faccia di un essere umano a quella di un pupazzo o quant’altro.

“Pensano che abbia la faccia di gomma” dice la Sig.ra Elisabetta dopo essersi sottoposta ad un lifting facciale da un chirurgo di dubbia provenienza. Lei era la donna più normale che si potesse incontrare per strada: né brutta né bella, né alta né bassa, né vecchia né giovane, non un naso enorme e neppure uno sguardo penetrante, non una bocca carnosa e neanche dei nei vezzosi a renderla particolarmente interessante, ma era carina nel suo insieme proprio perché estremamente normale, se pur un po’ attempata.

Un giorno si guardò allo specchio…gli anni non erano più gli stessi e l’età dell’invecchiamento tormentava la sua figura cercando di portarla man mano verso la decisione di rifarsi il viso o meglio di ringiovanirlo radicalmente. Si fece un selfie e inorridita decise di non farsi mai più foto in vita sua fino a quando il suo viso non avesse finalmente ripreso una forma a lei più consona.
L’autoritratto è un modo per farci arrivare la nostra auto-immagine e quindi quella che ci aiuterà a definire noi stessi. In psicologia sociale si definisce “looking-glass” il modo in cui noi crediamo di apparire ma che spesso non coincide con il modo in cui gli altri ci vedono.

Oggi come oggi, la tecnologia dei media e dei social, le foto che molto più facilmente di un tempo ci aiutano a condividere con miriadi di persone, il peso che assume la nostra immagine sugli altri diventano di gran lunga un fenomeno sempre più dilagante, quello che ci porta ad interrogarci e ad avere paura di non essere mai all’altezza, cavie del paragone altrui.
C’è poco da fare, il nostro cervello è clamorosamente attratto dai nostri volti oltre che da quelli degli altri e non esisterebbe il fenomeno dei selfie se il viso non potesse essere definito protagonista assoluto del mondo.
Anche la Sig.ra Elisabetta, nel suo delirio di cambiamento fu sicuramente vittima di questi fenomeni.
Alla luce di ciò dovremmo ovviare al problema senza però discostarci dal fatto che non dovremmo essere vittime delle masse, ma solo coscienti ideatori del nostro cambiamento.

Esistono molte donne, qualcuna anche famosa, belle, assolutamente capaci e tenaci che però non si piacciono più. Insoddisfatte del loro aspetto crollano per niente proprio a causa del fatto che non riescano a dare un valore obiettivo e sereno al loro viso.
Cambiare il proprio look è un primo passo, arrivare poi ad avere davvero un aspetto decisamente più fresco del proprio viso è sicuramente il passo successivo che può fare la differenza.

Il lifting del volto è un intervento assai richiesto in chirurgia estetica plastica ricostruttiva. Consente di ridonare al viso un aspetto assai giovanile, migliorandone l’estetica senza però alterarne la sua più autentica fisionomia. Il lifting del volto è un intervento chirurgico che aiuta a contrastare il cedimento tissutale sollevando e riposizionando verso l’alto i tessuti delle guance facendo riacquistare al volto un aspetto davvero giovane e sano. Questo intervento consente quindi l’eliminazione di tutti quegli inestetismi dovuti al cedimento grazie al riposizionamento dei muscoli del viso.
Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo intervento anche se ovviamente è indicato per coloro che risultano avere pelle e visi non più distesi a causa dell’invecchiamento.

Il lifting del volto è una procedura chirurgica relativamente impegnativa che, se effettuata in strutture qualificate e autorizzate, da uno specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica esperto nel ringiovanimento del volto, può dare risultati davvero eccellenti.
Le incisioni effettuate dal chirurgo verranno nascoste fra i capelli nonché davanti e/o dietro le orecchie.
La degenza post-operatoria si limita a circa 1-2 giorni massimo; successivamente potrete ricominciare la vostra vita di tutti i giorni.
Inutile dire che la famosa “faccia di gomma” non salterà fuori se l’intervento verrà gestito da professionisti di livello, seri e dotati di buon senso estetico. Il segreto risiede nel non intimorirsi del risultato dell’intervento ma nel selezionare attentamente il chirurgo che ci farà ritornare giovani e belli, coscienti di non avere un’anima posticcia nè contorta, ma uno spirito innovativo e sereno capace di farci sorridere nuovamente con una nuova luce meravigliosa e appagante.

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Medicina estetica e invecchiamento

Medicina estetica e invecchiamento

Medicina estetica e invecchiamento

La medicina estetica: una grande alleata contro l’invecchiamento…ma solo se effettuata da professionisti!

In un tempo non più nostro le rughe potevano essere addirittura tramite di forte carisma, di valori vissuti, di attestazioni di saggezza e virtù, traccia di amabili emozioni o solchi che testimoniavano i dolori e le fatiche , dopo un pianto oppure una risata.

Oggi invece la parola invecchiamento non delizia poi più di tanto il pensiero saggio del mondo, ma al contrario lo allarma scatenando pensieri ansiogeni e di forte desiderio nel voler in qualche modo ovviare allo stravolgimento di questo fenomeno, per cui il cambiamento diviene interesse primario di gran parte della popolazione vivente. Oltretutto la nostra età si legge anche sul dorso delle nostre mani, sul collo, non in ultimo nel nostro modo di fare e di pensare.

Questo ci porta spesso ad aver paura di ciò che la nostra figura apparente ci sussurra e l’essenza dell’immagine che abbiamo di noi  ci induce molto spesso a cercare di cambiarla perché non ci è gradita. Aristotele, in uno dei suoi passi, affermava “l’anima non pensa mai senza immagini”, per sottolineare che nessuna forma di pensiero possa non rapportarsi all’immagine.

E’ facile quindi capire quanto possa essere importante per ognuno di noi poter fermare in qualche modo il tempo, cercando di correggere gli inestetismi che questo apporta a noi stessi perché la nostra immagine può condizionare il nostro pensiero.

Invecchiare  soprattutto per l’essere Donna (aldilà di ciò che sussurrano le modelle come Heidi Klum, che sostengono che invecchiare sia la cosa più bella al mondo) diventa davvero difficile da accettare: quelle orribili rughette sulla fronte che si moltiplicheranno come funghi dopo la pioggia, quelle tremende zampe di gallina vicino agli occhi, quel cedimento repentino del contorno viso, quegli occhi un po’ calanti ecc…Tutte queste manifestazioni ci aprono la strada al trascorrere del tempo e noi non abbiamo bisogno di questo per sembrare più donne e più sagge così come non vogliamo essere chiamate nonne dai più piccini se non solo dai nostri amati nipotini.

Perché negare che invecchiare non piace a nessuno? Purtroppo non si può fermare il tempo nè il processo di invecchiamento che ad ognuno di noi appartiene, ma si può però ricorrere a  trattamenti anti-aging atti a farci riconquistare qualche anno in più in termini di giovinezza, mantenendo sempre un aspetto del tutto naturale.

E’ possibile intervenire con un approccio preventivo nei confronti dei segni del tempo come rughe, lassità della pelle, cedimenti, macchie cutanee ecc. Non dobbiamo arrestare il processo fisiologico dell’invecchiamento nè deformare il nostro viso con tecniche troppo invasive inadatte al nostro stato di fatto e a ciò che in realtà vogliamo raggiungere nel nostro risultato definitivo, ma possiamo rallentare tutto quel processo consentendo a noi stesse di vivere meglio e in salute,  facendo attenzione a nutrirci adeguatamente e con una dieta assolutamente sana e bilanciata.

Detto ciò, attraverso una sinergia ben mirata e con una consulenza professionalmente affidabile, potremo permetterci di addentrarci in quel meraviglioso mondo del ringiovanimento, intervenendo poco per volta, senza la troppa fretta dei risultati e soprattutto condividendo col nostro chirurgo un percorso personalizzato che dia finalmente vigore e lucentezza alla nostra pelle. Uno dei trattamenti meno invasivi e duraturi atti al ringiovanimento della nostra pelle è ad esempio la “biorivitalizzazione”.

La biorivitalizzazione è un trattamento medico-estetico, non eccessivamente invasivo, che riattiva i normali processi delle cellule stimolando, con l’integrazione di vitamine e acido ialuronico,  il processo di ringiovanimento della cute. Quelle utilizzate sono tutte sostanze biocompatibili e riassorbibili dalla pelle e non generano alcuna allergia.

Si tratta di una tecnica ambulatoriale e consiste nell’effettuare piccole iniezioni con aghi sottilissimi senza la necessità di alcuna anestesia. Ovviamente dovete rivolgervi soltanto a professionisti referenziati e preparati, regola fondamentale che dovrà essere assolutamente da voi considerata ogni qualvolta deciderete di sottoporvi ad un trattamento di questa natura e non solo.

Ogni trattamento deve essere personalizzato sul singolo paziente perché ogni paziente è unico e solo partendo da questo presupposto si potranno raggiungere risultati ottimali. Per finire, la parola “invecchiamento” diviene ormai oggi solo un timore e non più la sottrazione a noi stesse di una meravigliosa sensazione di freschezza e di ringiovanimento del nostro viso. Impossibile purtroppo rendersi immortali come anche, in alcuni casi,  non invecchiare precocemente, ma ritardare amabilmente  il processo di tutto questo si.

Con trattamenti mirati e assolutamente non troppo invasivi renderemo più giovane non solo il nostro aspetto ma anche il nostro spirito e la nostra anima. Un ingrediente essenziale per vivere più sereni e più felici.

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